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È un Paese strano quello in cui tocca a Mario Monti, non esattamente un partigiano moderno, non proprio uno da prima linea, dire in faccia a Vannacci che combatterà il suo fascismo con tutte le forze che gli rimangono. C'è da riflettere.
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Sono le 21.15 del 3 settembre di 44 anni fa, all’improvviso il massacro: un commando di almeno otto persone fa fuoco con micidiali raffiche di kalasnikov.
Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (uno dei servitori migliori che questo Paese ha avuto) fu ritrovato abbracciato alla moglie, nell’ultimo, disperato gesto di farle da scudo. Un tentativo vano, perché Emanuela Setti Carraro fu colpita per prima e contro di lei fu esploso anche il colpo di grazia alla testa.
L’agente di scorta Domenico Russo morirà dodici giorni dopo in ospedale.
Non basta però raccontare la tragica cronaca di quei momenti per rendere loro piena verità.
Ho tentato di ricostruire le omissioni, le mancanze, i depistaggi nel mio libro, Traditori, sottolineando la denuncia del figlio, Nando Dalla Chiesa, professore universitario e grande esperto di mafie.
Perché negli stessi istanti in cui uccidevano il prefetto, nessuno sarebbe potuto entrare a Villa Pajno (sede della Prefettura di Palermo). Non ci riuscì neanche lui, il professor Nando Dalla Chiesa, arrivato a Palermo a notte fonda.
Eppure qualcuno ci riuscì. L’ennesima “manina” appartenente ad una sconosciuta “ditta delle pulizie post stragi”. E quando i parenti del prefetto e della moglie furono fatti entrare l’incredibile scoperta: prima la chiave della cassaforte che non si trova poi, quando miracolosamente ricomparì, la “manina” aveva svuotato la cassaforte, al cui interno fu lasciata soltanto una scatola di carta, vuota.
Incredibile ma vero.
Perché la domanda è: la mafia li ha uccisi, ma fu soltanto mafia? E quella manina di chi fu? Dei soliti traditori?
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#3settembre 1982: la mafia uccide il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, con la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Rimane vivo e indelebile l’esempio di assoluta fedeltà e dedizione allo Stato e alla collettività
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“Io non sono pazzo: non mi piace pagare”.
Libero Grassi è un Uomo “Libero” di nome e di fatto.
Mi piace ricordarlo con una foto diventata simbolo: questo gesto del figlio Davide che, nonostante il dolore lancinante e portando a spalla la sua bara, fece il segno della vittoria.
Sì, perché la mafia – 35 anni fa oggi - gli ha tolto la vita ma la lotta, il coraggio e la battaglia di Libero ormai non si potevano arrestare.
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Grande Sara! Congratulazioni da tutto il mondo granata per l’Oro e il Record del mondiale nei 50 dorso agli Europei di Parigi! 🥇🏊♀️
Ovviamente ti aspettiamo allo stadio! 😍
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🥇 Sara Curtis, tifosa del Toro, record del Mondo agli europei di nuoto di Parigi nei 50 dorso
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In questa foto di esattamente 41 anni fa, vediamo Laura Iacovoni vegliare il corpo del marito Antonino "Ninni" Cassarà, che pagò con la vita la ricerca della verità sulla mafia.
Cassarà venne ucciso perché aveva iniziato a tracciare una mappa dei vertici di Cosa Nostra, collaborando con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Stava rientrando a casa quando un commando mafioso lo colpì con una pioggia di proiettili.
Laura assistette all'attentato mentre era affacciata alla finestra con in braccio la figlioletta.
Ieri, praticamente in concomitanza con l'anniversario di questo terribile attentato, la maggioranza alla Camera, presente e festante il ministro della Giustizia Nordio, ha scelto di avvolgere nel buio la verità: ha votato per tenere in cassaforte le chat dell'ex sottosegretario alla Giustizia, il deputato di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro, con un imprenditore che la Procura di Roma ritiene un prestanome del clan Senese.
Il motivo addotto dalla maggioranza è che i padri costituenti decisero che un parlamentare avesse diritto alla riservatezza. E va bene. Ma non vogliamo neanche lontanamente ipotizzare che Delmastro conversasse di questioni inerenti al suo ruolo politico con un membro del clan senese. E allora vuol dire che non parliamo di un diritto costituzionale, ma di un privilegio inaccettabile.
Se l'agenda rossa di Borsellino sparì per proteggere qualcuno, le chat di Delmastro sono state blindate per lo stesso motivo.
E questa, da ieri, è l'unica vicinanza che può rivendicare Giorgia Meloni con la storia di Paolo Borsellino.
La sua memoria non sia sporcata dalla mala politica.
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Questa foto è un pugno allo stomaco, ma un pugno che - probabilmente- ognuno di noi deve prendere. Perché quello che è accaduto nella nostra Terra, in Sicilia, non è stato uno scherzo, è stata una guerra.
Quel corpo riverso sulle scale è di uno “sbirro” vero, non di uno che trattò con la mafia: è Ninni Cassarà, ucciso con Roberto Antiochia 41 anni fa oggi.
Crivellati con oltre 200 colpi da un commando di 10 mafiosi. Accanto a Lui, la moglie Laura, nelle cui braccia morì l’amato “Ninni”.
Questa foto ci mostra come, nel ricordare chi non c’è più, spesso dimentichiamo chi resta, per sempre, privato di un marito, un padre, un figlio.
Mai dimenticare.
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“La strategia neofascista del terrore”.
Come sempre grazie al Presidente della Repubblica per le sue parole chiare.
Perché no, non è “terrorismo” e basta.
Si deve vergognare chi fa finta di nulla e non aggiunge la matrice.
I nomi sono GIUSVA FIORAVANTI, FRANCESCA MAMBRO, LUIGI CIAVARDINI, PAOLO BELLINI E GILBERTO CAVALLINI.
E sapete chi erano? Neofascisti che tentavano di sovvertire l’ordine democratico. E con l’organizzazione della P2 di Licio Gelli. Perché alla fine i fascisti sono così corrotti che si vendono per soldi.
Ecco la verità. Adesso continuate a dire “terrorismo” tante neanche sapete di cosa parlate.
Mai dimenticare il 2 agosto e quelle 85 vittime. Mai.
Quel sangue è di ognuno di no!
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“Giovanni, amore mio, sei la cosa più bella della mia vita. Sarai sempre dentro di me così come io spero di rimanere viva nel tuo cuore” ❤️🌹😔
Francesca Morvillo
Giovanni Falcone
Rocco Dicillo
Vito Schifani
Antonio Montinaro
17:58, Capaci - 23 maggio 1992
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La strage di Capaci ha segnato in modo indelebile la storia del nostro Paese e continua a scuotere la coscienza civile di tutti i cittadini.
Qui il post ⤵️
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Gabriele Vaccaro, 25enne, accoltellato a morte da altri ragazzi.
Secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato ucciso per “uno scambio di battute”.
Fermate questo mondo folle.
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I Comuni italiani sono vicini a Papa Leone XIV. In questo panorama internazionale difficile, il suo Magistero ci ricorda che la vera forza risiede nella mitezza e nell'incontro, non nei linguaggi divisivi. La ricerca della pace è l’unico cammino per il bene comune.
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Perché nessuna #guerra è davvero finita finché un bambino non può correre o giocare libero in un prato senza la paura di incappare in una #mina.
#MineAwarenessDay #4aprile
emergency.it/blog/dai-proget…






























