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⚖️⚖️⚖️ NUOVO POST ⚖️⚖️⚖️
LA LEGGE DI BILANCIO 2027
Spiegazione come non la troverete sui giornali.
claudioborghiaquilini.substa…
La latitudine della Piramide di Cheope è approssimativamente 29,9792° N. La Piramide è stata costruita circa nel 2560 a.C.
29,9792 moltiplicato per 10.000 fa esattamente la velocità della luce. Però la velocità della luce è stata scoperta tipo 4300 anni dopo.
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Firenze e l'inchiesta sulle case che il Pd affitta .
E qui CAPEZZONE cita una frase che viene attribuita a Margaret Thatcher.
«Un comunista quando parla mente, quando tace nasconde, quando governa ruba, quando perde il potere distrugge".
"Di chi è questa casa? È mia l'ho pagata, io ho fatto il mutuo, io ho pagato le tasse e allora sindaco Funaro lei non mette le mani sulle case dei cittadini punto!"
@Capezzone #QuartaRepubblica
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Viene prima l’uomo o la macchina?
Una domanda che ritorna con forza nell’era dell’intelligenza artificiale.
Al #Goofy15 ne parleranno
@enriconardelli, @unitorvergata2
e Massimo Turatto @UniTrento
moderati da @Pgreco_
Info ↪️tinyurl.com/iscrivitiGoofy15
Il miglior ristorante d’Italia, secondo la Guida del @ilGamberoRosso, è il Reale di Castel di Sangro, in Abruzzo. Quello del genio assoluto di @NikoRomito e di sua sorella Cristiana.
La guida gli attribuisce 99 punti su 100: il punteggio più alto mai assegnato nella sua storia. Un risultato straordinario, che arriva proprio nell’anno in cui il Gambero Rosso celebra i suoi quarant’anni.
Una notizia che mi rende felice per più di una ragione. Perché il Reale è in Abruzzo, e perché a raggiungere questo traguardo sono persone che ho il piacere e l’onore di chiamare amici: Niko, Cristiana e mamma Giovanna, alla quale va un abbraccio speciale.
Dietro quei 99 punti ci sono il talento, la visione e la ricerca di Niko, la dedizione di Cristiana, il lavoro di una squadra e una storia di famiglia stupenda che continua a scrivere pagine bellissime della ristorazione italiana.
Complimenti, amici miei. E grazie per portare così in alto il nome dell’Abruzzo. ❤️
Che senso ha resistere per restare in questo Paese? Me lo chiedo davvero: resistere a cosa, e soprattutto per ottenere cosa?
Abbiamo una sola vita. Una. E il tempo che trascorriamo a sopportare ciò che ci stressa non ci viene restituito quando, forse, le cose cominceranno ad andare meglio. Non c’è un premio per chi ha stretto i denti più a lungo, né una medaglia per chi è rimasto a guardare un Paese consumarsi, convincendosi che la propria presenza potesse in qualche modo salvarlo.
L’Italia, per come la vedo oggi, è un Paese insalvabile. Non soltanto per la politica, per l’economia o per le opportunità che mancano. È insalvabile perché si è sfaldato qualcosa di più profondo, o forse non c'è mai stato: il senso di comunità, l’idea che ciò che accade agli altri riguardi anche noi, che il bene comune non sia una formula vuota da tirare fuori nei discorsi solenni.
Ci siamo abituati a vivere gli uni accanto agli altri, ma sempre più spesso gli uni contro gli altri, difendendo il nostro piccolo spazio mentre tutto ciò che sta intorno si deteriora.
E allora perché chi ha avuto la miracolosa fortuna di esistere dovrebbe sentirsi in dovere di resistere? Chi l'ha detto che vivere così è normale?
Perché dovemmo sacrificare anni (quanti?), possibilità, serenità, magari il futuro dei nostri figli, sull’altare di un’appartenenza che non ha senso?
Essere nati in un luogo non significa aver firmato un contratto che ci obbliga a trascorrerci tutta la vita. La terra in cui siamo venuti al mondo può essere amata, portata dentro, persino rimpianta, ma non dovrebbe mai diventare una prigione.
A volte chi parte viene trattato come se avesse tradito qualcosa. Io, invece, penso che tradire sé stessi sia restare soltanto per senso di colpa, continuando a chiamare coraggio quella che magari è paura di cambiare.
