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Un quiz per veri fan del cinema!🎬🍿 In quale film Roberto Benigni e Massimo Troisi hanno recitato insieme? #welovecinemait
0%Johnny Stecchino
92%Non ci resta che piangere
0%Il piccolo diavolo
8%Il postino
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L'attesa sta per finire, il cerchio si sta per chiudere. Mancano meno di due mesi all'arrivo nelle sale di #DuneParteTre 📽️ #DenisVilleneuve sigilla la saga più appassionante di questo decennio, e che ha ridefinito lo sci-fi d'autore, con il terzo capitolo sulla storia di Paul Atreides. I tempi sono cambiati, così come le circostanze, e la ribellione ha un nuovo nemico: colui che ha avviato la rivoluzione. Con un cast ricco di stelle, da Timothée Chalamet a Zendaya, da Javier Bardem a Rebecca Ferguson, da Robert Pattinson a Florence Pugh, da Josh Brolin a Charlotte Rampling, la conclusione di una trilogia che ha emozionato gli spettatori di tutto il mondo 🎞️ #welovecinemait @WarnerBrosIta
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#GretaGerwig porta per la prima volta sul grande schermo #NarniaIlNipoteDelMago ✨ Tratto dal romanzo di Clive Staples Lewis, il film rappresenta il prequel de "Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio" di Andrew Adamson, uscito nel 2005, e racconta la nascita di un universo che ha fatto sognare generazioni di lettori. Con protagonisti Daniel Craig ed Emma Mackey, oltre a una Meryl Streep che "presta" la sua voce al leone Aslan, un'avventura epica per gli spettatori di ogni età 🎞️ #welovecinemait @SonyPictures
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Il 27 ottobre 1961 usciva nelle sale italiane un film destinato a entrare nella memoria degli appassionati di cinema: #LoSpaccone 📽️ Diretto da Robert Rossen, è l'opera che ha dato l'immortalità cinematografica a #PaulNewman, che con il suo Eddie Felson, detto "Lo Svelto", è diventato emblema dell'antieroe americano, nonché precursore di molti personaggi protagonisti delle pellicole della Nuova Hollywood. Un ruolo moralmente ambiguo, determinato al limite dell'autodistruzione, che gli avrebbe regalato l'Oscar®. Non ne "Lo spaccone", bensì ne "Il colore dei soldi", altro capolavoro in cui Newman riprende i panni di Eddie "Lo Svelto", chiudendo un cerchio tra i più riusciti della settima arte ✨ #welovecinemait
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Il 27 ottobre 1990 ci lasciava a 68 anni #UgoTognazzi, il più coraggioso e provocatorio tra i "Mattatori" della commedia all'italiana 🎞️ Attore e regista straordinario, ha usato l'ironia come un bisturi per mettere a nudo i vizi della società e evidenziarne i tabù. Una carriera scandita da capolavori intramontabili: da “Il federale”, “I mostri”, accanto a Vittorio Gassman e “La vita agra”, alla satira grottesca di Marco Ferreri con “La grande abbuffata”, fino ai cult “Amici miei”, nei panni del Conte Mascetti. Con il suo sguardo cinico e anticonformista ha rivoluzionato il cinema, lasciando un'eredità artistica insuperabile ✨ #welovecinemait
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#Matrix, il capolavoro visionario firmato dalle sorelle Wachowski, ha ridefinito per sempre i confini del cinema di fantascienza 🎬 Con un cast leggendario guidato da #KeanuReeves e #LaurenceFishburne, la pellicola ha rivoluzionato il linguaggio visivo e gli effetti speciali, portando sul grande schermo una profonda riflessione filosofica sull'identità e sulla realtà percepita. Lo sguardo e le intenzioni della regia tornano a interrogarci: da oggi, 26 ottobre, il cult movie torna finalmente nelle sale cinematografiche italiane ✨ #welovecinemait
