gandi retweeted
NON CI FARETE CAMBIARE IDEA E NON CI FARETE TACERE.
Domani Luigi Marattin sarà alla Sapienza, invitato a discutere di legge elettorale. Ma c'è chi vorrebbe impedirgli persino di entrare, perché non condivide le sue idee.
Le università non sono proprietà privata dei collettivi. Sono luoghi di libertà, conoscenza e confronto, non territori in cui qualcuno può decidere chi ha diritto di parola.
Le idee si possono contestare, anche duramente. Ma impedire a qualcuno di esprimerle non è dissenso. È censura.
Al nostro Segretario tutta la nostra solidarietà. Continueremo a difendere le nostre idee liberali, ovunque e senza farci intimidire.
Il confronto non si censura. La libertà non si negozia.
gandi retweeted
Avevo detto vi avrei rubato 3 minuti, invece sono circa 4.
Per chi, tra voi, fosse interessato alla fase - per me bella, utile e interessante - che sta vivendo il @Partito_Libdem in relazione alle mosse per le prossime elezioni politiche.
gandi retweeted
Dal “salario variabile indipendente”, siamo passati al “il numero degli insegnanti è una variabile indipendente”.
Su questa storia, come prevedibile, prevale la paura. Paura del senso comune che, lo insegnò Manzoni, in Italia spesso vince sul buon senso.
Noi del @Partito_Libdem non abbiamo paura a parlare chiaro.
Gli insegnanti devono essere pagati di più, pagati in relazione al merito, promossi in relazione al merito, valorizzati nella loro professionalità e autorevolezza.
Ma il loro numero deve essere commisurato a quanti studenti ci sono, e a quello che serve per offrire un servizio di qualità.
gandi retweeted
E dopo le mid-term americane, veniamo a ciò che davvero ieri sera ha tenuto il mondo col fiato sospeso…😁
Ieri sera la Direzione Nazionale del @Partito_Libdem , dopo sei ore di discussione, ha approvato a maggioranza (27 voti a favore, 22 contrari) la mia relazione, che attesta la necessità di avviare interlocuzioni con tutte le forze politiche - non solo del centro - sulla base della tutela dell’autonomia del partito e di una chiara identità politico-culturale di stampo liberale, che si sostanzia nei 4 punti che abbiamo più volte spiegato e richiamato:
1) l’esigenza che lo Stato faccia meno, e meglio. Destinando il risparmio cumulato ad uno shock fiscale su Irpef, Ires, Irap e tassazione del risparmio.
2) politiche di liberalizzazione, promozione di mercato e concorrenza in tutti gli ambiti, per creare e distribuire opportunità e liberare le energie represse da troppe corporazioni.
3) avvio, nella prossima legislatura, della costruzione di centrali nucleari con la tecnologia disponibile.
4) una riforma della scuola che affronti radicalmente i nodi strutturali (dal reclutamento dei docenti alla loro retribuzione, passando per il riordino dei cicli, il bilinguismo, la riforma degli organi collegiali ecc).
La stessa linea è stata oggetto, recentemente, di una analoga discussione (stavolta di 5 ore) con la segreteria nazionale, tutti i segretari regionali e tutti i segretari provinciali.
Al termine della quale tre quarti dei segretari regionali (14 su 18 esistenti) e due terzi dei segretari provinciali (48 su 75) hanno formalizzato in un documento politico l’adesione alla linea della Segreteria Nazionale.
Completeremo la discussione con un’Assemblea Nazionale (composta da 150 persone), ci cui ho chiesto al più presto la convocazione.
Quando abbiamo fondato il partito, 18 mesi fa, avevamo promesso che avremmo fatto un partito nuovo ma “vecchio stampo”: in cui gli organismi dirigenti discutono, litigano, cercano di convincersi a vicenda, e poi decidono a maggioranza.
E lo abbiamo fatto. E lo considero un nostro successo, perché non vedo molti altri partiti - anche più grandi e “anziani” di noi - adottare realmente questo metodo. Che penso sia il più adatto a far tornare i partiti uno strumento essenziale di rappresentanza e di funzionamento democratico.