Andarsene non significa necessariamente smettere di amare il proprio Paese. Può significare, molto più semplicemente, amare abbastanza la propria vita da cercare un posto in cui sia possibile viverla meglio.
Non credo che altrove esista il paradiso, né che cambiare Paese garantisca la felicità. Le difficoltà ci saranno ovunque.
Ma c’è una differenza enorme tra affrontare le difficoltà della vita e passare la vita a resistere ad un sistema costruito per rendere tutto più faticoso, incerto, avvilente.
C’è una differenza enorme tra scegliere una battaglia che sentiamo nostra e combatterne una soltanto perché qualcuno ci ha convinti che sia nostro dovere farlo.
Bisogna smettere di considerare la resistenza una virtù. Resistere può avere senso quando apre la strada a qualcosa, quando non diventa l’unico modo che conosciamo per stare al mondo.
Ma se resistere significa rinunciare, giorno dopo giorno, alla possibilità di vivere con più pienezza, allora perché dovremmo continuare a farlo?
Siamo qui per un tempo brevissimo, grazie a una combinazione di eventi tanto improbabile da sembrare un miracolo. E abbiamo una sola occasione per scoprire che cosa possiamo diventare, quanta bellezza possiamo incontrare. Perché mai dovremmo sentirci colpevoli se decidiamo di cercare anche altrove?
Io non credo che il nostro compito sia resistere a ogni costo. Credo che sia vivere. E cercare, nel luogo in cui ci è possibile farlo meglio, la nostra occasione di essere felici.
E no, non me ne vado. O almeno non ancora. Perché andarsene è complicatissimo: ci sono gli affetti, le radici, le responsabilità, una vita intera costruita qui. Non basta fare una valigia per lasciarsi tutto alle spalle.
Ma questo non impedisce a certe domande di diventare sempre più insistenti. E forse la più difficile è proprio questa: quanto della nostra vita siamo disposti a consumare, continuando a chiamarla resistenza, nell’attesa che accada qualcosa che forse non accadrà mai?
Perché devo lasciare i miei figli in un luogo che tarpa le ali, svilisce l’intelletto, mortifica le ambizioni e insegna troppo presto ad accontentarsi di esistere? In un Paese in cui spesso il talento e la preparazione non vengono riconosciuti e il merito deve farsi largo tra conoscenze, convenienze e porte chiuse?
Perché dovrei chiedere anche a loro di resistere, di abbassare le aspettative, di imparare a convivere con ciò che non funziona, quando potrebbero crescere in un luogo capace di offrire loro più possibilità?
Dovrei resistere, devo resistere per cambiare le cose affinché loro possano vivere in un paese migliore? E perché dovrei farlo quando là fuori nel mondo magari ce n'è uno già pronto per loro, e io sono qui a sbattermi nella vana speranza lo diventi anche questo?
Non pretendo per loro una vita senza ostacoli. Vorrei che incontrassero ostacoli degni di essere affrontati, non muri innalzati dalla mediocrità, dalla sciatteria e dall’indifferenza.
Vorrei che potessero studiare, immaginare, sognare, provare, sbagliare e costruire il proprio futuro senza sentirsi dire che pretendono troppo solo perché chiedono di essere valutati per ciò che valgono e di vivere al meglio l'unica vita che hanno.
E allora quella domanda diventa ancora più dolorosa: resistere è una scelta che faccio anche per loro, oppure è una scelta che faccio per me, perché non riesco a lasciare ciò che conosco?
Non ho una risposta semplice.
So soltanto che, quando penso a loro, l’idea di resistere qui smette di sembrarmi una prova di coraggio e comincia ad assomigliare a una responsabilità della quale non so più se riuscirò a rendere conto.
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Let’s make sure the entire world understands. In Brazil, judicial rulings in connection with federal elections are made by the court that has been in place for that very purpose, the Supreme Electoral Tribunal (TSE).
@LulaOficial requested to the TSE that the polls be extended by two more hours in the entire country, citing “transportation problems.” Who controls the transport system? Lula’s government surely more so than a senator running for president.
Instead of waiting for a TSE ruling. @LulaOficial immediately asked Brazilian Supreme Court (STF) justice @Cristianozaninm to order the polls remain open WITHOUT any TSE ruling. Within minutes (did Zanin even read the filing?), the polls were ordered to remain open by Zanin.
The STF has 11 justices. What did Zanin do before becoming an STF justice? Oh yes, he was Lula’s criminal defense lawyer in his corruption cases.