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𝑭𝒂𝒕𝒉𝒆𝒓𝒍𝒂𝒏𝒅 𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐇𝐮̈𝐥𝐥𝐞𝐫 La recensione di Gianni Canova Un padre e una figlia. Lui è Thomas Mann, l’autore di capolavori come “I Buddenbrok” e “Morte a Venezia”, premio Nobel per la letteratura nel 1929, fuggito dalla Germania dopo l’ascesa del nazismo. Lei è sua figlia Erika, attrice, scrittrice e giornalista, consapevole del ruolo pubblico del padre, ma anche delle debolezze e delle contraddizioni che il grande scrittore rivela nella vita privata. Nel 1949, con la Germania ormai divisa in due e ancora devastata dalle ferite della guerra, i due tornano dopo anni di esilio nella “terra del padre”. Mann ha accettato di ricevere il più prestigioso riconoscimento letterario tedesco, il premio Goethe, e ha acconsentito a riceverlo due volte: la prima a Francoforte, nella città della Germania occidentale in cui Goethe era nato 200 anni prima, nel 1749; la seconda a Weimar, la città della Germania orientale ora sotto l’influenza sovietica, dove Goethe morì nel 1832. Negli stessi giorni l’altro figlio di Mann, Klaus, a sua volta drammaturgo e autore di “Mephisto”, tormentato dalla disillusione e da una profonda crisi esistenziale, si suicida a Cannes. Ed è proprio questa morte tragica a scatenare il conflitto tra il padre e la figlia, che rimprovera al genitore la freddezza e la rigidità con cui antepone il calendario degli eventi pubblici al dolore intimo per la perdita del figlio. A interpretare la figlia, fedele ai legami e agli affetti di sangue più che agli onori delle cerimonie pubbliche e degli impegni istituzionali, c’è un’intensa, misurata e toccante Sandra Hüller, che dopo le prove maiuscole in film come “Anatomia di una caduta”, “La zona d’interesse” e “Digger”, dimostra una volta di più di essere davvero il volto nuovo del cinema d’autore europeo. Pensate anche solo alla scena iniziale, costruita come un lungo piano sequenza in cui la macchina da presa rimane rigidamente inchiodata sul fratello Klaus, sdraiato nudo ai piedi del letto di un hotel di Cannes dove ha passato la notte con una donna. Fratello e sorella sono al telefono. Lui, disperato, le confessa di non credere più a nulla, di non trovare alcun senso nel vivere in un mondo dove l’unica scelta possibile si riduce cinicamente all’alternativa “o Stalin o Topolino”, e anche di odiare la Germania (“un paese orribile con persone orribili”) e suo padre Thomas per aver deciso di farvi ritorno. Durante tutta la telefonata lei, la sorella, è presente solo come voce: intensa, partecipe, consapevole, ma invisibile. Il regista – il polacco Paweł Pawlikowski, già autore di piccoli gioielli come “Ida” e “Cold War” – fa questa scelta per far sì che Klaus rimanga come un fantasma o un rimorso nel corso di tutto il film, mentre la prospettiva visiva e il focus del racconto si spostano stabilmente su Erika a partire dalla scena successiva, quando inizia il viaggio in auto con il padre Thomas. Austero, solenne, toccante, “Fatherland” è un road movie in bianco e nero che richiama alla memoria alcune vette ineguagliabili nella storia del cinema, da “Germania anno zero” di Rossellini a “Nel corso del tempo” di Wenders fino a “Il posto delle fragole” di Bergman (altro viaggio in auto fra un uomo anziano che deve ricevere un premio e una donna giovane che gli rimprovera il suo egoismo e la sua insensibilità nei confronti del figlio). Sandra Hüller, ripresa spesso in primo piano alla guida dell’auto, con pochissime battute, riesce a esprimere il conflitto fra amore e risentimento nei confronti del padre lavorando soltanto sulle micro-espressioni degli occhi, con uno sguardo in cui riesce a far convivere il suo profondo affetto filiale con la forte disillusione per l’incoerenza del padre, scisso fra la sua grandezza artistica e i