SIMONE BORILE (@Simone76bo) profile picture
Joined June 2026
๐™‡๐™ค ๐™จ๐™ฉ๐™ช๐™ฅ๐™ง๐™ค ๐™™๐™š๐™จ๐™˜๐™ง๐™ž๐™ฉ๐™ฉ๐™ค ๐™˜๐™ค๐™ข๐™š ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ฉ๐™š๐™œ๐™ž๐™– ๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ช๐™ง๐™–๐™ก๐™š, ๐™ก๐™š ๐™ซ๐™ž๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ข๐™š ๐™ž๐™ข๐™ข๐™–๐™œ๐™ž๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™š ยซ๐™˜๐™–๐™ก๐™ข๐™š ๐™š ๐™ง๐™ž๐™ก๐™–๐™จ๐™จ๐™–๐™ฉ๐™šยป, ๐™ก๐™š ๐™™๐™ค๐™ฃ๐™ฃ๐™š ๐™ง๐™–๐™˜๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™–๐™ฉ๐™š ๐™˜๐™ค๐™ข๐™š ๐™ค๐™˜๐™˜๐™–๐™จ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž ๐™ข๐™–๐™ฃ๐™˜๐™–๐™ฉ๐™š. ๐™Ž๐™ž๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™š ๐˜ฝ๐™ค๐™ง๐™ž๐™ก๐™š, ๐™– ๐™„๐™œ๐™ฃ๐™ค๐™ฉ๐™ค ๐™“, ๐™จ๐™ค๐™ก๐™ก๐™š๐™ซ๐™– ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™˜๐™๐™š ๐™ซ๐™– ๐™ค๐™ก๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™ž๐™ก ๐™จ๐™ž๐™ฃ๐™œ๐™ค๐™ก๐™ค ๐™ฅ๐™š๐™ฃ๐™จ๐™ž๐™š๐™ง๐™ค. ๐™€ ๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™๐™–๐™ค๐™ง๐™ข๐™ž๐™ฃ๐™– ๐™ฅ๐™–๐™ง๐™ก๐™– ๐™™๐™ž ยซ๐™›๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™–๐™จ๐™ž๐™šยป, ๐™ง๐™š๐™จ๐™ฉ๐™– ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™™๐™ค๐™ข๐™–๐™ฃ๐™™๐™–: ๐™จ๐™š ๐™ก๐™š ๐™ซ๐™ž๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ข๐™š ๐™›๐™ค๐™จ๐™จ๐™š๐™ง๐™ค ๐™ก๐™š ๐™ซ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™›๐™ž๐™œ๐™ก๐™ž๐™š, ๐™ก๐™š ๐™ซ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™จ๐™ค๐™ง๐™š๐™ก๐™ก๐™š, ๐™ก๐™š ๐™ซ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™–๐™ข๐™ž๐™˜๐™๐™š, ๐™ช๐™จ๐™š๐™ง๐™š๐™จ๐™ฉ๐™š ๐™–๐™ฃ๐™˜๐™ค๐™ง๐™– ๐™ฉ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™– ๐™ก๐™š๐™œ๐™œ๐™š๐™ง๐™š๐™ฏ๐™ฏ๐™–? Ci sono parole che non possono essere addolcite con una spiegazione tecnica, nรฉ archiviate sotto la rassicurante etichetta di ยซfantasieยป. I video di Andrea Sempio diffusi nelle ultime ore pongono una questione che va ben oltre il caso Garlasco: il modo in cui si parla delle donne, della violenza sessuale e delle vittime. E soprattutto il tentativo di ricondurre tutto alla necessitร  di contestualizzare. ๐๐Ž. ๐Ž๐‘๐€ ๐๐Ž๐ ๐‚โ€™๐„ฬ€ ๐๐ˆ๐”ฬ€ ๐”๐ ๐‚๐€๐™๐™๐Ž ๐ƒ๐€ ๐‚๐Ž๐๐“๐„๐’๐“๐”๐€๐‹๐ˆ๐™๐™๐€๐‘๐„ Sempio afferma: ยซLo stupro รจ una strategia di riproduzione accettata dalla naturaยป. Poi sostiene che, mentre un uomo violenta una donna, una parte di lei sarebbe distrutta e scioccata, mentre unโ€™altra, quella ยซpiรน primitivaยป, starebbe ragionando. Infine arriva la frase: ยซMolte donne durante lo stupro sono calme e rilassateยป. Sono affermazioni che fanno rabbrividire. Non perchรฉ una frase, da sola, dimostri un reato o consenta di stabilire che cosa una persona abbia fatto nella realtร , ma perchรฉ il loro contenuto merita una condanna morale netta. Lo stupro non รจ una strategia da normalizzare appellandosi alla natura. รˆ una violenza che viola la libertร  e lโ€™integritร  di unโ€™altra persona. La biologia non รจ un lasciapassare morale e non puรฒ diventare una giustificazione per ciรฒ che รจ inaccettabile. E quella presunta calma delle vittime? Ma chi lo stabilisce? Le persone reagiscono ai traumi in modi diversi: possono gridare, cercare di fuggire, opporsi oppure immobilizzarsi. Una vittima non deve esibire una reazione prestabilita per dimostrare di non aver acconsentito. Il silenzio non รจ consenso. La paralisi non รจ consenso. Lโ€™assenza di una reazione visibile non รจ consenso. Nei filmati cโ€™รจ anche il passaggio in cui Sempio parla di una ragazza dicendo: ยซCโ€™era una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni per aprirla e non ho apertoยป, per poi rimproverarsi di non aver fatto nulla e parlare di ยซmissioniยป. In un altro video afferma: ยซForse avrei potuto essere piรน sessuale con quella ragazzinaยป. Il linguaggio รจ lรฌ, nero su bianco. ยซAprirlaยป, ยซmissioniยป, occasioni mancate. Una