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Per #GiulioRegeni
Stamattina a @RaiNews con Roberto Vicaretti
Qui tutto il video: youtube.com/watch?v=kIVnzLal…
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Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai.
Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero.
Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita.
E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna.
Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera.
La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.
Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per:
per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di
ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa.
È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti.
Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi.
Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato.
Grazie Emma, dal profondo del cuore.
Altra legge per salvare le poltrone! I cittadini staranno a guardare? Spero di no e che nel 2027 si sveglino.
Le #preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di @FratellidItalia.
Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa.
Quindi la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no.
#Germania #Afd #destra #nazisti
Alternative für Deutschland
#scuola #classiseparate #disabili #esclusione
E pian piano il fondo (e scavare).
Oggi per @repubblica
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C’è un vizio che si ripete, e comincia a stancare.
Giorgia Meloni cita Guccini, cita Borsellino, cita il Vangelo. Ogni volta il senso di quelle parole resta fuori, sulla soglia. Si prende il verso e si butta via la vita che c’era dietro.
Guccini ha scritto contro il potere, contro i benpensanti, contro chi confonde l’ordine con la giustizia. Borsellino è morto in una guerra allo Stato deviato, non in una campagna elettorale. Gesù Cristo, per chi ci crede, sta dalla parte dell’ultimo, dello straniero, di chi arriva senza documenti.
Nessuno di questi tre ha avuto un ruolo nella sua formazione. Nessuno.
Sfugge il ruolo di Guccini nella formazione di Giorgia Meloni, così come quello di Borsellino e di Gesù Cristo. Si limiti a citare Almirante, Rauti e Licio Gelli.
Quella è la biblioteca vera, quello l’albero genealogico. Rivendicarlo non sarebbe una colpa: sarebbe la prima cosa onesta. La colpa è prendere in prestito i santi degli altri per costruirsi un fondale davanti alle telecamere.
Mah. Forse chiedere coerenza a chi vive di citazioni rubate è chiedere troppo.
Ciao Gigante ❤️
Francesco Guccini - Dio è morto (Live@RSI 1982) youtu.be/KhJ2eeLBqAc?is=X6g1… via @YouTube
È un film dell’orrore.
Vanacciani a #Padova.
Droni, tornelli, vigili a cavallo e panchine a tempo: ecco il piano ultra securitario dei vannacciani per Padova corrieredelveneto.corriere.i…
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Sono stato aggredito mentre tentavo di fare semplici domande a Roberto Vannacci al suo evento a Civitanova. Il sindaco di Filottrano mi ha strattonato e strappato di mano la videocamera lanciandola a terra. Fortunatamente abbiamo tutte le immagini, domani uscirà il video.
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Bel casino signora Meloni!L'attacco di #Trump è diretto a lei, signora #Meloni, che guida una NAZIONE. Trump chiede un ordine restrittivo nei suoi confronti come si fa con uno stalker molesto."Tenetemela lontana!" il senso di quel post nel quale la espone al ridicolo mentre nella foto scelta, non a caso, lei lo guarda con occhi sognanti. Davvero imbarazzante.È un attacco personale che crea però una situazione sgradevole per l'#Italia che paga il prezzo di un rapporto che lei signora presidente voleva più personale che istituzionale. Si è rivelato,come era prevedibile un approccio sbagliato, inadeguato per chi ha un ruolo da presidente del consiglio,perchè mette in difficoltà il nostro paese. Come può rappresentare le istanze dell'Italia se il capo dell'Occidente la tratta come una fan molesta? Confondere i piani quando si guida un paese,signora Meloni,porta a queste tragiche situazioni.
Cosa farà domani al vertice #Nato di Ankara? Cercherà di evitare Trump,il presidente degli Stati Uniti al quale deve spiegare che non ce li abbiamo i soldi da mettere nel bilancio Nato?
Non è una festa tra amici il vertice Nato di domani, ma una riunione molto importante in cui si parlerà di guerra in Ucraina e soldi da spendere per contribuire alle spese Nato sulla difesa.Come la tratterà Trump che già la sta ridicolizzato davanti agli altri leader? Si è messa in una situazione pericolosa che mette in difficoltà la NAZIONE ITALIA come le piace dire. Sta mostrando di non essere all'altezza del ruolo che ricopre.Del resto, con tutti i problemi che abbiamo tra sanità lavoro e giovani che scappano,la battaglia che ha intrapreso per cambiare la legge elettorale e accaparrarsi più seggi possibili in Parlamento,arrivando a colpi di maggioranza anche alla presidenza della Repubblica è la dimostrazione che delle difficoltà degli italiani gliene importa niente. Ciò che conta per lei è il potere da distribuire ad amici e parenti.Tra quegli amici, è ormai molto chiaro, Trump non c'è. La smetta di far del male all'Italia per favore!
Vorrei sapere come Vannacci riuscirebbe a mettere in atto i suoi proclami, visto che a sbraitare son bravi tutti. Come? #inonda
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Come ogni anno la capogruppo FdI in Commissione Difesa Paola Chiesa celebra il ras fascista Italo Balbo. Lo scatto usato è un ritaglio della foto ufficiale del '38 con Hitler al Berghof (lo avevo già debunkato un anno fa). L'omaggio al mandante del delitto Don Minzoni. #matrice
Alemanno esce dopo 18 mesi di carcere. Tempo due ore e: dice che dentro sono tutti camerati, mostra la croce celtica, stringe l'avambraccio di Vannacci e brinda "A noi!". Quando il nuovo asse dell'estrema destra non ha bisogno di programmi, ma solo dell'ora d'aria. #matrice
DDL #caccia selvaggia.
