The wild thyme unseen and the wild strawberry / The laughter in the garden... (TSE)

Joined October 2012
Anna Lucia Montanari  retweeted
Questo è un post che vale per tutti ma che dedico soprattutto ad i giovanissimi. Forse una delle cose più tristi del nostro tempo è che abbiamo imparato a dare più valore all'impressione che facciamo che alla persona che siamo. Dobbiamo apparire belli, brillanti, realizzati, dobbiamo dimostrare di avere successo, di sapere più degli altri, di avere sempre qualcosa da insegnare e mai nulla da imparare. La felicità sembra aver bisogno di una prova, una fotografia, un viaggio da mostrare, un traguardo da esibire. Non basta più vivere qualcosa di bello. Sembra quasi che, se nessuno lo vede, quel momento valga un po' meno e questa mentalità, lentamente, è uscita dagli schermi per entrare nelle nostre vite. La ritroviamo nelle conversazioni in cui nessuno ascolta davvero, perché tutti aspettano soltanto il proprio turno per parlare, nelle discussioni in cui cambiare idea viene vissuto come una sconfitta, nei rapporti in cui si fa fatica a riconoscere un merito altrui, come se ammettere il valore di qualcuno togliesse qualcosa al nostro. Abbiamo trasformato troppe cose in una competizione. Persino avere ragione sembra più importante che capire, chiedere scusa può diventare insopportabile, perché richiede di accettare che, almeno una volta, non siamo stati all'altezza dell'immagine che abbiamo di noi stessi e così finiamo per difendere il nostro orgoglio anche quando ci costa una persona, per imporre un'opinione anche quando sarebbe più utile ascoltare, per cercare di prevalere anche quando non c'è assolutamente nulla da vincere. Quanto ci stia costando tutto questo? Mentre siamo impegnati a dimostrare di essere migliori, rischiamo di diventare incapaci di riconoscere ciò che rende davvero preziose le persone. La capacità di ascoltare senza sentirsi inferiori, la generosità di aiutare qualcuno senza ricordargli quanto gli abbiamo dato, l'umiltà di riconoscere un errore. Sono tutte qualità che non fanno rumore, non garantiscono applausi e difficilmente ci rendono protagonisti, eppure dicono molto più di noi di qualsiasi successo esibito. Non c'è niente di sbagliato nell'ambizione, nel desiderio di migliorarsi o nella soddisfazione di raggiungere un obiettivo ma il problema comincia quando non ci basta più crescere, ma quando abbiamo bisogno che qualcuno rimanga indietro per sentirci arrivati. Quando il successo altrui ci infastidisce, la vulnerabilità ci sembra una debolezza e quando trattiamo ogni differenza come una minaccia alla nostra identità. Dovremmo fermarci ogni tanto e domandarci quante delle cose che inseguiamo desideriamo davvero e quante, invece, ci servono per non sentirci inferiori a qualcuno. Quante volte diciamo di volere una vita migliore quando, in realtà, vorremmo soltanto una vita che gli altri considerino migliore. C'è una differenza sottile, ma enorme, tra essere soddisfatti di ciò che siamo e avere continuamente bisogno di conferme sul nostro valore. La prima cosa ci dà una direzione, la seconda ci condanna a un confronto senza fine. Ci sarà sempre qualcuno più ricco, più bello, più preparato, più conosciuto e se misuriamo il nostro valore attraverso il confronto, non arriveremo mai a sentirci abbastanza. Ogni traguardo diventerà il punto di partenza per una nuova gara e nel frattempo rischieremo di trascurare proprio ciò che rende una vita degna di essere vissuta come le persone con cui possiamo essere noi stessi, gli affetti che non hanno bisogno di essere esibiti, le conversazioni in cui non dobbiamo dimostrare niente, la libertà di ammettere che non sappiamo tutto. La vera eleganza di una persona non sta nel riuscire a distinguersi da tutti, ma nel non avere bisogno di sminuire nessuno per sentirsi a posto con se stessa e la maturità comincia quando smettiamo di entrare in ogni stanza chiedendoci come fare per essere i migliori e iniziamo a domandarci che cosa possiamo portare di buono, anche senza essere al centro dell'attenzione. Possiamo anche riuscire a conquistare l’ammirazione di tutti, ma se per farlo dimentichiamo i nostri valori e ciò che conta davvero nella vita, avremo conquistato il mondo, ma perso noi stessi.
