
Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico (@Partito_Libdem). Deputato. Professore di Economia. Autore de “La Missione Possibile” (ed. Rubbettino).
Joined June 2012
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Se pensi che l’Italia debba diventare un luogo dove sia più facile per ogni persona - indipendentemente dal suo passato - cercare la propria felicità.
Se pensi che in Italia lo Stato debba fare meno cose, ma in maniera eccellente.
Se pensi che dobbiamo costruire una società in cui ci sia un maggiore legame tra impegno e risultato, tramite un ambiente meritocratico e dinamico.
Se pensi che dare più libertà (economiche, civili, sociali) non sia un sopruso del più forte ma un grande meccanismo di equità sociale in un paese ancora troppo bloccato da rendite e corporazioni.
Se pensi che tutti questi obiettivi siano impossibili da raggiungere dentro gli attuali schieramenti (destra e sinistra), diventati ormai terreno di conquista di demagoghi e populisti….
…. allora in Italia, da 9 mesi, esiste il partito che stavi aspettando: il @Partito_Libdem
Iscriviti qui: partitoliberaldemocratico.co…
E qui leggi il nostro Manifesto dei Valori: partitoliberaldemocratico.co…
Qui i nostri organi dirigenti nazionali: partitoliberaldemocratico.co…
Qui i segretari regionali: partitoliberaldemocratico.co…
Qui alcune nostre campagne programmatiche: partitoliberaldemocratico.co…
Il segretario di Rifondazione Comunista - partito appena entrato nella coalizione di centrosinistra tramite un senatore “prestato” dal Pd - si chiede perché dovrebbe essere vietato inneggiare ad Hamas.
Fare tutto il necessario. Tutto. Pur di evitare che questi vadano al governo.
Il @Partito_Libdem pensa che nella prossima legislatura occorra basarsi su 4 ingredienti politico-culturali per evitare che il paese tra 30 anni sia un museo popolato da anziani.
Chiunque accetti di presentarsi agli elettori con questa impostazione sarà un nostro interlocutore.
MAI GIOCARE ALLE CURVE ULTRA, NEANCHE IN SERBIA.
Una bellissima giornata ieri in Serbia.
Alle elezioni legislative il partito di Aleksandar Vucic è stato sconfitto da una lista di studenti che ha capitalizzato politicamente le proteste che erano in corso nel paese da due anni, da quando il crollo di una pensilina nella stazione ferroviaria di Novi Sad aveva ucciso 16 persone.
Vucic era sempre stato regolarmente eletto, ma aveva permeato il governo di tratti illiberali, autoritari e filo-russi. Se cercate il paragone più vicino, è probabilmente quello di Viktor Orban in Ungheria, anch’egli sconfitto dal voto popolare qualche mese fa.
Quanto accaduto ieri è quindi una bella, bellissima notizia per chi ama la liberaldemocrazia.
Tuttavia.
Il collante del movimento degli studenti non è affatto l’Europa, la libertà, la democrazia, le società occidentali.
Il collante è l’avversione al sistema di potere e di corruzione messo in piedi da Vucic. Che gli studenti, giustamente, volevano affossare.
Ma dentro quel movimento c’è di tutto: ci sono liberali, conservatori, filo-russi, anti-capitalisti, filo-europei, fazioni che contestano l’indipendenza del Kosovo.
Un po’ di tutto insomma. Quindi la vera partita sul futuro della Serbia (e su quale direzione prenderà) in realtà si deve ancora giocare. Magari proprio alle prossime elezioni presidenziali tra qualche mese.
E noi del @Partito_Libdem speriamo si giochi e venga vinta dalle forze liberali, europeiste, capitaliste e pro-occidentali. Non da altri.
Queste considerazioni non sono un motivo per non festeggiare: anche la Resistenza italiana aveva dentro “di tutto” e il suo unico collante era l’avversione al fascismo. Eppure dalla Resistenza riuscì a nascere un compromesso repubblicano che schierò l’Italia dalla parte dell’Occidente, della libertà e della democrazia.
Auguriamo la stessa cosa ai giovani serbi.
Uno dei cambiamenti culturali che l’Italia fa più fatica ad accettare è quello della dimensione.
Nel mondo globalizzato, servono dimensioni maggiori per non soccombere. In tutto, non solo nelle realtà produttive.
Che non vuol dire che non debbano più esserci piccole o piccolissime imprese: anzi, ce ne devono essere tante perché vuol dire che ne nascono tante.
Noi del @Partito_Libdem insistiamo da tempo su una proposta: micro-imprese che si fondono, per 5 anni pagano la metà delle tasse.
È solo una parte della rimozione dei disincentivi alla crescita: ma è un buon inizio.
Per far pagare alle multinazionali del web le tasse che è corretto che paghino serve un accordo internazionale.
Che era stato trovato, e che Trump ha mandato all’aria. Ci riproveremo quando li sarà un (brutto) ricordo.
Ma la questione è un’altra: verrà mai un momento in questo paese quando, per trovare nuove risorse, invece che pensare subito a nuove tasse penseremo a frenare il treno impazzito della spesa pubblica ?!??
Questa storia - quella del miliardo di euro per gli stipendi dei magistrati - vi è stata raccontata in dettaglio solo da @giannitrovati su @sole24ore e da @lucianocapone su @ilfoglio_it .
In 3 minuti ci ho provato anch’io.
Perché è sempre giusto avere le informazioni corrette, per poi farsi una propria opinione.
Questa mattina a Giornale Radio.
