Amici di Varese, Milano e dintorni, il 25 ottobre terrò un workshop di scrittura creativa al Museo Tattile di Varese.
Qui sotto trovate tutte le info.
E adesso ditemi che questa non è letteratura.
E sì, è un horror che cita tanti altri horror. A partire dal Re.
@feltrinellied
Patrick Fogli retweeted
Lettera aperta a Claudio Borghi, Lucio Malan, Marco Lisei, a Maurizio Belpietro e alla redazione de "La Verità"
Una bambina è morta.
Una bambina di quattro anni è morta a Palermo, allo Zen, la notte del 20 agosto. Si chiamava Anna Rosa. Aveva la febbre da giorni, vomitava, non mangiava. Al pronto soccorso l'hanno guardata e l'hanno rimandata a casa, tonsillite. Due giorni dopo è tornata che non respirava più. L'hanno intubata, caricata su un'ambulanza, portata da un ospedale all'altro attraverso una città che ad agosto, di notte, dorme.
Una bambina è morta di difterite, che in Italia non ammazzava nessuno dal 1991. Roba da libro di storia. La tossina le ha preso il cuore, il fegato, il colon. Hanno provato tutto, anche la circolazione extracorporea. Due giorni.
Una bambina è morta perché non era vaccinata. Sua madre e suo padre avevano paura che il vaccino le facesse venire l'autismo. Non erano cattivi. Avevano paura.
Suo cugino, quattro anni pure lui, ricoverato con la difterite, sta bene. Lei non era vaccinata. Lui sì. In mezzo ci sono pochi secondi, il tempo di una puntura fatta o non fatta quando erano piccoli.
Qualcuno ha reso rispettabile quella bugia. Di questo si parla.
Una bambina è morta perché quei due hanno creduto. La bugia però non l'hanno inventata loro, non l'hanno cercata, non hanno letto niente. L'hanno respirata. Gliel'hanno passata già pettinata, già uscita dalla bocca di gente che porta la cravatta e sta in televisione.
Una bambina è morta mentre il senatore Borghi continua a ripetere che l'obbligo vaccinale non serve a niente, che siamo un'anomalia in Europa, che ci riproverà a smontare la legge Lorenzin. Il suo emendamento non riguardava la difterite. Riguardava morbillo, rosolia, parotite, varicella. Lo scrivo perché è vero.
Allo Zen però le distinzioni non arrivano. Non arriva la differenza tra i quattro obblighi vecchi e i sei aggiunti nel 2017. Arriva il video, trenta secondi, un senatore della Repubblica che dice a una madre che deve essere libera di scegliere. Lei sceglie. Poi il senatore torna a casa e la madre resta con la figlia.
Una bambina è morta dopo anni in cui il senatore Malan ha coltivato il sospetto. Le morti improvvise. Gli effetti avversi. Il malore di Ndicka in campo e quel messaggio che lasciava intendere una correlazione senza mai dirla, perché dirla sarebbe stato verificabile.
Una bambina è morta e il metodo resta quello. Non si mente, si allude. Non si dice che i vaccini uccidono, si domanda se per caso non uccidano. Una domanda non la puoi querelare. Entra e basta, poi ci mette anni a uscire, e certe volte non esce.
Una bambina è morta e sua madre aveva paura. Mentre quella paura girava per le case dello Zen, il presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta stava su un palco ad Atreju a dire che i no vax andavano rinobilitati, che chi aveva avuto paura dei vaccini aveva avuto ragione.
Oggi quella madre ha una figlia sottoterra e un'indagine per omicidio colposo per omissione. Il senatore Lisei ha una carriera.
Una bambina è morta e quarantotto ore dopo la Verità, il giornale che si porta stampata sotto la testata la domanda di Pilato, quid est veritas, pubblicava un pezzo di Mario Giordano secondo cui se gli italiani non si fidano dei vaccini la colpa è di Roberto Burioni. Non del batterio. Non di dieci anni passati a raccontare che i vaccini fanno più male che bene. Di Burioni.