Io voglio ringraziare tutti quelli che non condividono la posizione della Segreteria (in quanto non disposti in nessuno scenario neanche a prendere in considerazione opzioni alternative a qualsiasi cosa sia disponibile al di fuori delle due coalizioni, indipendentemente da cosa ci sia).
Una posizione legittima che da molti è stata sostenuta con lealtà e serenità.
Vedremo cosa le prossime settimane e i prossimi mesi ci riserveranno.
gandi retweeted
I "bravi ragazzi" hanno distrutto la loro scuola. Guardate le foto: che fanno ora, scendono in piazza contro loro stessi? 👇
Toc toc, studenti ribelli: le scuole “fanno schifo” e le devastate?
nicolaporro.it/toc-toc-stude…
gandi retweeted
Estos son Amjad Awad y Hakim Awad, dos terroristas palestinos —primos entre sí— que asesinaron brutalmente a cinco miembros de la familia Fogel en su hogar, en Itamar, el 11 de marzo de 2011.
Entraron en la casa armados con cuchillos y encontraron a Yoav, de 11 años, y a su hermano Elad, de 4. Amjad le tapó la boca a Yoav para silenciarlo, mientras que Hakim agarró al pequeño Elad y le hizo gestos para que no tuviera miedo.
Amjad llevó a Yoav a un dormitorio, le cortó el cuello y lo apuñaló en el pecho. Mientras tanto, Hakim arrastró a Elad a otra habitación e intentó estrangularlo. Cuando el pequeño yacía en el suelo con la mano de Hakim cubriéndole la boca, Amjad entró y lo apuñaló en el pecho con ambos cuchillos, acabando con su vida.
Luego entraron en el dormitorio de los padres. Udi intentó defenderse, pero Amjad lo apuñaló repetidamente en el cuello y en la parte posterior de la cabeza. Ruth forcejeó con Hakim, tratando desesperadamente de defenderse, mientras Amjad la apuñalaba varias veces en el cuello y la espalda. Al darse cuenta de que ella aún seguía viva, Hakim le disparó.
Y ni siquiera eso fue suficiente para ellos. Tras salir de la casa, Amjad regresó en busca de armas. Escuchó los llantos de Hadas, una bebé de tres meses; la encontró indefensa y la apuñaló en la cabeza, asesinándola porque temía que sus gritos lo delataran.
Dos hermanos pequeños, de 8 y 2 años, sobrevivieron porque los terroristas no llegaron a encontrarlos. Su hermana de 12 años, Tamar, regresó a casa y descubrió que sus padres y tres de sus hermanos habían sido brutalmente asesinados.
Ambos terroristas fueron capturados y condenados, cada uno, a cinco cadenas perpetuas consecutivas.
«Estoy orgulloso de lo que hice», declaró Amjad antes de la audiencia de acusación. «No me arrepiento de lo que hice, incluso si eso significa que me condenen a muerte».
Ahora, miren sus rostros.
Nunca olviden lo que estos monstruos hicieron a Udi, Ruth, Yoav, Elad y a la pequeña Hadas Fogel.
Via @NoaMagid
gandi retweeted
GAZA qualche giorno fa.
Funerale di un porco di Hamas. Folla dí ciabattati di tutte le età rende omaggio.
Le vedete le bandiere della PALESTINA 🇵🇸? No, vero?
La Palestina NON ESISTE.
“Palestina” è un progetto di guerra contro ebrei ed occidentali.
gandi retweeted
Dal centrosinistra insistono con la patrimoniale.
Forse gli è sfuggito un concetto.
Proviamo a ricordaglielo, in due minuti.
gandi retweeted
Dopo i due disastri ferroviari di quest'anno, Adamuz a gennaio e Urda a ottobre, la Spagna registra più morti che nel resto del mondo e in tutta la storia dei treni ad Alta Velocità. Ma la cosa più incredibile è che il ministro dei Trasporti di Sánchez non si sia ancora dimesso.
gandi retweeted
We have intel that Russia is preparing a new massive attack on our country – primarily targeting energy and logistics. The assumption is basically that tomorrow the world will be watching the American midterms, and what is happening here in Ukraine, along with our difficulties with air defense and Patriot missiles, will be overlooked.