78
124
11
1,009
21,935
Anna Lucia Montanari  retweeted
Una cosa che mi colpisce sempre di più dei social è la facilità con cui le persone arrivano a odiarsi senza nemmeno conoscersi, devastando qualsiasi possibilità di un dialogo costruttivo. Basta un'opinione diversa, una frase interpretata male, un commento che non ci piace e improvvisamente quello che poteva essere un confronto diventa una guerra. Si comincia per esprimere un pensiero e si finisce per cercare di umiliare chi la pensa diversamente. Non basta più avere un'opinione ormai bisogna dimostrare che l'altro è stupido, ignorante, in malafede. Bisogna avere l'ultima parola, possibilmente davanti a un pubblico che applauda la nostra risposta. E così passano minuti, a volte ore, a scambiarci parole sempre più pesanti con persone che probabilmente non incontreremo mai nella vita reale. Mi domando spesso che cosa ci rimanga, alla fine, di tutto questo. Abbiamo davvero cambiato idea a qualcuno? Abbiamo compreso meglio un problema? Siamo diventati persone migliori? Oppure abbiamo soltanto consumato un pezzo della nostra giornata, lasciandoci dietro rabbia e amarezza, con la soddisfazione momentanea di aver scritto l'ultima frase? Il paradosso è che, mentre discutiamo animatamente con uno sconosciuto per dimostrare che abbiamo ragione, magari trascuriamo una persona che ci vuole bene, rispondiamo male a chi ci sta accanto o portiamo nella nostra giornata una tensione che non aveva alcun motivo di esistere e tutto per una discussione che domani avremo già dimenticato. Non penso che dobbiamo essere tutti d'accordo, anzi, il confronto tra idee diverse è fondamentale. È così che impariamo, mettiamo in discussione le nostre convinzioni e, qualche volta, scopriamo di esserci sbagliati ma c'è una differenza enorme tra discutere per capire e discutere per vincere. Nel primo caso siamo disposti ad ascoltare mentre nel secondo aspettiamo soltanto che l'altro finisca di parlare per trovare il modo di colpirlo e quando arriviamo a quel punto, non importa più chi abbia ragione. Abbiamo già perso qualcosa di più importante, la capacità di riconoscere nell'altra persona qualcuno che, proprio come noi, ha una storia, delle fragilità e una vita che va ben oltre quello schermo. Forse dovremmo ricordarci più spesso che dietro un profilo non c'è soltanto un'opinione da contestare. C'è un essere umano, imperfetto, proprio come noi. Possiamo non condividere nulla di quello che pensa, possiamo criticarlo, contraddirlo e persino decidere di non avere più niente da dirgli ma non siamo obbligati a dare ragione a tutti, né a tollerare le offese e non dobbiamo necessariamente trasformare ogni divergenza in una battaglia. La vita è già abbastanza complicata senza che sentiamo il bisogno di combattere anche con chi non conosciamo. A volte, la vera maturità è capire che avere ragione non vale sempre il prezzo che paghiamo per dimostrarlo e, magari, invece di scrivere l'ennesima risposta al vetriolo, potremmo chiudere il telefono, preparare un caffè, fare una telefonata a qualcuno a cui vogliamo bene e tornare a occuparci delle cose che contano davvero. Il tempo che passiamo a cercare di avere l'ultima parola con uno sconosciuto è tempo che non tornerà e la nostra vita merita molto più di una discussione senza fine che non porterà a nulla di costruttivo.