If this blatant rigging of the elections will be used to announce that Lula won, is Lula seriously expecting anyone in the international community to recognize that as a free and fair election? He knows nobody will.
Has the desperation reached a point that today is the day the mask fully comes off and Lula becomes the next Nicolas Maduro? For the sake of Brazil, I pray that is not the case.
Zanin, do STF, determina extensão da votação em todo o país até as 19h após problemas no transporte oglobo.globo.com/politica/no…
Sempre più desolante.
Per il momento mi prendo una pausa da qui. Non so quanto durerà e, a dire il vero, non mi interessa nemmeno stabilirlo.
Chi avrà piacere di continuare a leggermi mi troverà su Substack. Senza l'obbligo di pubblicare, senza rincorrere algoritmi e senza sentire il bisogno di avere un'opinione su tutto.
Scriverò quando avrò davvero qualcosa da dire.
Ciao!
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Ringrazio il Sottosegretario Perego che da alcuni giorni sta lavorando con gli uffici legislativi del Ministero per consentire di poter aumentare i militari a supporto delle forze di polizia a Milano.
É facile annunciare militari in più senza nemmeno affrontare il problema di cosa dovranno fare e come potranno farlo. Perché abbia un senso abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito.
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Replying to @verbalkint59
Dai cerebrolisa. Mostrami un mio post a favore dei Gilet Gialli.
Ti aspetto, cerebrolisa.
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Il @mitgov_it smonta sul piano giuridico e respinge sul piano politico una proposta normativa che come @Confedilizia_ abbiamo sin da subito giudicato inaccettabile – parlando, come fa ora il Ministero, di "visione dirigista" – e di cui abbiamo altrettanto tempestivamente messo in dubbio le basi di legittimità.
Confidiamo che il Governo insista nella sua azione di contrasto a un testo sbagliato e pericoloso, operando anche in sede europea per impedirne l’approvazione.
CONFEDILIZIA: IL MIT BOCCIA
IL REGOLAMENTO UE SULLA CASA
È stata depositata in Parlamento la relazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla proposta di regolamento europeo denominata Affordable Housing Act, relativa alle misure per la disponibilità e l'accessibilità economica degli alloggi.
La relazione è finalizzata a fornire al Parlamento una valutazione della proposta europea sotto il profilo giuridico, economico e dei suoi possibili effetti sull'ordinamento nazionale.
Il documento esprime una netta contrarietà all’impostazione dell’articolato, evidenziando gravi criticità in materia di competenze nazionali, sussidiarietà, proporzionalità e tutela costituzionale del diritto di proprietà e della libertà economica.
In particolare, il Ministero contesta la scelta di privilegiare le restrizioni all'utilizzo degli immobili rispetto agli interventi strutturali per aumentare l'offerta abitativa. Sottolinea inoltre la necessità di dimostrare, sulla base di dati oggettivi, l'effettivo rapporto tra tensione abitativa e locazioni brevi oppure acquisto e uso di immobili non destinati a residenza principale.
La relazione richiama anche i rischi per il risparmio immobiliare delle famiglie, per il settore turistico e per la certezza del diritto, oltre che in termini di maggior contenzioso, concludendo che “il progetto, nella sua attuale formulazione, non può essere valutato positivamente”.
Il presidente della Confedilizia, @gspazianitesta, ha commentato: “Il Ministero delle infrastrutture smonta sul piano giuridico e respinge sul piano politico una proposta normativa che come Confedilizia abbiamo sin da subito giudicato inaccettabile – parlando, come fa ora il Ministero, di ‘visione dirigista’ – e di cui abbiamo altrettanto tempestivamente messo in dubbio le basi di legittimità. Confidiamo che il Governo insista nella sua azione di contrasto a un testo sbagliato e pericoloso, operando anche in sede europea per impedirne l’approvazione”
Alessandro Greco retweeted
Che si traduce in: la Germania e la Francia sono nella merda, servono i soldi dell’Italia.
Un debito Ue per l'industria. O l'autonomia strategica è persa huffingtonpost.it/economia/2…
Che si traduce in: la Germania e la Francia sono nella merda, servono i soldi dell’Italia.
Un debito Ue per l'industria. O l'autonomia strategica è persa huffingtonpost.it/economia/2…























