Inchiostro - la Newsletter di Cad Bane Riflessioni su piccole e grandi storie. https://xitter.cf/t.co/mU0lI3EDd3

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Joined November 2018
Chi vuole, da oggi mi può seguire su Inchiostro. È il mio spazio per riflettere su piccole e grandi storie, con ironia e qualche dubbio. cadbane.substack.com/?r=68ly…
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Cad Bane 🇪🇺🌍 retweeted
Replying to @gbarbacetto
@gbarbacetto ma chi ha scritto questo tweet, il team di Zelensky o quello della NATO? Avete provocato e attaccato Del Vecchio. Lo avete accerchiato. Ora lui, più forte, vuole ristabilire la normalità e voi anziché accettare la pace andate all’attacco? Ma siete folli. Verrete sventrati. Accettate qualsiasi soluzione pur della pace, fosse anche capezzone o cerno direttore con capone vicedirettore. Se la Russia può avere queste pretese sull’Ucraina non vedo perché voi non possiate accettare qualche compromesso.
Sei abituato a comprare tutto. Ma con il @fattoquotidiano caschi male. Non abbiamo padroni e non siamo in vendita. @LeonardoMDV_95
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Ora fate un esperimento del pensiero: che accadrebbe se la due diligence non riuscisse a confermare l'importo di 4 milioni di fabbisogno operativo e l'Opa venisse ritirata? Lmdv Media avvia una due diligence sulla Società Editoriale Il Fatto per un'opa ansa.it/sito/notizie/economi…
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Ottimo Maurizio Acerbo che mette subito in chiaro il motivo per il quale @CrisantiEuropa é stato prestato a @direzioneprc onde evitare la raccolta firme. Ottimo @pdnetwork , ottima @ellyesse , alle prossime elezioni sarete annichiliti dal voto delle persone perbene. ANNICHILITI.
Replying to @Stokuzzo
quindi? è vietato inneggiare a Hamas?
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L'Opa non ha alcuna possibilità di andare in porto. L'obiettivo vero sono i conti di Seif e la continuità aziendale. milanofinanza.it/news/leonar…
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Su rete4 ora un ampio servizio sul M1710: una giornalista si è infiltrata tra gli organizzatori anarchici dei centri sociali. È tutto molto chiaro, "non gandhiano" dicono, ma violento. E hanno usato i maranza come guerriglieri. Siano trovati i mandanti, adulti, italiani e non, che usano i minori. E poi ci sarà da recuperare dove possibile i maranza che rispondono al richiamo.
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Solovyov, il propagandista principe del regime di Putin, dedica una diretta (usando la diretta di @localteamit, lo sapete Local Team?) alle manifestazioni in Italia, le descrive antiguerra, anti-Nato e anti-Zelensky. (la foto anti-Zelensky non ha però il logo della diretta.
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Sulla scheda dell' autore Youssef Siher per il Fatto Quotidiano ci sono 7 pagine per circa 70 articoli in totale. ilfattoquotidiano.it/autori/… Non si tratta di un collaboratore saltuario ma di un collaboratore abituale. Youssef Siher mi pare sia accusato di essere organizzatore o almeno istigatore delle manifestazioni violente dello scorso 17 ottobre. Gli articoli sono datati dal 2022 al dicembre 2025.
