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Consulenza fiscale e tributaria

Joined April 2009
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C’è un dettaglio che Giorgia Meloni aveva dimenticato di spiegare quando celebrava il nuovo Patto europeo sull’immigrazione come una vittoria storica dell’Italia: che una parte dei migranti ce li avrebbero rimandati indietro. Ha cominciato la Germania. Adesso arriva la Svizzera, che non fa nemmeno parte dell’Unione europea ma ha deciso di riprendere dalla fine di agosto i trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo entrati in Europa dall’Italia e poi andati altrove. Berna parla di circa 650 casi ancora pendenti. Dalla Germania, nel primo semestre del 2026, risultano 11.745 potenziali trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. E così il capolavoro è quasi completo. Per anni Meloni ci ha spiegato che il problema dell’immigrazione era l’Europa che lasciava sola l’Italia. Poi è arrivata al governo, ha negoziato il Patto europeo, lo ha presentato come il trionfo della propria linea e adesso scopre che quelle regole attribuiscono proprio all’Italia, Paese di primo approdo, una responsabilità che Germania e Svizzera intendono far valere. In pratica abbiamo combattuto per anni contro Dublino e alla fine abbiamo ottenuto più Dublino. È il sovranismo applicato alla geometria: tutti chiudono le frontiere e, siccome l’Italia sta in mezzo al Mediterraneo, alla fine quelli che restano chiusi dentro siamo noi. La cosa più comica è che Meloni si trova ora a chiedere agli altri Paesi europei esattamente ciò che per anni ha contestato quando lo chiedevano gli altri a noi: solidarietà, flessibilità, collaborazione, compensazioni. Perfino la parola “compensazione”, improvvisamente, è diventata presentabile. Quando governavano gli altri si chiamava cedimento. Adesso si chiama diplomazia. Nel frattempo abbiamo sospeso Schengen con la Spagna per una crisi migratoria a Ceuta che Madrid aveva praticamente già risolto, abbiamo litigato con Sánchez, ci siamo messi a controllare chi arrivava dalla Spagna senza trovare l’invasione annunciata, mentre da nord Germania e Svizzera preparavano i voli nella direzione opposta. È una scena meravigliosa: il governo guarda a sud per fermare quelli che arrivano e intanto da nord gli riportano quelli che erano già partiti. E tutto questo mentre continuiamo a raccontare che la soluzione sarebbero i centri in Albania, costati una fortuna e diventati ormai più una scenografia della fermezza che uno strumento di politica migratoria. Il risultato è che la dottrina Meloni comincia ad assomigliare a un boomerang costruito con particolare cura: chiudere le frontiere, indebolire la solidarietà europea, trasformare ogni migrante in una questione nazionale e ogni governo vicino in un avversario. Solo che, se tutti fanno la stessa cosa, il Paese di primo approdo perde sempre. E indovinate qual è. Questa è la grande contraddizione che la destra non vuole vedere: il sovranismo sull’immigrazione funziona benissimo finché sono sovranisti soltanto gli italiani. Se diventano sovranisti anche tedeschi, svizzeri e francesi, ognuno pensa ai propri confini e scarica il problema sul vicino. E per ragioni geografiche, prima o poi, il vicino siamo noi. D’altra parte era inevitabile. Giorgia Meloni ha passato anni a insegnare all’Europa che ciascuno deve pensare a casa propria. Il guaio è che gli altri hanno imparato.
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Gli italiani continuano a essere spennati alla pompa di #benzina... Per forza, le tasse sui carburanti sono tra le più alte al mondo! Abbassare se non abolire alcune folli e anacronistiche #accise che gravano sugli automobilisti sarebbe un atto di civiltà! motori.ilmessaggero.it/econo…
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Ma Totò quanto era avanti? #Totò
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Dobbiamo vergognarci tutti. Per averlo permesso, per non averlo impedito 🫵
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La vittoria di Angelina Mango mi ricorda quando bisognava per forza votare il Pd per non far vincere Berlusconi. [@TheLongobard]
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Furbetti RdC.. Il 20% delle truffe accertate dalla Gdf.. sono avvenute in Lombardia.. Leggete i dati.. 👇👇👇👇👇👇
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Teatro, purissimo teatro. (E “Il ministro delle cerimonie” è semplicemente perfetto.)
