SIMONE BORILE retweeted
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Ci sono parole che non possono essere addolcite con una spiegazione tecnica, nรฉ archiviate sotto la rassicurante etichetta di ยซfantasieยป. I video di Andrea Sempio diffusi nelle ultime ore pongono una questione che va ben oltre il caso Garlasco: il modo in cui si parla delle donne, della violenza sessuale e delle vittime. E soprattutto il tentativo di ricondurre tutto alla necessitร di contestualizzare.
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Sempio afferma: ยซLo stupro รจ una strategia di riproduzione accettata dalla naturaยป. Poi sostiene che, mentre un uomo violenta una donna, una parte di lei sarebbe distrutta e scioccata, mentre unโaltra, quella ยซpiรน primitivaยป, starebbe ragionando. Infine arriva la frase: ยซMolte donne durante lo stupro sono calme e rilassateยป.
Sono affermazioni che fanno rabbrividire. Non perchรฉ una frase, da sola, dimostri un reato o consenta di stabilire che cosa una persona abbia fatto nella realtร , ma perchรฉ il loro contenuto merita una condanna morale netta. Lo stupro non รจ una strategia da normalizzare appellandosi alla natura. ร una violenza che viola la libertร e lโintegritร di unโaltra persona. La biologia non รจ un lasciapassare morale e non puรฒ diventare una giustificazione per ciรฒ che รจ inaccettabile.
E quella presunta calma delle vittime? Ma chi lo stabilisce? Le persone reagiscono ai traumi in modi diversi: possono gridare, cercare di fuggire, opporsi oppure immobilizzarsi. Una vittima non deve esibire una reazione prestabilita per dimostrare di non aver acconsentito. Il silenzio non รจ consenso. La paralisi non รจ consenso. Lโassenza di una reazione visibile non รจ consenso.
Nei filmati cโรจ anche il passaggio in cui Sempio parla di una ragazza dicendo: ยซCโera una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni per aprirla e non ho apertoยป, per poi rimproverarsi di non aver fatto nulla e parlare di ยซmissioniยป. In un altro video afferma: ยซForse avrei potuto essere piรน sessuale con quella ragazzinaยป.
Il linguaggio รจ lรฌ, nero su bianco. ยซAprirlaยป, ยซmissioniยป, occasioni mancate. Una donna non รจ un obiettivo da raggiungere, una missione da completare o una prestazione da recuperare al tentativo successivo. ร una persona, con una volontร propria e il diritto di decidere liberamente se e quando avere un rapporto. Non occorre inventare significati che le frasi non dimostrano per riconoscere quanto sia degradante raccontare le relazioni attraverso questo lessico, soprattutto quando nello stesso insieme di filmati si parla di stupro e delle reazioni delle vittime.
A Ignoto X Simone Borile affronta un aspetto che merita unโattenzione particolare. Il suo ragionamento non si ferma ai singoli pensieri espressi da Sempio, ma si concentra su ciรฒ che emerge dal modo in cui il protagonista racconta se stesso. ยซLui ci dice che ha fatto delle brutte coseยป, osserva Borile, spiegando che, nella sua lettura, non ci si troverebbe piรน soltanto davanti allโanalisi di pensieri isolati, ma a un racconto che comprende condotte che lo stesso Sempio considera negative.
ร una distinzione importante. Per anni, il dibattito su questi materiali si รจ concentrato sul significato dei pensieri, degli scritti e dei soliloqui. Borile richiama invece lโattenzione sul fatto che, nei nuovi filmati, Sempio si mette davanti a una telecamera e costruisce una rappresentazione di sรฉ. Non รจ soltanto una voce da ascoltare: รจ una persona che si riprende, diventa contemporaneamente autore e spettatore della propria immagine e produce una rappresentazione visiva che, secondo lโanalisi di Borile, aggiunge un elemento nuovo rispetto ai materiali precedenti.
