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Verona
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Pablito’s way retweeted
"Da oltre trent'anni siamo a regime contributivo, ovvero ciascuno prende esattamente in base a quello che ha versato."
Realtà: le pensioni contributive pure sono il 5,6% di quelle totali, quelle retributive pure il 48,7%. C'è poi un 14,5% di misto Dini, un 8% di misto Fornero e poi un 22% di gestioni sostitutive.
Replying to @marattin
Onorevole Marattin, l'analisi da manuale neoliberista fa sempre scena nelle aule universitarie, ma dimentica di raccontare come stanno davvero i numeri nel bilancio dello Stato.
Primo punto: l'Italia non ha la spesa pensionistica più alta del mondo se si scorpora la previdenza dall'assistenza. Siamo l'unico Paese OCSE che butta dentro lo stesso calderone INPS le pensioni pagate coi contributi dei lavoratori e l'assistenza sociale generale (CIG, invalidità, sostegni alla povertà), che andrebbe finanziata dalla fiscalità generale e non usata per dire che la spesa previdenziale è fuori controllo.
Secondo: continuare a sventolare le baby pensioni del 1973 per giustificare il blocco dei diritti nel 2026 è un trucco retorico consumato. Da oltre trent'anni siamo a regime contributivo, ovvero ciascuno prende esattamente in base a quello che ha versato.
Se i conti non tornano e il PIL non cresce, il problema non è l'operaio usurato che chiede di non morire su un'impalcatura a 68 anni, ma trent'anni di salari compressi, contratti precari a 800 euro e mancata produttività industriale. Se i giovani guadagnano stipendi da fame, non versano contributi: è lì che salta il patto generazionale, non mandando le persone in pensione a un'età biologicamente umana.
Per voi viene sempre Facile fare i rigoristi coi sacrifici di chi lavora da quarant'anni, dimenticando che un'economia seria cresce aumentando i salari e la qualità del lavoro, non trasformando la pensione in una roulette russa a 70 anni.
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Tutto il thread. Ribadisco: un governo nemico della crescita.
P.S. Per quelli che, quando si fa notare che la pressione fiscale aumenta, rispondono ''ma il governo non ha aumentato le tasse''. Le aumenta eccome. Poi non se ne vanta, come farebbero i dementi del campo opposto.
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Replying to @marcopescebr @ricpuglisi
Pare che abbia scritto di aver sempre detto a tutti su Twitter che era un semplice ricercatore.
Pazienza se quando andava in TV (bei tempi, ricordi emozionanti) lo presentavano come professore.
Ai tempi non era un dettaglio importante evidentemente.
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Voglio fare un confronto tra due paesi che conosco bene.
Da un lato l'Italia, dove sono nato e cresciuto, e dove sono stato giovane tra borse di studio, co.co.pro. e offerte di lavoro in nero, fino ai 27 anni. Un'Italia che frequento ancora perché lì vivono i miei genitori e lì opera una società di cui sono socio.
Dall'altro la Svizzera, dove ho iniziato la mia carriera accademica prima della parentesi in Olanda e a Cipro, e dove poi sono tornato, ho fondato un paio di società e sono diventato cittadino.
In Italia si parla continuamente di giovani, del loro futuro, della necessità di sostenerli. Il verbo chiave è "parlare", ed è così da sempre, da prima che fossi io il giovane. E così si inventano bonus su bonus, incentivi e sussidi temporanei e distorsivi, mentre i problemi strutturali restano largamente irrisolti.
Ecco, in Svizzera l'approccio è molto diverso, perché a 18 anni sei un adulto per tutti, anche per il fisco, anche per i tuoi genitori.
E così devi presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi e del patrimonio (udite udite, c'è la patrimoniale), che tu lavori, studi, sia disoccupato o non guadagni un franco. Del resto, magari hai una bici elettrica, magari una macchina...
Esistono chiaramente alcune eccezioni, come per chi è soggetto all'imposta alla fonte (essenzialmente gli immigrati fino al permesso B), e i coniugi presentano una dichiarazione congiunta (ma cambierà presto, dopo un recente referendum).