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Ho letto con enorme sconcerto l'intervista rilasciata da Arrigo Cipriani, patron di Harry's Bar, che al Corriere della Sera si lamenta di non riuscire a trovare personale. Lo sconcerto deriva non tanto dalle affermazioni dell'imprenditore - o meglio, anche - quanto più dalla totale assenza di domande di controbattuta utili a mettere in rilievo affermazioni tendenziose, errate o false. Analizziamo un attimo insieme l'intervista: 1) Cipriani dice di cercare personale qualificato, di qualità e adatto a lavorare in un locale che ha alti standard e sostiene che la difficoltà nel reperire personale sia dovuta al reddito di cittadinanza. Ora, lo sanno anche i muri, la platea dei percettori di RDC è composta per la maggior parte da persone over 45, con basso grado di studio e basse competenze, condizioni che rendono difficoltoso il loro inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro perché sono le stesse aziende a non reputarli idonei a svolgere determinate mansioni. E non credo proprio che Harry's Bar cerchi persone da formare da zero, vista la descrizione che lo stesso Cipriani fa al Corriere. Tra l'altro Cipriani fa capire anche che non ha assolutamente idea di cosa sia il rdc perché sostiene non sia una misura di contrasto alla povertà, ma un assegno erogato per il semplice fatto di essere cittadino italiano. Anche se si riferisse al settore del turismo in generale, anche qui il rdc c'entra una mazza, perché ormai numerose inchieste documentano che il problema della mancanza di personale nel turismo sono le condizioni proposte, troppo spesso totalmente irregolari. Questo però non viene fatto notare. Ma proseguiamo e arriviamo al nodo stipendi: 2) Cipriani sostiene che sono bassi per colpa della più alta pressione fiscale del mondo e che non esiste altro Paese al mondo dove il costo del lavoro è così alto. E' falso, perché nella sola UE ci sono un bel po' di Paesi che hanno un costo del lavoro più alto del nostro, ad esempio la Francia e il Belgio. Ma andiamo ancora avanti: 3) La giornalista domanda a Cipriani se paghi bene i dipendenti e il patron risponde "Io li pago quanto il contratto nazionale vuole che io li paghi, non sono io a dettare legge sulle cifre". La collega si accontenta di questa risposta senza chiedere nel dettaglio tutte le condizioni applicate, inoltre non smentisce Cipriani su un aspetto fondamentale della sua risposta, ovvero che è falso che un imprenditore non possa decidere di aumentare gli stipendi. I ccnl di settore, infatti, determinano un minimo salariale sotto il quale un imprenditore non può pagare rispetto a una determinata mansione, ma nulla impedisce di pagare un dipendente di più. E visto che Cipriani cerca personale di alto livello, di qualità e con determinate caratteristiche, è altamente improbabile che lo trovi se l'unica cosa che è disposto a offrire è il minimo salariale del CCNL perché da che mondo è mondo, le competenze hanno un valore e vanno retribuite. Se vuoi comprare una Ferrari cercando di pagarla come una Twingo (cit.) non ci riuscirai mai. Funziona così in tutto il mondo, anche negli altri Paesi dove Cipriani possiede altri locali. Ora, è normale che un imprenditore cerchi di farsi pubblicità attraverso i giornali, quello che non è normale è che venga pubblicata un'intervista piena di affermazioni tra il falso e il tendenzioso senza che questo venga messo in rilievo agli occhi del lettore. E non credo nemmeno sia colpa della collega, perché chi lavora in questo settore lo sa bene che troppo spesso questi articoli e interviste vengono imposti dagli uffici centrali e il cronista ha ben poco spazio di manovra. A mio modesto giudizio, questa non è informazione. Non è giornalismo. E' proprio l'esatto opposto.
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L’importanza della virgola secondo Julio Cortàzar Il poeta e scrittore argentino Julio Cortàzar scrisse ”La virgola è la porta girevole del pensiero“. E fece questo esempio: “Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca”.
 Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”; se sei uomo la metteresti dopo la parola “ha”. Pilar Rahola e Umberto Maccioni
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#BonoVox sa che #Napoli è la capitale della sartoria maschile: "You are the best dressed in Europe". E a cena da Mimì per festeggiare il suo compleanno con le specialità della cucina napoletana, garantisce di non avere intolleranze, tranne una: "I’m only allergic to #Juventus!"
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Dopo una settimana ci siamo presi nuovamente Torino. #napolicampioneditalia
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Fate una statua a quest’uomo. #NapoliCampione
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Wonderful scenes at our local Italian… I think June 21/22 is going to be a lot of fun… congratulations to Napoli… we can’t wait to come and play at the home of the champions. W. X
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Intanto, a Torino… 😄
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Si godeeeee #JuveNapoli
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La tifoseria del #Napoli intona “La Mano de Dios” prima della sfida con l’#Eintracht. Brividi
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Se l’#amore è innazitutto gioia, se resiste al tempo e persino alla morte allora l'omaggio danzante del marito di #AgnèsLassalle, la maestra di 53 anni uccisa da un suo alunno in #Francia, ci commuove fino alle lacrime e ci rassicura sull’eterna poesia dell’amare…♥️
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