121
134
10
1,334
25,582
Anna Lucia Montanari  retweeted
Ci sono persone che ogni mattina si alzano e affrontano battaglie di cui il mondo non saprà mai nulla. Persone che si svegliano già stanche, che si guardano allo specchio cercando il coraggio di affrontare un'altra giornata, che escono di casa, vanno al lavoro, sorridono, rispondono "tutto bene", mentre dentro portano pesi che forse nessuno sarebbe disposto a sopportare. Penso a chi assiste un genitore malato e vede lentamente cambiare la persona che un tempo era il suo punto di riferimento, a chi cresce un figlio con mille difficoltà, sacrificando spesso i propri sogni senza chiedere nulla in cambio, a chi ha perso qualcuno e continua a vivere con una sedia vuota a tavola e un'assenza che nessun tempo riesce davvero a colmare. Penso a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, a chi combatte contro una malattia, a chi torna a casa la sera e non trova nessuno a cui raccontare com'è andata la giornata. E penso soprattutto a chi non chiede mai aiuto. Non perché non ne abbia bisogno, ma perché ha imparato a non disturbare, a non pesare sugli altri, a nascondere le proprie lacrime dietro un sorriso. Viviamo in un mondo che concede enormi attenzioni a chi urla, ostenta, provoca e troppo spesso non si accorge di queste persone silenziose, che ogni giorno compiono qualcosa di straordinario semplicemente continuando ad andare avanti. Negli ultimi tempi, dopo quello che mi è successo ho capito una cosa. Non sappiamo quasi mai quanto dolore possa nascondersi dietro una vita apparentemente normale e per questo dovremmo essere tutti un po' più delicati con gli altri. E vorrei dire una cosa proprio a quelle persone che si sentono invisibili, che pensano di non contare abbastanza, che la sera si addormentano chiedendosi per quanto tempo ancora riusciranno a essere forti. Voi non siete invisibili e il vostro valore non dipende da quante persone si accorgono della vostra fatica. Non dovete dimostrare ogni giorno di essere invincibili e avete anche voi il diritto di fermarvi, di piangere, di chiedere una mano, di essere ascoltati e amati senza dovervi guadagnare tutto questo attraverso il sacrificio. Sono le persone che hanno passato una vita a sorreggere gli altri quelle che hanno più bisogno di sentirsi dire: "Adesso lascia che, almeno per un po', sia qualcuno a prendersi cura di te". Per qualsiasi cosa, nel mio piccolo, io ci sono.
374
386
36
3,493
59,387
Anna Lucia Montanari  retweeted
😂ma a voi sembra normale al 3° piano, all’Isola, a Milano?
20
7
47
851
Anna Lucia Montanari  retweeted
Fermarsi a guardare tutto ciò che non c'è.
10
31
211
2,127
Anna Lucia Montanari  retweeted
(Come due stelle che si cercavano da sempre)
2
10
1
72
1,305
Anna Lucia Montanari  retweeted
Lo chiameró "l'umile" Legni scartati,bruttini,non accoppiati,con imperfezioni estetiche, li nel cestone,il venditore con un cenno di mano come a dire "dammi quel che vuoi" Ci costruiró un violino,non vi annoieró con la costruzione Questo mucchietto di legno diventerà bellezza
34
45
9
360
4,071
“dimmi che fai silenziosa luna?”
3
6
24
386
Anna Lucia Montanari  retweeted
Una tempesta silenziosa che non si placa mai.
7
25
2
166
2,163
Anna Lucia Montanari  retweeted
Vedere nelle trame colorate tutti i ricordi che non ti lasciano. Quelli del passato, quelli del futuro.
2
23
1
151
1,991
Eh sì, devo riconoscere che siete belle (di notte). Buona notte!
1
9
11
162
Anna Lucia Montanari  retweeted
... come un sentiero che sale alla notte accesa di stelle.
11
31
1
159
2,063
Anna Lucia Montanari  retweeted
Ieri ho ritrovato sul pc una vecchia versione di "Lost" e allora ho pensato di metterci sopra qualche foto delle notti in montagna. Perché quei posti meravigliosi se da un lato mi salvano da me stesso, dall'altro mi riportano alla mente tutto ciò che ho perduto. Ancora una volta.
8
10
1
103
2,252
“la bocca sollevo dal fiero pasto… “
1
1
4
96
sollevò, ovviamente
2
33
Spesso penso di non aver capito nulla della vita, in tanti turbolenti anni trascorsi. Altre volte sento che non c’è nulla da capire, che tutto semplicemente si dispiega davanti a me.
2
7
9
162
Anna Lucia Montanari  retweeted
Oggi son salito fino al piccolissimo borgo antico in cima alla collina. Poche case, una chiesetta e una antica torre. All'ingresso del borgo c'è quest'albero meraviglioso, in cui deve vivere una ninfa: protegge il borgo, le colline e le memorie che vi sono impresse, anche le mie.
22
25
1
215
3,571
Anna Lucia Montanari  retweeted
“Guardare è una cosa così strana e meravigliosa, della quale sappiamo ancora tanto poco; sembrano accadere in noi cose che hanno atteso con passione di non essere osservate, e mentre esse si compiono in noi, cresce il loro significato e riconosciamo l’accadere del nostro animo.”
2
47
115
1,601
Anna Lucia Montanari  retweeted
“Pour qu’une chose soit intéressante, il suffit de la regarder longtemps.” — Gustave Flaubert, Correspondance. “Senza titolo (Cervia)„: 📷 © Guido Guidi
41
80
1,280
quando era più facile scambiarsi attimi di emozione
3
6
90