Il criminologo si sofferma anche sullโalternanza tra prima e terza persona e ipotizza che questa autorappresentazione possa essere legata a una ricerca di gratificazione. ร una sua interpretazione, non una diagnosi. Ma il passaggio piรน significativo riguarda proprio il modo in cui vengono rappresentate le donne, che Borile definisce ยซmolto particolare e preoccupanteยป.
Qui sta il cuore del suo intervento: non si tratta di trasformare un video in una prova di colpevolezza, ma di interrogarsi sul rapporto fra le parole pronunciate, le condotte raccontate e lโimmagine di sรฉ che viene costruita. Ridurre tutto a una semplice raccolta di fantasie rischia di lasciare fuori proprio la questione che Borile invita a esaminare.
Nel confronto televisivo, lโavvocato Carlo Taormina ha ricondotto le affermazioni di Sempio alla categoria delle ยซfantasieยป. Ma qui occorre distinguere: una cosa รจ stabilire se una dichiarazione abbia rilevanza penale, altra cosa รจ giudicarne il contenuto.
๐๐ก๐ ๐ฎ๐ง๐ ๐๐ซ๐๐ฌ๐ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ ๐ซ๐ข๐๐ง๐ญ๐ซ๐๐ซ๐ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐ญ๐๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐๐ข๐๐ ๐๐ก๐ ๐ฌ๐ข๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐๐๐๐ญ๐ญ๐๐๐ข๐ฅ๐.
Le fantasie non sono tutte uguali. E soprattutto, chiamare qualcosa ยซfantasiaยป non obbliga nessuno a considerarla innocua, rispettabile o meritevole di comprensione. Se una persona descrive lo stupro come una strategia naturale e immagina le vittime come calme e rilassate, abbiamo tutto il diritto di contestare con forza quelle affermazioni.
Non serve una sentenza per dire che unโaffermazione รจ aberrante. Non serve inventare un reato per condannare unโidea degradante. E non serve essere psicologi, criminologi o avvocati per capire che la violenza sessuale non puรฒ essere normalizzata.
Facciamo allora una domanda semplice a chi continua a invocare il contesto. Immaginate che a subire una violenza sia vostra figlia, vostra sorella, la vostra compagna o una vostra amica. Immaginate la paura, il trauma, la difficoltร di raccontare ciรฒ che รจ accaduto. Poi immaginate qualcuno che spieghi che lo stupro รจ una strategia naturale e che molte donne, durante la violenza, sarebbero calme e rilassate.
Davvero riuscireste ad ascoltare tutto con la stessa leggerezza? Davvero basterebbe la parola ยซfantasiaยป a rendere quelle affermazioni meno inquietanti?
La dignitร delle vittime non puรฒ dipendere dal nome di chi parla, dalle simpatie personali o dalle convinzioni sul caso Garlasco. E la critica a queste dichiarazioni non autorizza a trasformarle in una prova dellโomicidio di Chiara Poggi: la responsabilitร penale si accerta nelle sedi competenti come ormai รจ diventato moda dire. Ma la presunzione dโinnocenza non impone il silenzio morale, nรฉ obbliga nessuno a considerare accettabili parole che non lo sono.
Possiamo discutere del contesto, delle intenzioni e della rilevanza giuridica. Quello che non possiamo fare รจ usare queste distinzioni per normalizzare la violenza o banalizzare la prospettiva di chi la subisce. La libertร di parola non รจ un obbligo di approvazione. Il garantismo non รจ indifferenza morale. La precisione giuridica non รจ una scusa per tacere.
Il punto non รจ difendere o attaccare un nome. Il punto รจ stabilire che cosa siamo disposti ad accettare quando si parla della libertร e del corpo di una donna.
Lo stupro non รจ normale. Non รจ accettabile. Non รจ una strategia da giustificare.
E se per arrivare a questa conclusione dobbiamo passare attraverso una lunga operazione di contestualizzazione, allora il problema non riguarda soltanto le parole pronunciate nei video, ma anche la facilitร con cui rischiamo di abituarci a sentirle.