We need signals from the world to Russia that will make them feel that terror is no good, that it will bring no gains, and that as long as this war continues, their oil will burn, and they will not be able to make money doing business with the world. We must not play games with Russia’s oil or gas revenues. We must put pressure on Russia in such a way that it has no alternative but to end this war. America can do this.
gandi retweeted
Parlamento in Germania 🇩🇪
<Togliete immediatamente quella bandiera di merda simbolo di terrorismo, oppure cavatevi dai cojoni che la pazienza è finita. Soprattutto quello con i capelli tinti e la faccia da scemo>.
gandi retweeted
Non esiste alcun motivo logico per stanziare 2,5 miliardi in tre anni per “superare la legge Fornero”.
Primo perché - nel paese con la spesa pensionistica più alta del mondo - non bisogna affatto superare la legge Fornero.
Ma in secondo luogo perché con 2,5 miliardi non si supera un bel nulla: pensate che il tentativo precedente (Quota 100, sempre ad opera di Salvini) pre-pensiono’ 400 mila persone.
E costò 23 miliardi.
Firma anche tu la petizione (openpetition.eu/petition/onl…) per destinare invece questi soldi alla crescita e ai giovani.
gandi retweeted
Il Sole 24 Ore oggi menziona l’appello che il @Partito_Libdem ha lanciato a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione.
Stanziare 2 miliardi e mezzo in tre anni per i pensionamenti anticipati è totalmente inutile: anche per chi - legittimamente ma sciaguratamente - la legge Fornero la vuole abolire davvero.
Perché Quota 100 costò 23 miliardi, e pre-pensionò solo 400 mila persone.
È chiaro quindi che 2,5 miliardi non serviranno assolutamente a niente.
Usiamo invece quei soldi per abbassare le tasse, o per contrastare la denatalità, o per incentivare le aggregazioni tra micro-imprese, o per il diritto allo studio, o per favorire l’uso dell’intelligenza artificiale tra le piccole imprese.
Insomma, per qualsiasi cosa aiuti la crescita.
Se sei d’accordo, firma la nostra petizione qui: openpetition.eu/petition/onl…
gandi retweeted
Abbiamo assistito al Genocidio più fallimentare della Storia.
O, se vogliamo essere onesti, il più inventato.
🇵🇸 GAZA
gandi retweeted
Da ieri è scattata una piccola rivoluzione, all’insegna del mercato e della concorrenza.
Vi va di vedere qual è ?
Più di 11 milioni di italiani sono iscritti alla previdenza complementare.
Vale a dire, versano ogni mese un contributo (che si somma a quello versato dal proprio datore di lavoro), che viene investito sui mercati finanziari e servirà, quando si ritireranno dal lavoro, a costituire una “gamba aggiuntiva” della propria pensione.
Quella che viene spesso chiamata “il secondo pilastro”, che si affianca alla pensione Inps, per essere chiari.
La massa di risorse al momento investite è di circa 276 miliardi.
Ma chi le gestisce? Chi le investe sui mercati finanziari con l’obiettivo di farli crescere il più possibile, nel corso dei decenni, e dare così il beneficio maggiore al futuro pensionato?
La prima opzione è rappresentata dai cosiddetti “fondi negoziali”: fondi istituiti e gestiti da sindacati e associazioni imprenditoriali in ogni comparto.
Una seconda opzione sono prodotti invece offerti dal mercato: banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio. Che offrono liberamente i proprio prodotti a chiunque voglia aderire.
Fino a ieri, un lavoratore era in pratica obbligato a rimanere in un fondo negoziale.
Se avesse scelto l’opzione di mercato, infatti, non avrebbe potuto portarsi dietro il contributo versato dal datore di lavoro. O meglio, lo avrebbe potuto dare solo se espressamente previsto…dalle parti sociali stesse, che ovviamente non avevano alcun interesse a farlo perché avrebbe diminuito la massa di risorse da loro gestite.