Replying to @WWFitalia
Segnalo che c'è un problema col link, forse piccolo errore di battitura. Il link funzionante è questo:
wwf.it/pandanews/animali/ddl…
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🔴Il voto di oggi al #Senato è una violenza inaccettabile nei confronti della #natura e contrario alla volontà della maggior parte degli italiani, alle evidenze della scienza e alla sicurezza delle persone
#DDLCaccia #DDL1552 #caccia
“Si riconosceranno in campo le due squadre?”
Riesce a dire le cose più orribili.
#Mondiale_2026 #remigrazione #FranciaSenegal
Così poi "il mondo torna normale" (cit.).
Santi numi.
Oggi per @repubblica
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Disamina molto attenta e profonda di @AUniversale su Vannacci a ottoemezzo:
Premetto che mi sono risparmiato l'orrore a quanto vedo.
🤦
"Pensavamo che con Salvini avessimo toccato il fondo. Poi la Lega ha impugnato la trivella: e dal sottosuolo, sull'attenti, è spuntato Vannacci.
Questa sera, a Otto e Mezzo, Lilli Gruber e Lina Palmerini hanno fatto una cosa semplicissima: hanno lasciato parlare Roberto Vannacci.
È bastato quello.
Sui diritti civili, il vicesegretario della Lega ha spiegato: "I gay hanno tutti i diritti in Italia: se vanno in ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare".
I gay possono guidare. E in ospedale li curano pure. Per il generale l'uguaglianza è tutta qui: patente e pronto soccorso. Praticamente la Svezia.
Poi ha voluto citare il vocabolario della lingua italiana, lo Zingarelli. Lo ha chiamato "Zingaretti". Il dizionario scambiato per l'ex segretario del PD e Nicola Zingaretti e per l'attore. Da un europarlamentare che si presenta come uomo di cultura e vende libri a centinaia di migliaia di copie.
Sul Ponte sullo Stretto: "L'importante è che l'infrastruttura vada avanti e il ponte si faccia, poi se ci sono stati reati di corruzione si vedrà dopo". Prima il cemento, la legalità a fine cantiere. Quella vale solo per i migranti.
Sul caporalato: "Se non ci fossero i clandestini, nessuno li sfrutterebbe". La colpa dello sfruttamento ricade così sugli sfruttati. Lo schiavo diventa responsabile delle proprie catene. E meno male che è cattolico.
Poi la perla: "Non sono in cerca di poltrone". Detto da uno che in meno di due anni è passato da generale a europarlamentare a vicesegretario della Lega. E che ora sta imbarcando la qualunque nel proprio partito. Le poltrone, evidentemente, cercano lui.
E sui rimpatri, il gran finale: "Se non ci sono accordi bilaterali con i paesi d'origine, li portiamo in un paese terzo sicuro". Quale paese, con quali accordi, a quali costi: particolari. L'importante è dirlo con il tono di chi ha tutto sotto controllo.
Peccato che l'Italia abbia accordi di rimpatrio soltanto con una parte di quei paesi. E peccato che, per trasferire i migranti in paesi terzi sicuri, il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo richieda comunque degli accordi. Accordi che a oggi mancano. Un cerchio perfetto: per rimediare agli accordi che mancano, servono altri accordi. Che mancano.
Gruber prova a chiedergli come funzionerebbe, in pratica. E va in scena questo:
Gruber: "Come rimpatriamo i migranti se non c'è l'accordo con i paesi di origine?"
Vannacci: "Paesi terzi sicuri".
Gruber: "Ma in concreto?"
Vannacci: "Li deportiamo".
Gruber: "Ma dove?"
Fine.
Per tutta la puntata ha girato a vuoto, si è smentito da solo, ha arrancato dietro alle domande più normali del mondo, mentre due giornaliste lo smontavano pezzo per pezzo semplicemente chiedendogli di argomentare.
Lo chiamano il fenomeno da mezzo milione di preferenze, l'uomo forte, il futuro della destra.
Stasera, in diretta, ha dimostrato solo che la destra non conosce limiti e può ancora continuare a scavare."
#vannacci
@AUniversale
#futuronazionale"
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Stamattina ho passato al vaglio i vostri commenti sull'intervista di vannacci a ottoemezzo.
Il generale riesce a pronunciare concetti inquietanti con una calma glaciale e una superficiatà disarmante.
È proprio questa apparente normalità a renderli ancora più pericolosi.
Non gli interessa governare il Paese oggi. Gli interessa accumulare consenso, stringere accordi, consolidare il patto con Meloni e salire definitivamente sulla giostra del potere. Passo dopo passo, senza fretta.
Mediaticamente è già più efficace di un Salvini ormai logoro e prevedibile. Ha un linguaggio semplice, diretto, studiato per spostare sempre più a destra il confine di ciò che può essere detto pubblicamente.
Oggi parole che scandalizzano, domani parole che diventano accettabili, dopodomani parole che diventano programma politico.
La sua vera forza non è ciò che propone nell'immediato, ma la capacità di normalizzare idee che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste confinate ai margini.
Dalla retorica identitaria fino alla remigrazione, Vannacci rappresenta il terminale italiano di una corrente che attraversa l'Europa e che avanza sfruttando paure, rabbia sociale e sfiducia nelle istituzioni.
Con lui dovremo fare i conti tutti. Ma soprattutto dovranno farli i leader della destra italiana. Perché ogni volta che Vannacci cresce, qualcuno si restringe. E i primi a rischiare di essere divorati dalla creatura che hanno contribuito a legittimare sono proprio Salvini, Meloni e Marina Berlusconi.
La storia insegna che chi pensa di cavalcare certe pulsioni per convenienza elettorale finisce spesso per esserne travolto.
Vannacci non è un incidente di percorso: è il sintomo di uno spostamento più profondo, più radicale e più inquietante del dibattito pubblico italiano.
