Il nostro sistema è pieno di disincentivi alla crescita dimensionale delle imprese.
Noi del @Partito_Libdem proponiamo di eliminarli, uno ad uno (come si iniziò a fare col Jobs Act).
Ecco alcuni esempi concreti.
Il @Partito_Libdem ha fatto 3 proposte realistiche per la Legge di Bilancio 2027.
Un po’ meno Irpef per il ceto medio, detassare gli aumenti di stipendio della contrattazione decentrata, incentivare fiscalmente le aggregazioni tra micro-imprese.
In due minuti.
Se un ragazzo si mette un cappuccio in testa, picchia un poliziotto, spacca una vetrina e ruba delle scarpe, in quel momento non ha bisogno di “essere formato”.
Ma di essere fermato.
Non dobbiamo più commettere l’errore di far credere che garantire ordine pubblico e sicurezza e prevenire le ragioni del disagio siano due cose tra loro alternative.
Evitare che il sabato pomeriggio si spacchino vetrine e si saccheggino negozi, così come evitare che tutti (soprattutto i più deboli) si sentano insicuri a tornare a casa, non è questione di destra o di sinistra.
Ma di buon senso.
Guarda qui (m.youtube.com/watch?v=jSzDkJ…) l’intero confronto con Alessandro Onorato, questa mattina a Il Punto su Rai News.
E infine, il quarto punto su cui il @Partito_Libdem è disposto a costruire alleanze politiche per le prossime elezioni.
Ed è il punto che non vi aspettate.
Perché di scuola, in questo paese, da tempo non interessa più a nessuno.
Se non per mantenere o prendere i voti di chi ci lavora (tra cui anche chi ha contribuito a rovinarla).
“Preoccupato” però non è per niente la parola giusta.
Di fronte alla prospettiva che uno come te - o gli amici tuoi di Avs e M5S - possa avvicinarsi a meno di 2 km dal governo del paese, penso che “terrorizzato” sia un termine molto più appropriato.
Ci vediamo alle 11.30 su Rai News per un confronto con Alessandro Onorato (leader di Progetto Civico).
Ha ragione chi dice che molto dipenderà da chi vince le prossime elezioni.
Pensate ad esempio cosa succederebbe (in politica estera e non solo) se a vincere fosse una coalizione che da ieri, oltre a M5S e Avs, c’ha dentro pure Rifondazione Comunista.
Invece che estendere la flat tax per le partite Iva da 85 mila a 100 mila euro di fatturato, togliamo i limiti ad un dipendente o un pensionato che - aprendo una partita Iva magari per testare una nuova idea - vogliono accedere ai benefici del regime forfettario.
Questo più altre proposte concrete (per la Legge di Bilancio ma soprattutto per la prossima legislatura) nella mia intervista all’Huffington Post.
Ps. E buon lavoro alla nuova Direttrice, proprio da oggi, @la_kuzzo !
huffingtonpost.it/economia/2…
Moderati dal vice-direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Iotti, a Napoli alla rassegna di Spin Factor abbiamo fatto un bel dibattito con i colleghi Ylenja Lucaselli (di Fratelli d’Italia) e Piero De Luca (del Partito Democratico) sull’Europa, le sfide della globalizzazione e dell’integrazione.
E grazie ad alcuni dei dirigenti napoletani e campani del @Partito_Libdem che non hanno fatto mancare il loro affetto.
Perché l’Italia fa - purtroppo - così tanta fatica a essere un paese dove “federalismo” significhi qualcosa di più che un vuoto slogan.
L’incredibile caso del fondo sul trasporto pubblico locale.
In poco più di 2 minuti e mezzo.
LE DOMANDE, QUELLE SCOMODE
Lo scorso 8 ottobre il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza (381 favorevoli, 167 contrari, 15 astenuti) una risoluzione che chiede al Consiglio Europeo di valutare l’inserimento di soggetti collegati alla Fratellanza Musulmana nella lista europea delle organizzazioni terroristiche.
Di valutarlo, caso per caso. Non di aprioristicamente farlo.
La Fratellanza Musulmana è una potentissima organizzazione che nasce circa un secolo fa in Egitto.
Il suo motto è : “Il Corano è la nostra Costituzione, la Jihad ( = la guerra santa) è la nostra via”.
Hamas nasce nel 1988, definendosi l’ala palestinese della Fratellanza Musulmana.
Negli ultimi decenni il progetto politico di questa organizzazione è stato reso esplicito: promuovere in Europa i principi dell’Islam politico. Non, quindi, garantire libertà di culto si musulmani (obiettivo fondamentale in una società liberal-democratica), bensì imporre progressivamente nella vita pubblica, nelle leggi e nelle istituzioni i principi dell’Islam.
I partiti del centrosinistra (@pdnetwork, @Mov5Stelle e @Verdi_SI_Europa ) hanno votato contro questa risoluzione, definendola “islamofobica”
I partiti del centrodestra (@FratellidItalia ,@forza_italia e @LegaSalvini ), più @gualminielisa di @Azione_it , hanno votato a favore.
E voi, cosa ne pensate ?
Parliamo di islamofobia o di difesa delle società liberaldemocratiche?
In uno stato di diritto, se - ovviamente in presenza dei requisiti per la custodia cautelare previsti dalla legge - un individuo viene rimesso in libertà semplicemente perché “non c’è posto nelle carceri”, si fa solo una cosa.
Nuove carceri.
Moderne, con spazi per la formazione professionale, per il recupero civile, per le attività ricreative.
Ma carceri.