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Si va verso Youssef Siher direttore del TgLa7.🤭
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Viene fuori che Youssef Siher, presunto fondatore del “Movimento 17 ottobre”, indagato per istigazione a delinquere, in passato ha collaborato con Il Fatto Quotidiano (Il Fatto stile Tass), e era noto all'intelligence come diffusore di propaganda di Hamas lastampa.it/cronaca/2026/10/…
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Nessuno mi chiede un parere, ma se in Europa si sta scegliendo un negoziatore per parlare con Putin, io voto per il presidente finlandese Alexander Stubb. Primo: a giudicare dalle sue dichiarazioni, non si fa illusioni su Putin. Parla apertamente dell’imperialismo russo e del fatto che la Russia continuerà a rappresentare una minaccia a lungo termine. Insomma, almeno non bisognerà cominciare spiegando a chi dovrà trattare con chi ha a che fare. Secondo: la Finlandia ha combattuto due guerre contro l’Unione Sovietica. E la Guerra d’Inverno del 1939-1940 presenta, sotto alcuni aspetti, notevoli somiglianze con quella che si combatte oggi in Ucraina. Anche l’URSS aveva intenzione di insediare un proprio governo nella capitale di un Paese vicino. Il futuro capo del governo era già pronto: Otto Kuusinen. Non restava che arrivare a Helsinki. Ma il piano fallì: i finlandesi opposero una resistenza accanita, l’Armata Rossa subì perdite enormi e il governo di Kuusinen rimase un progetto fantoccio. Alla fine, la Finlandia fu costretta a cedere circa un decimo del proprio territorio. Più di 400.000 persone provenienti da quelle regioni si trasferirono nella parte del Paese rimasta sotto il controllo finlandese. Per una piccola nazione come la Finlandia, si trattava di una quota enorme della popolazione. Persero le case, le terre, la vita a cui erano abituati, e continuarono a costruire il proprio Paese. Dopo la Seconda guerra mondiale, i rapporti con l’URSS furono improntati a estrema cautela. La Finlandia dovette mantenere la neutralità, guardarsi continuamente da Mosca e accettare concessioni sgradite. Ma riuscì a preservare la propria indipendenza e il sistema democratico. I finlandesi conoscono benissimo il prezzo che tutto questo ha comportato. Così come conoscono il prezzo della resistenza, delle perdite territoriali e degli accordi con un vicino molto più grande. Per questo mi sembra che la Finlandia capisca meglio di molti altri che cosa possa pretendere la Russia, che cosa succede dopo la firma degli accordi e quanto tutto questo costi davvero. Terzo: Stubb ha un ottimo rapporto personale con Trump. Ha studiato alla Furman University, negli Stati Uniti, grazie a una borsa di studio sportiva per il golf. A quanto pare, nel suo caso il golf si è rivelato una parte dell’istruzione piuttosto utile. Lui e Trump giocano insieme e discutono di Ucraina, Russia e politica europea. La possibilità di parlare direttamente con il presidente americano, purtroppo, oggi conta moltissimo. Quarto: mi è capitato di imbattermi di tanto in tanto in alcune sue interviste e mi è sembrato una persona molto razionale e con la testa sulle spalle. Nel senso autentico di queste parole, non in quello in cui oggi per «razionalità» si intende spesso che «gli affari sono affari». Mi è sembrato una persona consapevole dei limiti, capace di dialogare e, allo stesso tempo, di ricordare per quale motivo si stia negoziando. Quinto: nel 2008, durante la guerra russo-georgiana, Stubb era ministro degli Esteri finlandese e presidente in esercizio dell’OSCE. Già nei primi giorni del conflitto si recò in Georgia insieme al ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner per cercare di ottenere un cessate il fuoco. In seguito ci furono i negoziati a Mosca. Insomma, non è certo la prima volta che si confronta con la diplomazia russa in tempo di guerra. In conclusione, il mio voto va a lui. Mi sembra che oggi serva soprattutto una persona capace di negoziare, consapevole del prezzo dei compromessi e che sappia con chi ha a che fare. Secondo me, Stubb possiede tutte queste qualità.