suoi evidenti limiti umani e affettivi. Il bianco e nero spettrale restituisce il vuoto e la solitudine dei personaggi. Ma nel finale, sulla strada del ritorno da Weimar, i due fanno una sosta nei pressi di una chiesa diroccata, dove qualcuno sta suonando all’organo un corale di Bach (l’unica musica che Klaus era ancora in grado di apprezzare, come aveva raccontato alla sorella). Nell’ascoltare quella musica, uno accanto all’altra, padre e figlia si toccano le mani e finalmente si sciolgono, entrambi, in pianto. Lì la maschera monumentale del padre si sgretola. E in quelle lacrime luccica, forse per la prima volta, un barlume di speranza e di futuro. #welovecinemait #Fatherland #SandraHüller #PawełPawlikowski
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#PawełPawlikowski rilegge il passato per tentare di dare una forma al caos contemporaneo con la sua opera più recente: #Fatherland 📽️ Con un utilizzo magistrale e quasi ineguagliabile del bianco e nero, il regista polacco approfondisce il ritorno del premio Nobel Thomas Mann in Germania e cerca di spiegare il ruolo della memoria, degli intellettuali e delle necessarie discontinuità per segnare un punto di rottura con il passato. Terzo capitolo di un'ideale trilogia storica sulla contemporaneità, la pellicola è la naturale prosecuzione di "Ida", opera per la quale Pawlikowski ha vinto l'Oscar® per il Miglior Film Straniero, e "Cold War", che come "Fatherland" ha ricevuto il Prix de la mise en scène al Festival di Cannes 🏆 #welovecinemait
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Anche quello che sembra necessario a volte può essere messo in discussione da priorità divergenti? Come convincere quando l’evidenza non appare a tutti? Come comportarsi, allora, quando tutto ciò per cui abbiamo vissuto appare sul punto di svanire? 🎞️ Domande a cui tenta di dare le giuste risposte, attraverso un caso commovente, la storia di una dottoressa che con la sua determinazione e quella di un’intera equipe riesce a innovare e fare aprire gli occhi la società: "La Maison des Femmes - La Casa delle Donne", opera prima della regista e sceneggiatrice francese Mélisa Godet, realizzata anche grazie al finanziamento di BNP Paribas. Una storia che a fa ridere e piangere, intensa, che si articola attorno a un luogo innovativo e unico di ascolto e di quiete, dove la speranza di poter ricominciare si scontra con una realtà cinica, in cui il futuro viene messo in discussione 🎬 #welovecinemait #LaMaisonDesFemmesLaCasaDelleDonne #MélisaGodet
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La Festa del Cinema di Roma accoglie l’eleganza di #NaomiWatts ✨ L'attrice ha illuminato il red carpet per presentare la nuova attesa serie “All’s Fair”, diretta da Ryan Murphy. A completare il cast, accanto a Watts, Kim Kardashian, Sarah Paulson, Glenn Close, Niecy Nash-Betts e Teyana Taylor che portano in scena un gruppo di agguerrite avvocate divorziste a Los Angeles. La presenza dell'attrice accompagna così la Festa del Cinema di Roma verso una chiusura in bellezza, nel segno del grande cinema internazionale 🎬 #welovecinemait
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Trionfo assoluto per #ClioBarnard alla Festa del Cinema di Roma, con "I See Buildings Fall Like Lightning" che ha conquistato il premio come miglior film 🎞️ Nel ritirare il massimo riconoscimento, la regista ha voluto condividere il merito con la squadra. Un'opera potente e corale che esplora con delicatezza le aspettative della società sulle nuove generazioni. #welovecinemait
