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Il fatto che ai #cattolici #tradizionalisti del "Sommorum Pontifucum" siano stato impedito di entrare a San Pietro è veramente Grave.
Chiunque sia il responsabile di questo divieto è un pazzo irresponsabile.
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Dite a sta sottospecie di Badoglio che l'opinione pubblica a cui non si deve cedere è quella che ha messo le sue chiappe dove siedono.
#GuidoCrosetto: “La nostra opinione pubblica influenzata dall’esterno è nella maggioranza contraria agli aiuti all’#Ucraina. Non si può cedere all’opinione pubblica quando tu pensi che stia sbagliando”
Teoricamente trattasi di Regime Totalitario.
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Italia is the hope of the world. Italia, Italia, Italia. There is nothing so beautiful and so wonderful as Italia. Please, save it! Europe is going dawn and dawn, please, save Italia!
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stanti le condizioni politiche attuali perdere il Quirinale non sarà perdonato
Lo stop del capo di Stato alla legge anti maranza è l’ennesima conferma: sono 30 anni che il Quirinale fa opposizione agli esecutivi di centrodestra. Da Napolitano a Mattarella, l’invasione di campo è la regola. Ecco perché il Pd ha terrore di perderne il controllo.
di @BelpietroTweet
f.mtr.cool/ahkikozoxu
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Meloni came from the far right promising to improve the situation in Italy the liberals created. She did nothing just playing games with EU and supporting Kiev regime without any real result. She has spoiled everything. Italy deserves more, much more. The best country in Europe.
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I like France, i adore Italy. I hate those who destroy these beautiful countries. That is why i hate the globalist elite that rule them.
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Feltri: "Solo un idiota pensa che Alberto Stasi sia colpevole" ebx.sh/ZQ6V9H
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Le "leggi antimaranza" non fermano i maranza. Vicenza e la Milano-Meda lo dimostrano.
Pensarlo è non solo puro dirigismo eudaimonista e pedagogista giacobino ma significa soprattutto non aver ancora accettato che le questione sociali, demografiche e culturali non sono causate da "leggi" ma da sistemi parastatali che attuano agende politiche decise al di fuori del processo democratico e politico che vedono nelle leggi solo l'ultimo momento di un processo deciso a monte da capi occulti.
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SDDDDEEEEEENGGGGGG 🚀🚀🚀
Stai sereno Matteuccio.
@GiorgiaMeloni @FratellidItalia
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L'Ue racconta che la Russia vuole attaccare l'Europa.
Continua a raccontarlo nonostante manchino le condizioni materiali e tecniche per un tale attacco.
Continua a raccontarlo nonostante gli interessi economici e strategici della Russia sarebbero lesi da un tale attacco.
Continua a raccontarlo, a dire che dobbiamo pagare miliardi per armarci in vista di un tale attacco.
Orbene, oltre all'evidente marchetta alla lobby delle armi, è chiaro il motivo di tale insistenza.
Dopo trent'anni di devastazione dell'economia europea, l'Ue è odiata dai popoli, sta implodendo.
Ecco dunque cosa si sono inventati i suoi fautori: creare una nuova coesione europea imperniata sul militarismo, su un folle nazionalismo costruito intorno all'odio contro un comune nemico.
È l'ultima spiaggia dell'europeismo: disprezzato dai popoli che dovrebbe unire, tenta di tenerli insieme con la paura.
Dopo aver predicato contro il nazionalismo, tenta di sopravvivere invocando il nazionalismo, l'imprevisto patriottismo contro l'invasore russo.
È la fine indecorosa del più ridicolo tentativo di unificazione - dopo i molteplici tentati dagli eserciti - che l'Europa abbia mai subito; quello tentato dagli usurai.
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𝗠𝗘𝗟𝗢𝗡𝗜: 𝗜𝗟 𝗠𝗨𝗥𝗢 È 𝗟Ì.
𝗟𝗘𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗡𝗖𝗢𝗥𝗦𝗔
PER SBATTERE MEGLIO ANCORA UNA VOLTA.
C’è qualcosa di quasi sublime nell’intervista di Giorgia Meloni al Foglio.
Parlando dell’Ucraina, la premier avverte che non è disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora e chi vuole un presidente del Consiglio che cambi posizione per convenienza elettorale può «rivolgersi altrove».
La sostanza politica è chiarissima: chi mette in discussione il sostegno all’Ucraina difficilmente avrà posto nella sua coalizione.
Applausi.
Il muro è ancora lì.
Ma Giorgia rivendica con orgoglio di voler continuare a prenderlo a testate.
Perché ormai abbiamo scoperto una nuova definizione di “coerenza”: se una strategia non produce il risultato sperato, basta continuare abbastanza a lungo e diventa una virtù.
Quattro anni di guerra.
Armi.
Sanzioni.
Pacchetti di aiuti.
Vertici.
Dichiarazioni solenni.
E la guerra è ancora lì, mentre persino i negoziati più recenti non hanno ancora prodotto una svolta risolutiva.
Ma tranquilli: la linea non cambia.
Anzi, l’Italia sta preparando il tredicesimo pacchetto di aiuti a Kiev, con sistemi antiaerei e altre forniture previste entro l’autunno.
Nel frattempo, a casa nostra, abbiamo un dettaglio insignificante.
L’energia.
Proprio nella stessa intervista Meloni ammette che le pesa «non aver potuto fare di più per famiglie e imprese» sul caro energia.