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Perché i camionisti protestano con le bandiere russe, perché, perché, perché?
e niente, i camionisti protestano con le bandiere russe. ma non c’è infiltrazione, no, no, no
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Violenza, dai social alle piazze. Perché il violentissimo "Movimento 17 ottobre" non viene fermato? Basta guardare i loro account e comunicati per vedere che inneggiano e chiamano alla violenza. All'epoca dei social, esistono misure legali per fermare i radunatori di violenti? La Costituzione garantisce il diritto a manifestare, ma pacificamente e senz'armi. Lo stesso discorso vale per "I giovani palestinesi d'Italia" che il 30 ottobre vogliono fermare tutto, lo chiamano "sciopero generale" ma non rispetta i limiti legali, giurisprudenziali e costituzionali degli scioperi veri. La locandina mostra degli incappucciati con la kefiah tra il fumo. Insomma, lascio agli esperti le risposte, ma le prove di azioni violente e incostituzionali sono banalmente lì, sui loro social. E in Italia che si fa: si resta a guardare?
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Todde dice che la Sardegna “ha già raggiunto” gli obiettivi del burden sharing sulle rinnovabili. Sono usciti i dati Terna di settembre: la Sardegna è la regione più indietro rispetto ai target (-694 MW). Nel 2026 ha installato appena 172 MW di rinnovabili.ilfoglio.it/economia/2026/10…
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"Le attuali ondate di proteste, che rischiano di scoppiare in tutta Europa con il potenziale di innescare una crisi obbligazionaria, sono deliberate e fanno parte di un piano ostile per togliere l'Europa dalla scacchiera."👇
Appena ricevuto uno studio sull'andamento delle economie europee da un importante analista di una società di gestione di fondi inglese. La premessa allo studio: 👇🏻👇🏻
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Ci sarebbe proprio da chiedersi perché un intero popolo nn voglia assoggettarsi a una massa di idioti
Trump sull'inizio della guerra in Ucraina: "I russi avevano un migliaio di carri armati che avanzavano su un'autostrada asfaltata. Sarebbero arrivati in Ucraina in quattro ore, procedendo alla massima velocità consentita ai carri armati – 48 miglia orarie, per l'esattezza. Non c'era nulla a fermarli. La guerra sarebbe finita nel giro di un giorno. E quel generale, un vero stupido — non ho idea di chi sia; dubito persino che sia ancora vivo — ha deciso di svoltare a destra verso i terreni agricoli, per poi girare a sinistra e puntare verso Kiev, invece di restare sull'autostrada asfaltata e in perfette condizioni, dove stavano procedendo benissimo. Sarebbero bastate tre ore e mezza, massimo quattro, e l'intera guerra sarebbe finita. Il risultato?Sono rimasti bloccati nel fango"
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La democrazia USA ha chiaramente un problema serio. Nei sistemi democratici chi ha avuto il mandato di governare ha il diritto (e talvolta perfino il dovere) di adottare e implementare decisioni anche impopolari. Ma se emerge sulle questioni cruciali (come la difesa dei principi democratici e la contrapposizione ai regimi autoritari) una divaricazione così forte tra elettori e governo come quella rivelata (rectius, confermata) da questa indagine 👇, vuol dire che il sistema non è più in grado di garantire una adeguata rappresentatività delle istituzioni.