#Garlasco #Sempio
@Simone76bo @carlo_taormina
ยฉ 2026 ๐๐ฉ๐ณ๐ช๐ด๐ต๐ช๐ข๐ฏ ๐๐ฆ๐ณ๐ฏ๐ข๐ณ๐ฅ๐ช๐ฏ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ช - ๐๐ถ๐ต๐ต๐ช ๐ช ๐ฅ๐ช๐ณ๐ช๐ต๐ต๐ช ๐ณ๐ช๐ด๐ฆ๐ณ๐ท๐ข๐ต๐ช.
๐๐ฆ๐ด๐ต๐ฐ, ๐ช๐ฎ๐ฎ๐ข๐จ๐ช๐ฏ๐ช, ๐จ๐ณ๐ข๐ง๐ช๐ค๐ฉ๐ฆ, ๐๐ช ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ต๐ฆ๐ต๐ต๐ช ๐ฅ๐ข ๐ค๐ฐ๐ฑ๐บ๐ณ๐ช๐จ๐ฉ๐ต.
๐ฬ ๐ท๐ช๐ฆ๐ต๐ข๐ต๐ข ๐ฒ๐ถ๐ข๐ญ๐ด๐ช๐ข๐ด๐ช ๐ง๐ฐ๐ณ๐ฎ๐ข ๐ฅ๐ช ๐ณ๐ช๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ฅ๐ถ๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ, ๐ข๐ฏ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ฑ๐ข๐ณ๐ป๐ช๐ข๐ญ๐ฆ, ๐ด๐ฆ๐ฏ๐ป๐ข ๐ฆ๐ด๐ฑ๐ญ๐ช๐ค๐ช๐ต๐ข ๐ข๐ถ๐ต๐ฐ๐ณ๐ช๐ป๐ป๐ข๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญโ๐ข๐ถ๐ต๐ฐ๐ณ๐ฆ.
๐๐ข ๐ค๐ฐ๐ฏ๐ฅ๐ช๐ท๐ช๐ด๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ฆฬ ๐ค๐ฐ๐ฏ๐ด๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช๐ต๐ข ๐ด๐ฐ๐ญ๐ฐ ๐ต๐ณ๐ข๐ฎ๐ช๐ต๐ฆ ๐ญ๐ข ๐ง๐ถ๐ฏ๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ โ๐๐ฐ๐ฏ๐ฅ๐ช๐ท๐ช๐ฅ๐ชโ ๐ฅ๐ข๐ญ ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ง๐ช๐ญ๐ฐ ๐ฐ๐ณ๐ช๐จ๐ช๐ฏ๐ข๐ญ๐ฆ.
A Milano e a Parigi molti giovani si riuniscono per protesta simbolica virando in atti vandalici e appropriazione.
Il gruppo favorisce lโ emulazione (effetto contagio), il superamento dei confini etici e giuridici (vandalizzazione) e per molti il caos diviene una occasione per delinquere deliberatamente. IL comportamento collettivo diviene trasgressione e il caos diviene occasione per opportunitร concrete e personali (furti).
Il gruppo si frantuma
Nella Psicologia dei gruppi, la responsabilitร individuale minaccia la coesione del gruppo (tutti sapevano) erodendo la soliditร e lโ unica narrazione conosciuta (noi dei Risโฆ). Ora dal NOI si passa giornalmente ad un IO con molteplici resoconti, spesso contraddittori (io non ricordo). Il singolo minacciato รจ impaurito e tenta di preservare la propria immagine allocando lโ errore esteriormente (deresponsabilizzaione) .
Siamo prossimi alla
Implosione.
Narrazione Demonologica
Abbiamo piรน volte ribadito come la costruzione dellโimmagine di Stasi dipendesse da una mediatizzazione unilaterale dellโ informazione.
Ma da dove eโ partita realmente questa narrazione demonologica?
Dai un'occhiata al video di SIMONE BORILE! #TikTok vm.tiktok.com/ZN82meaKm/