E ci credo.
Reuters riferisce che la bolletta italiana delle importazioni energetiche è prevista vicino ai 60 miliardi di euro nel 2026, mentre il governo ha dovuto prorogare gli interventi sulle accise dei carburanti, con oltre 2,6 miliardi di euro di sgravi complessivi.
Quindi ricapitoliamo.
Quando si parla delle difficoltà degli italiani, bisogna fare i conti, trovare le coperture, rispettare i margini, spiegare che le risorse non sono infinite.
Quando compare la parola Ucraina, invece, la discussione cambia improvvisamente tono.
Nuovo pacchetto.
Nuovo sostegno.
Nuove armi.
E soprattutto una certezza incrollabile:
AVANTI COME PRIMA.
Fantastico.
Uno potrebbe perfino domandarsi se, dopo anni, sia legittimo valutare risultati, costi, obiettivi raggiunti e strategia.
Macché.
Mettere in discussione la rotta rischia ormai di diventare più grave che chiedersi dove stia andando la nave.
E la parte più surreale è proprio quella frase:
«Non sono disposta a fare il contrario di quello che ho fatto finora».
Presidente, il problema non è fare “il contrario” per convenienza.
Il problema è capire se, quando hai sbattuto il muso contro un muro, la soluzione più intelligente sia davvero arretrare di venti metri e prendere una rincorsa più lunga.
Perché correggere una politica davanti ai risultati si chiama capacità di governo.
Continuare perché “finora abbiamo fatto così” si chiama ostinazione.
E quando l’ostinazione riguarda miliardi, guerra, energia e futuro dell’Europa, forse agli italiani è ancora concesso fare una domanda senza essere iscritti d’ufficio al partito di Putin:
MA DOVE DIAVOLO STIAMO ANDANDO?
- Don Chisciotte
Fonti: Il Foglio, intervista a Giorgia Meloni, 12 settembre 2026; HuffPost Italia, 12 settembre 2026; ANSA, 24 agosto e 12 settembre 2026; Reuters, 8, 11 e 12 settembre 2026.
#Meloni #Ucraina #Kiev #Italia #Europa #DonChisciotte
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Replying to @Napalm51
Si infatti la Bonino malata neoplastica all’ultimo stadio lei col cazzo che si è fatta praticare l’eutanasia. Aggrappata alla vita fino all’ultimo respiro.
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Emma Bonino
Di Andrea Zhok
ha promosso il referendum per l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (perché irrigidiva il mercato del lavoro).
Ha promosso referendum per la piena liberalizzazione del collocamento privato abolendo ogni vincolo e responsabilità del datore di lavoro.
Ha sostenuto la piena libertà di contratto individuale (quali che siano i rapporti di potere contrattuale) e l’abolizione dei contratti collettivi.
Ha sostenuto l’abolizione dell’obbligo di stipulare assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro con l’INAIL aprendo alle assicurazioni private.
Ha sostenuto l’abolizione del Servizio Sanitario Nazionale, da sostituire con assicurazioni private.
Ha sostenuto costantemente l’innalzamento dell’età minima per accedere alla pensione.
Lei, la libertaria, era favorevolissima al Green Pass, che riteneva essere un grande contributo civile.
Si è sempre definita un'amica sincera di Israele e ha sostenuto tutte le iniziative del sionismo.
Ha supportato dal primo minuto e fino alla fine l’invio di aiuti militari a Kiev e la necessità di dare una lezione alla Russia.
È sempre stata ferocemente atlantista e filoamericana.
Non si può dire che non sia stata una vita coronata di successi, magari indiretti.
In vista dei coccodrilli che pioveranno in questi giorni, credo sia corretto dire che Emma Bonino, dal punto di vista della gente che vive del proprio lavoro e che ama l’Italia, è stata politicamente il Male.
Niente di personale, se la vedrà lei dall’altra parte.
Ma per quanto riguarda questa valle di lacrime, se avesse fatto la cassiera invece della parlamentare l'intero paese ne avrebbe tratto beneficio.
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Se la strategia di Vannacci è quella di attendere all'opposizione per diventare prima forza, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per non perdere l'egemonia.
Se la strategia di Vannacci è quella di andare al potere, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per coordinare un'azione di governo.
Se la strategia di Vannacci è quella di indebolire il Cdx per far vincere la Sinistra, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per smascherare il diabolico piano di Renzi [LOL].
Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni politiche (linea Craxi-Ronzulli) allora si dichiara una forza centrista e deve allearsi con Calenda, Renzi, Ruffini e tutti i centristi togliendoli al Campo largo. L'elettorato muterà di conseguenza.
Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni tattiche (Vannacci al governo cresce ancora a spese degli altri) sceglie di perdere le elezioni pur di preservare una sparuta classe dirigenziale.
Se il Cdx non si allea con Vannacci perché prevede che nascerà un centro autonomo dal Campo Largo equivalente a Vannacci o perché non si farà il Campo Largo si prende un grosso rischio ma stabilisce, in questo caso, una strategia possibile.
Se Vannacci rifiuta ogni proposta del Cdx il Cdx, a maggior ragione e in maniera ancora più netta che in tutti i casi precedenti, deve necessariamente provare ogni tipo di percorso di alleanza con Vannacci per rendere evidente le sue intenzioni e chiarire che la dinamica di alleanza viene inficiata da Vannacci.






