Three important observations from the recent Pew poll: 1. Americans see Russia (-70%) more negatively than not only Saudi Arabia (-55%), but even China (-54%), universally considered to be the chief US adversary. 2. Americans' attitude towards UK (+54%) is less warm than to Italy (+59%) and even to Japan (+65%). 3. Trump's policies towards Canada (confrontation) and Russia (appeasement) are diametrically opposite ones compare to predominant attitudes of Americans towards these two countries(+63% and -70%, respectively). pewresearch.org/global/2026/…
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L’81% dei russi sosterrebbe la decisione di Putin di porre fine alla guerra in Ucraina già adesso, questa settimana. È quanto emerge dai dati del sondaggio condotto a settembre dal Levada Center. Qui è importante prestare attenzione all’esatta formulazione della domanda: agli intervistati è stato chiesto se sosterrebbero la decisione del presidente di porre immediatamente fine al conflitto armato. La domanda non prevedeva alcuna condizione aggiuntiva. L’81% ha risposto di sì, il 12% di no. In altre parole, se Putin accettasse la proposta di Zelenskyy di congelare il conflitto lungo la linea del fronte, la stragrande maggioranza dei russi sarebbe disposta ad accettarla. Si tratta, inoltre, di una tendenza consolidata. Da maggio 2023, la percentuale di chi sarebbe disposto a sostenere una simile decisione è aumentata di 19 punti percentuali, mentre quella degli oppositori è diminuita di 21 punti. La disponibilità ad accettare la fine della guerra è dunque in crescita da diversi anni. È particolarmente interessante vedere chi, nello specifico, sarebbe disposto a sostenerla. Tra le donne la percentuale raggiunge l’85%, tra le persone di età compresa tra i 25 e i 39 anni l’88% e tra gli abitanti delle città più piccole l’85%. Ma il dato arriva all’86% anche tra coloro che approvano l’operato dello stesso Putin. Quest’ultimo dato, a mio avviso, è molto importante. Le persone possono sostenere Putin, ripetere le spiegazioni ufficiali di quanto sta accadendo e dichiarare il proprio sostegno all’esercito, ma allo stesso tempo accettare tranquillamente la decisione di porre fine alla guerra. Non devono nemmeno necessariamente cambiare opinione sul presidente. È sufficiente che sia il presidente a cambiare decisione. Per questo guarderei con molta cautela alle affermazioni secondo cui la società russa pretenderebbe che la guerra continui e non permetterebbe a Putin di fermarsi. Stando a questi dati, Putin dispone di un enorme consenso potenziale per porre fine al conflitto. È difficile sostenere che la popolazione considererebbe necessariamente la cessazione delle ostilità un tradimento e pretenderebbe di continuare a combattere. C’è un altro dato significativo: il 64% degli intervistati ritiene che si dovrebbe passare già adesso ai negoziati di pace. In un mese questa percentuale è aumentata di cinque punti. Il 27% è favorevole alla continuazione delle operazioni militari. In altre parole, la maggioranza si dichiara favorevole ai negoziati anche quando la domanda non suggerisce già una risposta attraverso una decisione di Putin. A mio avviso, qui si vedono sia la stanchezza per la guerra sia l’abitudine a delegare le decisioni politiche ai vertici. Una persona non è disposta a chiedere autonomamente la fine della guerra, non ha intenzione di contestare il potere e non vuole nemmeno assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo. Ma se dall’alto arriverà il segnale che si può smettere di combattere, accetterà la decisione con sollievo. La società è già ampiamente pronta a farlo. Ecco perché ritengo necessario tenere conto di questi indicatori quando cerchiamo di capire l’opinione pubblica russa. La domanda sul «sostegno alle forze armate», presa da sola, non dimostra nulla di preciso: può riflettere il sostegno al potere, la solidarietà verso conoscenti che si trovano al fronte, la riluttanza a passare per traditori, la paura o la convinzione che «non si debbano abbandonare i propri». Da una risposta del genere non si può dedurre automaticamente il desiderio di continuare a combattere per un altro anno, tre anni o dieci. Tanto più che stiamo parlando di un Paese in cui una presa di posizione pubblica contro la guerra può portare a un procedimento penale. Rispondere a un sociologo non equivale a manifestare pubblicamente il proprio dissenso, ma il clima in cui una persona risponde a domande politiche non scompare per questo. L’81% di persone disposte a sostenere la fine della guerra è un dato estremamente significativo.
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Katia Margolis, artista e scrittrice russa su FB: “…Voglio che nel mondo civile proprio quel passeggino, con dentro una bambina ucraina uccisa, diventi l’immagine della Russia per chiunque, qui in Europa, si ritrovi a parlare del suo destino speciale, della sua misteriosa /1
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Prevedo fegati ingrossati e editoriali di fuoco dalle parti del Fatto Quotidiano.🤭
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