La mia top-5 assoluta.
1. EL SER QUERIDO
2. THE DEBUT
3. ELSINORE
4. A TALENT FOR MURDER
5. I PLAY ROCKY / GHOST SONG
#RoFF21
26 film visti. Una buona edizione ma sono sempre più film-tv che cinema-cinema.
#RoFF21
UM TRANQUILLO FUNERALE DI FAMIGLIA (Massimiliano Bruno) è la versione all'italiana di Funerale Party, demenziale e pacchiana oltremisura, con dei buoni tempi comici ma con gag che girano quasi tutte attorno all'equivoco della boccetta con presunto ansiolitico. Ridicolo.
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LA SERA A ROMA (Enrico Vanzina) è un giallo che cerca il giusto compromesso fra la maniera di fare il genere di una volta mantenendo uno sguardo sul presente, con un linguaggio piatto come una tavola da stiro e diverse battute taglienti che sono la cosa migliore del film.
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CONGO BOY (Rafiki Fariala) mostra in maniera franca la situazione di povertà estrema in certe zone dell'Africa, scostando la lente sul come uscirne in maniera superficiale, pur riuscendo a sciogliere in parte le catene grazie alla musica.
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THE GUEST (Mads Mengel) è un Festen più limpido, spurgato del torbido, compiacente del dramma interno familiare. Commuove senza però scuotere alle fondamenta.
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GHOST SONG (Fatih Akin) è un cielo sopra Amburgo dal taglio sentimentale, capace di ridefinire l'immaginario del genere fantasy in un contesto urbano, dentro una dimensione poetica intimista. Alcune scene in particolare sono di estrema visionaria bellezza.
#RoFF21
IL PROFILO DELL'ALTRA (F.Bruni) ha almeno l'onestà di esplorare il trionfo del dilettantismo e l'umiliazione del talento e della competenza, depotenziando però la critica sociale su una storiella dal sapore adolescenziale, annacquata dal solito stile televisivo di Bruni.
#RoFF21
Tendenze. E non solo la figura maschile viene demonizzata in particolar modo in molte produzioni italiane di queste ultime edizioni ma si sta tentando sempre più di ridicolizzarla. Questo è evidente anche da alcune serie-tv. C'è un disegno preciso uscito allo scoperto.
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Tendenze generali. Diciamo che avete rotto i coglioni con tutti questi film in cui demonizzate le figure maschili, come se fossero tutte tossiche, sulla scia del femminismo più becero. State rendendo tutto talmente polarizzato d'alimentare una bolla sociale atomica.
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MARIAGE AU GOUT D'ORANGE (Christophe Honoré) è quel tipo di cinema francese che ha assorbito troppo della melassa in salsa italiana. Verbosissimo e ostentatamente esasperato.
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GIORNI FELICI (Susanna Nicchiarelli) ha un vago gusto retro-kitsch e in Carlotta Gamba la giusta interprete per il ruolo freak ma la scelta di Scamarcio come partner si rivela inadeguata al tipo di film e la sceneggiatura manca di una struttura solida e tagliente.
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THE DEBUT (Jesse Eisenberg) è vivacemente ben scritto e ottimamente interpretato. Ha lo smalto brillante delle migliori commedie di George Cukor e l'apporto di una delle migliori Julianne Moore di sempre.
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7 ANNIVERSARI (Sabrina Iannucci) trova una dimensione di verità nei caratteri ma la progressione dei fatti all'interno del disegno narrativo offre decisamente poco agli sviluppi. Se la Porcaroli ha una sua dignità recitativa, Zurzolo non convince.
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CHANGER L'EAU DES FLEURS (Jean-Pierre Jeunet) è una lugubre celebrazione della caducità della vita con bellissime musiche e la tenera bellezza della protagonista a fornire un appiglio al dramma ma le parentesi quadre nel cuore del racconto sono forse un pò troppe.
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EL TREN FLUVIAL (Ferro, Vignale) indugia sui silenzi meditativi della solitudine infantile, tirando fuori la tensione interiore da una specie di genealogia della fuga ma non ha idee di scrittura capaci di solidificare gli intenti.
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I PLAY ROCKY (Peter Farrelly) gioca su un terreno scivoloso, quello della riproposizione del come, dove, quando può prendere forma il successo di un noto film ma riesce a infondervi credibilità in ogni scelta, affidando il cuore nervoso del plot ad un attore credibile.
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BLU (Denis Brotto) è una pacata, affascinata, riflessiva passeggiata in riva ad alcuni dei mari più meravigliosi d'Italia. Non c'è altro e forse a qualcuno può anche bastare. La voce narrante è coinvolgente, pur senza rivelare particolari aneddoti. #RoFF21
NOI, UN PÒ MEGLIO (Daniele Luchetti) fa ridere e commuovere infine, facendoci sentire sempre un pò vulnerabili, ma a dispetto della chimica tra Germano e Giannetta, lo è anche la coerenza interna alla sceneggiatura che in diverse situazioni presenta imbarazzanti scelte.
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ULTIMO FELLINI va al cuore della visione del cinema della vita del grande artista dietro al noto regista, sondando le chiavi di volta e il mistero del personaggio attraverso note fonti vicine e per questo autorevoli. Un buon assemblaggio dei pezzi monta l'attenzione.
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