Anna Rosa era morta da due giorni e voi stavate già regolando i conti con un virologo antipatico. Chiedetevi che cos'è la verità, direttore. Ve lo chiedete in latino ogni mattina, provate una volta in italiano.
Anna Rosa è morta nella regione con la copertura vaccinale pediatrica più bassa d'Italia, 85,13 per cento contro una media nazionale del 94,46. La procura per i minorenni sta setacciando le materne della zona nord di Palermo. Cercano gli altri bambini.
Una bambina è morta e nessuno di voi l'ha uccisa. La responsabilità penale è personale, e la vostra fedina resta pulita.
A pagare saranno due poveracci dello Zen convinti di proteggerla. Loro hanno creduto. Voi avete lavorato per anni perché ci fosse qualcosa in cui credere, poi vi siete voltati dall'altra parte e avete chiamato libertà il risultato.
Una bambina è morta e voi continuerete a parlare. In aula, in televisione, in prima pagina, e nessuno vi chiederà conto di niente. Ve lo chiedo io. Quando prendete una paura ignorante e le mettete addosso la giacca di un senatore, cosa pensate che succeda dopo, nelle cucine dove quella paura arriva?
Una bambina è morta. La responsabilità penale non vi riguarda. Quella politica non prescrive, non si archivia, non aspetta l'esito di un'autopsia.
Dormite pure. Il nome però imparatelo. Anna Rosa, quattro anni, Palermo.
Rispondetene.
Timostene
Grazie a Marco Cavallini. Che dopo tanti questa storia trovi ancora i suoi lettori è un miracolo che mi commuove e riempie di orgoglio.
Adoro sentire lezioni sulla mafia e su Paolo Borsellino da gente che ha governato con Marcello Dell’Utri.
Patrick Fogli retweeted
Lo stragismo in Italia, i gruppi di potere che usarono quel magma rivoluzionario per incanalarne gli effetti nella direzione voluta: un passaggio da Il tempo infranto di @patrickfogli @edizpiemme . Dedicato ai parenti delle vittime di #Bologna ea chi ancora crede alla memoria
Perché le storie verranno solo cantate?
Perché avranno solo i canti per ricordare chi di noi sapeva scrivere.
Monumentale.
Per quanto riguarda il soggetto intervistato dalla Gruber il punto fondamentale non è tanto il significato aberrante delle cose che dice, ma il consenso che ha proprio perché dice quelle cose. E su questo, credo, occorre un ragionamento molto serio. Da tutte le parti.
Due cose inaspettate, oggi.
Tre italiani nei quarti del Roland Garros (ma ne avevo scritto) e l’annuncio “Siamo in arrivo in anticipo alla stazione di Bologna centrale”.
Quindi il derby di Roma (e altre N partite) si gioca alle 1230 per la concomitanza con la finale del foro Italico in cui potrebbe giocare Sinner.
Concomitanza davvero caduta dal cielo, visto che le date del tennis sono note da un anno e il calendario della serie A da giugno 2025
Per chi se lo fosse persoecco il video dell’incontro sulle Scritture DeGeneri che abbiamo fatto qualche sera fa. È stata una bella occasione di confronto e ringrazio Cecilia Lavopa per l’ospitalità.
youtu.be/2oTW-tsGP0I
È domani sera, signori. Fate quel che dovete. Ossia partecipare!
Vi invito tutti all’ascolto, a partecipare, a fare domande. A esserci, insomma.
Vi aspetto su questa pagina, martedì 28 aprile, alle 19.
#scritturedegeneri
#statigeneralidellimmaginazione
#dibattito
Questa non è solo la dimostrazione di una mente malata. Se non troviamo un modo per ribellarci a parole del genere, abbiamo semplicemente consentito che il limite si spostasse per sempre. E tutti i leader, compresi i nostri, dovrebbero dire ad alta voce che non è accettabile.
Patrick Fogli retweeted
FT Exclusive: A broker for the US defence secretary attempted to make a big investment in major defence companies in the weeks leading up to the US-Israeli attack on Iran, according to three people familiar with the matter. ft.trib.al/HIiu9Tx





