donna non รจ un obiettivo da raggiungere, una missione da completare o una prestazione da recuperare al tentativo successivo. รˆ una persona, con una volontร  propria e il diritto di decidere liberamente se e quando avere un rapporto. Non occorre inventare significati che le frasi non dimostrano per riconoscere quanto sia degradante raccontare le relazioni attraverso questo lessico, soprattutto quando nello stesso insieme di filmati si parla di stupro e delle reazioni delle vittime. A Ignoto X Simone Borile affronta un aspetto che merita unโ€™attenzione particolare. Il suo ragionamento non si ferma ai singoli pensieri espressi da Sempio, ma si concentra su ciรฒ che emerge dal modo in cui il protagonista racconta se stesso. ยซLui ci dice che ha fatto delle brutte coseยป, osserva Borile, spiegando che, nella sua lettura, non ci si troverebbe piรน soltanto davanti allโ€™analisi di pensieri isolati, ma a un racconto che comprende condotte che lo stesso Sempio considera negative. รˆ una distinzione importante. Per anni, il dibattito su questi materiali si รจ concentrato sul significato dei pensieri, degli scritti e dei soliloqui. Borile richiama invece lโ€™attenzione sul fatto che, nei nuovi filmati, Sempio si mette davanti a una telecamera e costruisce una rappresentazione di sรฉ. Non รจ soltanto una voce da ascoltare: รจ una persona che si riprende, diventa contemporaneamente autore e spettatore della propria immagine e produce una rappresentazione visiva che, secondo lโ€™analisi di Borile, aggiunge un elemento nuovo rispetto ai materiali precedenti. Il criminologo si sofferma anche sullโ€™alternanza tra prima e terza persona e ipotizza che questa autorappresentazione possa essere legata a una ricerca di gratificazione. รˆ una sua interpretazione, non una diagnosi. Ma il passaggio piรน significativo riguarda proprio il modo in cui vengono rappresentate le donne, che Borile definisce ยซmolto particolare e preoccupanteยป. Qui sta il cuore del suo intervento: non si tratta di trasformare un video in una prova di colpevolezza, ma di interrogarsi sul rapporto fra le parole pronunciate, le condotte raccontate e lโ€™immagine di sรฉ che viene costruita. Ridurre tutto a una semplice raccolta di fantasie rischia di lasciare fuori proprio la questione che Borile invita a esaminare. Nel confronto televisivo, lโ€™avvocato Carlo Taormina ha ricondotto le affermazioni di Sempio alla categoria delle ยซfantasieยป. Ma qui occorre distinguere: una cosa รจ stabilire se una dichiarazione abbia rilevanza penale, altra cosa รจ giudicarne il contenuto. ๐‚๐ก๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐Ÿ๐ซ๐š๐ฌ๐ž ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐š ๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ซ๐ž ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐Ÿ๐ž๐ซ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐š๐ง๐ญ๐š๐ฌ๐ข๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ข๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐š๐œ๐œ๐ž๐ญ๐ญ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ž. Le fantasie non sono tutte uguali. E soprattutto, chiamare qualcosa ยซfantasiaยป non obbliga nessuno a considerarla innocua, rispettabile o meritevole di comprensione. Se una persona descrive lo stupro come una strategia naturale e immagina le vittime come calme e rilassate, abbiamo tutto il diritto di contestare con forza quelle affermazioni. Non serve una sentenza per dire che unโ€™affermazione รจ aberrante. Non serve inventare un reato per condannare unโ€™idea degradante. E non serve essere psicologi, criminologi o avvocati per capire che la violenza sessuale non puรฒ essere normalizzata. Facciamo allora una domanda semplice a chi continua a invocare il contesto. Immaginate che a subire una violenza sia vostra figlia, vostra sorella, la vostra compagna o una vostra amica. Immaginate la paura, il