Da ieri invece - sempre in conseguenza della riforma del TFR e della previdenza complementare (che ho più volte definito la riforma più importante fatta finora dal governo Meloni) - la libertà di scelta è totalmente garantita: i lavoratori possono scegliere liberamente a quale piano di previdenza complementare aderire - sia quello previsto dal proprio contratto collettivo, che uno offerto da banche e associazioni sul mercato - senza perdere alcun contributo. Possono, cioè “portarsi dietro” anche il contributo che versa il proprio datore di lavoro.
Così facendo, si realizza una vera concorrenza tra i fondi, che competeranno per offrire condizioni migliori e costi inferiori. E inoltre aumenta la probabilità che quei 276 miliardi vengano investiti nell’economia reale, rendendo piu forte e solido il nostro (asfittico) mercato dei capitali.
Come tutte le riforme che promuovono mercato, liberalizzazioni e concorrenza, questa riforma sta registrano la forte opposizione dei pochi che “ci perdono” ( = le parti sociali), e il silenzio spesso inconsapevole dei tantissimi che ci guadagnano ( = milioni di lavoratori che avranno più libertà di scelta e potenzialmente pensioni complementari più alte).
E la politica? Tutta in silenzio.
Beh, quasi tutta.
gandi retweeted
Ci vendono il dolce inganno di promesse a costo zero, ma lo scherzo ricade sempre sulle spalle delle future generazioni sotto forma di debito pubblico insostenibile.
Misure spot come bonus indiscriminati, trasporti gratuiti a tappeto o sussidi slegati da una reale copertura finanziaria non rappresentano una visione politica seria. Liquidare la gestione dei conti pubblici con la frase "non faccio il ragioniere" significa abdicare alle responsabilità di governo, scaricando il costo delle follie economiche su chi oggi ha diciotto anni e si troverà un Paese economicamente compromesso.
La sostenibilità dei conti non è un esercizio burocratico freddo, ma l'unico argine a difesa del futuro, dell'equità intergenerazionale e della libertà economica del Paese.
gandi retweeted
Con le nuove regole fiscali, se vuoi spendere di più rispetto a ciò che hai deciso irrevocabilmente anni fa, lo puoi fare.
Ma devi alzare le tasse.
E anche questa manovra, infatti, lo fa. Alza le tasse a banche, assicurazioni e società energetiche, alza la Tobin Tax, riduce l’indicizzazione automatica di alcune pensioni.
Per questo, è ancora più importante assicurarsi che la nuova spesa sia utile ed efficiente.
E torniamo al punto: spendere 2,5 miliardi in tre anni per mandare in pensione prima qualche decina di migliaia di persone, è una cosa per cui vale la pena alzare le tasse?
gandi retweeted
Secondo l'Economist, le perdite totali della Russia nella guerra contro l'Ucraina potrebbero raggiungere i 2,1 milioni di persone (di cui i morti sono tra i 374.000 e 770mila)
"Prenderemo Kiev in 3 giorni"
gandi retweeted
President Zelenskyy awarded Kostiantyn Vlasenko the title of Hero of Ukraine.
Kostiantyn carried out combat missions at the position in Kharkiv region for 491 days - nearly half of that time while severely wounded and without both feet.
Yesterday, we all saw the video of Kostiantyn Vlasenko, a Ukrainian Defender from the 30th Brigade, being evacuated by drone from a position on the left bank of the Oskil River in the Kupiansk sector, Kharkiv region.
I was deeply impacted by the video and his interview.
After being seriously wounded in February, Kostiantyn lost one leg. Several months later, when gangrene set in, he had to amputate his other leg himself. Throughout all of this, he continued to hold the position alone.
Several attempts to evacuate him by land had failed, so different units of Ukraine's Defense Forces came together to rescue Kostiantyn.
I'm speechless.



