Tuttavia il principio è chiaro: non avere un reddito non significa essere esonerati dai propri obblighi fiscali. Non si può comparire davanti allo Stato solo per chiedere l'assegno sociale da vecchi, magari dopo una vita di lavori in nero e ISEE poco trasparenti.
C'è poi l'AVS, non il partito italiano, ma l'Assicurazione per la Vecchiaia e per i Superstiti, il primo pilastro del sistema pensionistico svizzero, finanziato attraverso i contributi delle generazioni attive.
Se lavori, inizi a contribuire dal 1° gennaio dell'anno in cui compi 18 anni. Se non lavori, l'obbligo scatta dal 1° gennaio successivo ai 20 anni, anche se sei studente. Esatto: anche se sei studente!
Il contributo minimo nel 2026 è di 530 franchi annui. Sono previste eccezioni, per esempio per chi non lavora ma ha un coniuge che versa almeno il doppio del contributo minimo. Non basta, invece, che a contribuire siano i genitori o altri.
Ma attenzione, perché la Svizzera non si limita a chiedere responsabilità, ma offre anche opportunità concrete, che vanno oltre gli stipendi decenti.
Abbiamo un sistema di formazione professionale duale molto efficace, che coinvolge circa due terzi dei giovani, con apprendistati retribuiti fin dai 15 anni, e uno stretto collegamento tra scuola, università e imprese. Percorsi che permettono di entrare presto nel mondo del lavoro e guadagnare senza precludere gli studi universitari, grazie alla maturità professionale e alle "passerelle".
E ci sono infinite opportunità di formazione continua, di carriera e di autonomia economica, che accompagnano ogni svizzero fino alla pensione e oltre.
Naturalmente la Svizzera non è un paradiso, e anche qui esistono disuguaglianze e difficoltà, anche se minori e non autodichiarate, ma trovo interessante la differenza di filosofia.
In Svizzera ai giovani si chiedono responsabilità, cercando al tempo stesso di dare loro gli strumenti per diventare indipendenti, emanciparsi dalla famiglia e non dipendere dalla pensione della nonna.
In Italia si preferisce troppo spesso distribuire qualche bonus e trasferire fondi alle pensioni come succedaneo dello stato sociale, senza modificare le condizioni che rendono difficile quell'indipendenza.
E tutto questo senza contare che nella Penisola la soglia anagrafica della giovinezza continua a spostarsi in avanti, di pari passo con la frustrazione di chi ci resta intrappolato. In Italia sarei appena maggiorenne, a sentire governo e parti sociali.
Forse dovremmo cominciare a capire che prendere sul serio i giovani non significa trattarli come eterni destinatari di aiuti, ma come adulti ai quali offrire opportunità e chiedere responsabilità allo stesso tempo.
Che è poi quello che, in modo forse disordinato, stanno cominciando a chiedere. O almeno spero.
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Replying to @lageloni
Qualcuno dovrebbe spiegare a quei geni che siedono nella commissione come Borghi, Lisei e via dicendo che "tachipirina e vigile attesa" è il comportamento corretto in tutte le malattie virali per le quali non si hanno farmaci specifici, dal raffreddore alla polio.
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Purtroppo Salvini non ha ancora fatto gli auguri a Netanyahu per le elezioni di domani.
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Eccolo
In termini reali solo gli over 65 hanno aumentato il proprio potere d'acquisto dal 2003 al 2023
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La prova che l'odio non nasce sui social, ma a casa di persone apparentemente per bene.
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Meno pensioni, meno bonus, meno sussidi, meno trattamenti privilegiati per micro-imprese e coltivatori diretti ... e le risorse per pagare i ricercatori ed anche migliorarne la qualita' spunteranno dando un futuro ai giovani che credono ancora che l'Italia possa crescere.