trauma, la difficoltร  di raccontare ciรฒ che รจ accaduto. Poi immaginate qualcuno che spieghi che lo stupro รจ una strategia naturale e che molte donne, durante la violenza, sarebbero calme e rilassate. Davvero riuscireste ad ascoltare tutto con la stessa leggerezza? Davvero basterebbe la parola ยซfantasiaยป a rendere quelle affermazioni meno inquietanti? La dignitร  delle vittime non puรฒ dipendere dal nome di chi parla, dalle simpatie personali o dalle convinzioni sul caso Garlasco. E la critica a queste dichiarazioni non autorizza a trasformarle in una prova dellโ€™omicidio di Chiara Poggi: la responsabilitร  penale si accerta nelle sedi competenti come ormai รจ diventato moda dire. Ma la presunzione dโ€™innocenza non impone il silenzio morale, nรฉ obbliga nessuno a considerare accettabili parole che non lo sono. Possiamo discutere del contesto, delle intenzioni e della rilevanza giuridica. Quello che non possiamo fare รจ usare queste distinzioni per normalizzare la violenza o banalizzare la prospettiva di chi la subisce. La libertร  di parola non รจ un obbligo di approvazione. Il garantismo non รจ indifferenza morale. La precisione giuridica non รจ una scusa per tacere. Il punto non รจ difendere o attaccare un nome. Il punto รจ stabilire che cosa siamo disposti ad accettare quando si parla della libertร  e del corpo di una donna. Lo stupro non รจ normale. Non รจ accettabile. Non รจ una strategia da giustificare. E se per arrivare a questa conclusione dobbiamo passare attraverso una lunga operazione di contestualizzazione, allora il problema non riguarda soltanto le parole pronunciate nei video, ma anche la facilitร  con cui rischiamo di abituarci a sentirle. #Garlasco #Sempio @Simone76bo @carlo_taormina ยฉ 2026 ๐˜Š๐˜ฉ๐˜ณ๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ช๐˜ข๐˜ฏ ๐˜‰๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ณ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ช - ๐˜›๐˜ถ๐˜ต๐˜ต๐˜ช ๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ณ๐˜ช๐˜ต๐˜ต๐˜ช ๐˜ณ๐˜ช๐˜ด๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ท๐˜ข๐˜ต๐˜ช. ๐˜›๐˜ฆ๐˜ด๐˜ต๐˜ฐ, ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฎ๐˜ข๐˜จ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ช, ๐˜จ๐˜ณ๐˜ข๐˜ง๐˜ช๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ, ๐˜ˆ๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฐ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ต๐˜ต๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ข ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฑ๐˜บ๐˜ณ๐˜ช๐˜จ๐˜ฉ๐˜ต. ๐˜Œฬ€ ๐˜ท๐˜ช๐˜ฆ๐˜ต๐˜ข๐˜ต๐˜ข ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข๐˜ญ๐˜ด๐˜ช๐˜ข๐˜ด๐˜ช ๐˜ง๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฎ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฐ๐˜ฅ๐˜ถ๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ, ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฑ๐˜ข๐˜ณ๐˜ป๐˜ช๐˜ข๐˜ญ๐˜ฆ, ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ป๐˜ข ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ฑ๐˜ญ๐˜ช๐˜ค๐˜ช๐˜ต๐˜ข ๐˜ข๐˜ถ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ช๐˜ป๐˜ป๐˜ข๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญโ€™๐˜ข๐˜ถ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฆ. ๐˜“๐˜ข ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ท๐˜ช๐˜ด๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ฆฬ€ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช๐˜ต๐˜ข ๐˜ด๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ช๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ง๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ โ€œ๐˜Š๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ท๐˜ช๐˜ฅ๐˜ชโ€ ๐˜ฅ๐˜ข๐˜ญ ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฐ๐˜ง๐˜ช๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ช๐˜จ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ข๐˜ญ๐˜ฆ.
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