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You know our countries in serious trouble when conservative politicians have to use black female rappers with huge asses to win elections.
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Crozza su Giorgetti alla Camera in un'aula vuota "se sei un lavoratore e vieni pagato a lavorare ci vai...i Parlamentari pagati 16mila euro al mese e non riescono a presentarsi a lavoro il martedì mattina alle 8?"
indigna eccome se indigna
#Crozza #FratellidiCrozza #17ottobre
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A sinistra, Bucha, 2022. A destra, Kramatorsk, ottobre 2026.
La strada della morte non è cambiata. È cambiata la risposta del mondo civile.
Nel 2022, le immagini di Bucha sconvolsero il mondo. Davanti all’orrore dei crimini commessi dalle forze russe, la comunità internazionale reagì con indignazione e con azioni concrete.
Arrivarono nuove sanzioni contro Mosca, contro Putin e il suo entourage. Congelamento di beni e riserve finanziarie, restrizioni economiche e tecnologiche, isolamento diplomatico, espulsioni di diplomatici russi, richieste di indagini internazionali e giustizia per le vittime dei crimini di guerra.
Gli Stati Uniti e l’Europa rafforzarono il sostegno militare, economico e umanitario all’Ucraina. Milioni di profughi furono accolti in Europa.
Il messaggio era chiaro: non si poteva permettere che simili atrocità diventassero la normalità.
Oggi, ottobre 2026, davanti alle immagini di Kramatorsk, la risposta appare terribilmente diversa.
Alle stesse strade devastate, agli stessi corpi senza vita, agli stessi crimini, non corrisponde più la stessa indignazione.
Al contrario.
C’è chi fa gli auguri di compleanno a Putin. Chi progetta di tornare a fare affari con la Russia. Chi discute di come riabilitare Mosca sulla scena internazionale. E chi arriva persino a incolpare Kyiv per la continuazione di una guerra che la Russia ha scatenato e continua a condurre.
I crimini non sono cambiati.
La furia criminale di Putin non è cambiata.
Siamo cambiati noi.
Da quasi cinque anni guardiamo città distrutte, civili uccisi, famiglie spezzate. Immagini che un tempo scuotevano le nostre coscienze oggi scorrono davanti ai nostri occhi come una notizia qualsiasi.
Ci siamo abituati all’orrore.
Siamo diventati più insensibili. Più distratti. Più incuranti.
E forse è proprio questa la vittoria più pericolosa che Putin sta ottenendo: non soltanto la distruzione che continua a seminare in Ucraina, ma la progressiva assuefazione del mondo ai suoi crimini.
Perché quando smettiamo di indignarci davanti a queste immagini, quando le vittime diventano numeri e le atrocità diventano routine, il passo successivo è inevitabilmente più facile.
Normalizzare Putin. Tornare a stringergli la mano. Tornare a fare affari con lui. Trattare i suoi crimini come un dettaglio scomodo da dimenticare.
La strada della morte è ancora lì.
Quello che rischiamo di aver perso, lungo quella strada, è la nostra coscienza.
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He knows my name is Abdul. He says it everyday.
But he’s not just attacking me. He’s attacking all of us. He thinks so low of us. He thinks he can use my name and my faith to distract us from the suffering his policies are inflicting on us at the pump, at the grocery store, and at the doctor’s office. He thinks we don’t know any better.
It’s time for change.
#MichiganSenate
President Trump calls Abdul El-Sayed “Mohammed” in new Truth Social post.
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Ossoff: "I think Pete Hegseth is frankly a deeply unwell person who seems to relish this kind of brutality all the while he's running a department that is falling into chaos. The guy cannot run the military competently and is spending his time with this kind of obscene medieval spectacle."
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Il Governo italiano e Meloni stanno cercando di far approvare una legge che renderà di fatto Israele l'unico Paese al mondo non criticabile
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“Questa sentenza emessa nel nome del popolo italiano costituisce appunto un presidio per tutti i Giuli e le Giulie del mondo. Ed è questo presidio quello che noi abbiamo sempre chiesto e invocato. Al di là delle singole condanne, è evidente che l’impianto probatorio sostenuto dalla procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni, ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri. Da stasera tutti i regimi, i loro apparati, le loro divise saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile, così come i loro corpi, che l’impunità può essere sconfitta e l’arbitrio può trovare un argine nelle democrazie.
Grazie Giulio, che oggi più che mai ha fatto cose”.
- L’avv. Alessandra Ballerini dopo la sentenza che ha riconosciuto il sequestro e la tortura di Giulio Regeni.
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#ULTIMORA Berlino, IFA 2026. Presentato “Milano”, il primo robot che pippa cocaina e usa inglesismi a cazzo - di @FabioCor74
lercio.it/berlino-ifa-2026-p…
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Umberto Eco, qui possédait 50 000 livres, disait ceci à propos des bibliothèques personnelles :
"Il est insensé de penser qu'il faut lire tous les livres qu'on achète, tout comme il est insensé de critiquer ceux qui achètent plus de livres qu'ils ne pourront jamais en lire. Ce serait comme dire qu'il faut utiliser tous les couverts ou les lunettes, les tournevis ou les forets que vous avez achetés avant d'en acheter de nouveaux.
Il y a des choses dans la vie pour lesquelles nous avons besoin de toujours avoir suffisamment de provisions, même si nous n'en utilisons qu'une petite partie.
Si, par exemple, nous considérons les livres comme des médicaments, nous comprenons qu'il est bon d'en avoir plusieurs à la maison plutôt que quelques-uns : quand on veut se sentir mieux, alors on va au « placard à pharmacie » et on choisit un livre. un livre aléatoire, mais le bon livre pour le moment. C'est pourquoi vous devriez toujours avoir un choix nutritionnel !
Ceux qui n'achètent qu'un seul livre, ne lisent que celui-là et s'en débarrassent ensuite. Ils appliquent simplement la mentalité de consommateur aux livres, c'est-à-dire qu'ils les considèrent comme un produit de consommation, un bien. Ceux qui aiment les livres savent qu'un livre est tout sauf une marchandise."
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all it takes is the stroke of a pen






