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#PaoloPierobon si è immerso nella provincia brianzola per restituire un'immagine fedele di una storia imprenditoriale e familiare 🎞️ In #Brianza, l'attore veste i panni di un uomo ambiguo che trascina l'altro protagonista, interpretato da Fausto Russo Alesi, in un sottobosco senza regole, tra loschi affari e speranze di salvare una lunga tradizione. Una prova che, alla Festa del Cinema di Roma 2026, ha raccontato un intero mondo con grande efficacia ✨ #welovecinemait #RoFF21 #WeLoveRoFF21 #FestaDelCinemaDiRoma
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La Festa del Cinema di Roma celebra #ISeeBuildingsFallLikeLightning come miglior film 🏆 Guidato dallo sguardo magnetico e rigoroso della regista #ClioBarnard, il film deve il suo trionfo anche alle straordinarie interpretazioni di Anthony Boyle, Lola Petticrew e Daryl McCormack. Un ritratto generazionale intimo che lascia la sua traccia in questa edizione ✨ #welovecinemait
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#RafikiFariala si aggiudica il premio per la miglior regia con #CongoBoy 🏆 Attraverso una visione artistica matura e una straordinaria sensibilità stilistica, il regista trasforma una realtà complessa in un racconto universale. Un riconoscimento che consacra una delle voci più autentiche del panorama contemporaneo ✨ #welovecinemait
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#VictoriaLuengo conquista il premio come migliore attrice alla Festa del cinema di Roma 2026! 💫 L'attrice spagnola, già protagonista quest'anno con "El ser querido" al fianco di Javier Bardem, ha conquistato la giuria con un'interpretazione energica e imprevedibile in "Sants" nei panni di Lali, una donna che mostra i lati opposti che una persona può nascondere, tra la generosità nell'assistere la madre anziana e la ricerca di adrenalina attraverso l'illegalità 🎬 #welovecinemait #RoFF21 #WeLoveRoFF21 #FestaDelCinemaDiRoma
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#PaoloPierobon ha trionfato alla Festa del Cinema di Roma, aggiudicandosi il premio come miglior attore ex aequo con Anthony Boyle 🏆 Il riconoscimento è stato assegnato per la sua interpretazione nel film #Brianza, diretto da Simone Catania, in cui l'attore ha dimostrato precisione millimetrica e una profonda densità umana e sociale ✨ #welovecinemait
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Dal dolore, a volte, gli artisti sanno trarre linfa vitale per le loro creazioni. Con #Mustang, #KasiaSmutniak ha portato sul grande schermo tutto ciò che aveva dentro di sé 💫 Attraverso un viaggio nell'omonima regione del Nepal, una promessa mantenuta e un messaggio di speranza per le generazioni future tra ricordi del passato che riaffiorano e il tentativo di dare un contributo a un territorio che occupa un posto speciale nel cuore dell'autrice 🎬 #welovecinemait #RoFF21 #WeLoveRoFF21 #FestaDelCinemaDiRoma
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#KasiaSmutniak incanta la Festa del Cinema di Roma, conquistando il premio del pubblico con #Mustang 🏆 Sul palco, l'abbraccio fraterno del regista Ferzan Özpetek ha fatto da cornice a un discorso intimo e commosso, in cui l'attrice e regista ha dedicato la vittoria ai propri figli e alla forza della speranza. Un racconto profondo, nato per ritrovare il senso dell'umano✨ #welovecinemait
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#DoctorStrange, di #ScottDerrickson, ha rappresentato un'evoluzione cruciale per l’estetica dei Marvel Studios. Nelle intenzioni del regista, l'obiettivo era scardinare i canoni dei classici blockbuster per abbracciare l'immaginario esoterico, dark e psichedelico anni '60 tipico di Steve Ditko. Una scommessa visiva e concettuale, sorretta da un eccezionale cast composto da #BenedictCumberbatch, #RachelMcAdams, #TildaSwinton, #MadsMikkelsen e #ChiwetelEjiofor. #welovecinemait
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