Altra via non c'e'. @ora_italia
L’Italia non è un paese per giovani. E dunque neanche per gli studenti, e non solo per quelli che in questi giorni stanno manifestando in piazza. C'è una categoria di cui si parla pochissimo e che rispetto ai colleghi europei viene maltrattata economicamente, quella di chi si trova al gradino più alto della formazione terziaria, il dottorato di ricerca. L’Italia è tra le nazioni che paga meno i suoi studenti più avanzati. La media annuale è di poco più di 16 mila euro lordi. Molto diversamente vanno le cose negli altri Paesi dell’Europa occidentale. I contratti dei dottorati in Spagna e Francia sono di circa 10 mila euro in più all’anno. In Svezia e nei Paesi Bassi dottoresse e dottori guadagnano più del doppio degli italiani, mentre chi completa il proprio ciclo di studi in Svizzera, Norvegia, Belgio, Germania e Danimarca guadagna più di tre volte tanto i nostri migliori studenti, con compensi annuali che superano i 50 mila euro. E, pur adeguando la retribuzione al costo della vita, la differenza tra noi e gli altri è drammaticamente ampia.
@gabrieledepalma
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🇮🇹 Una volta c’era il partito dei pensionati di Fatuzzo. Oggi c’è l’imbarazzo della scelta. Per esempio:
- PD = Pensionati e Debito
- AVS = Anziani, Vitalizi e Superstiti
- FdI = Fratelli d’INPS
- FI = Forza INPS
- IV = Intoccabili Vitalizi
- Lega dei pensionati
- M5S = Movimento 5 Scatti
E tu, quale partito dei pensionati voterai nel 2027?
Dalla RSA Italia è tutto per oggi.
Lo “scandalo” denunciato da @Arturo_Scotto è la semplice revisione biennale, prevista dalla legge Fornero (votata dal Pd), dei coefficienti di trasformazione per adeguarli all’andamento demografico. Cosa chiede Scotto al governo, di “abolire la Fornero”? Anche Salvini ha smesso.
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- L’unico responsabile dell’aumento dei costi del carburante è Trump.
- L’unico responsabile della guerra in Ucraina è Putin.
Fine
Basta puttanate! Siete giornalisti che dovrebbero informare e informarsi, perdio!
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Non è il mio governo. Non ho votato @GiorgiaMeloni e le distanze su tanti temi restano tutte. Ma ieri, in Parlamento, la Presidente del Consiglio ha pronunciato sull'Ucraina e sulla politica estera un discorso per nulla banale e assolutamente condivisibile.
Chiaro nei principi, solido negli argomenti, senza ambiguità su da che parte deve stare l'Italia. Un discorso che la colloca a pieno titolo tra le leadership più autorevoli d'Europa, per chiarezza e spessore. E molte sono state le reazioni internazionali al discorso di ieri.
La politica seria è anche saper riconoscere i meriti altru, soprattutto quando in gioco ci sono la libertà di un popolo aggredito e la credibilità internazionale del nostro Paese.
Se fosse stato per gente come Conte, che ha sempre avuto un occhio di riguardo verso Mosca, oggi probabilmente avremmo militari russi liberi di muoversi sul nostro territorio.
Lo abbiamo già visto nel 2020, con i convogli dell'esercito russo in giro per la Lombardia.
Nel Campo Largo dovrebbero riflettere su questo.
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🇮🇹 Senatore, glielo dico io. L’inizio del declino italiano è antecedente all’Euro. I problemi sono iniziati molto prima, sia dal lato demografico, sia tecnologico. Può trovare tutti i grafici su ildeclinoitaliano.it. Ci sono 450 grafici, anche quelli ad-hoc che smontano la propaganda NoEuro, nel caso le interessino. Enjoy.
L’amico onanista @SignorErnesto che ha il buon tempo e un’atavica carenza di figa. 🤡🫠
Pablito’s way retweeted
L'unica cosa divertente di questi tragici giorni, è che finalmente gli Usa di Trump si sono finalmente allineati alla politica estera suggerita dal Campo Largo.
































