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«May you live in interesting times» - ancient chinese curse | (Micro)blogger di (Macro)economia (e politica): euro/UE/liberismo e altri crimini contro l'umanità

Italy
Joined February 2014
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Comunque mi avete convinto, Tusk ha fatto bene, visto che il CSM è a maggioranza di sinistra ora Giorgia dovrebbe mandare la polizia a rimuoverlo e sostituirlo con un gruppo di ultras della Lazio presi a caso.
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Replying to @gr_grim
Manco l'inflazione riescono a tenere sotto controllo e vogliono regolare il clima da qui a 70 anni. 🤡🤡🤡
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Avete capito? Siamo nell'era glaciale e la prova è che fa freddo, ma c'è il riscaldamento climatico che la ferma, e la prova è che fa caldo. E comunque, la colpa è sempre della tua panda diesel. I professionisti dell'informazione sono sempre una garanzia.
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Ovviamente, il che è ridicolo. L’Italia era da bastonare a prescindere, la Francia no. Anche l’Italia era too big to fail, ma se crolla la Francia crolla anche la Germania. Quindi si tira avanti dando un calcio alla lattina, sino a che la lattina esploderà.
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E che dire de @LaStampa che ha deciso di contendere lettori al @ilmanifesto pubblicando ogni giorno pezzi di approfondimento empatici sui poveri ladri che rubano per bisogno e sugli eroici avvocati che li difendono dalla polizia...
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Grim retweeted
Mi stai dicendo che abbiamo importato masse di persone che .. non servono a niente?
La rabbia del quartiere di Marracash a Milano: “I ragazzi si drogano, non hanno alternative” #ANSA ansa.it/sito/notizie/cronaca…
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A parte le grottesche spese pazze, a preoccupare dovrebbe essere l'indebitamento dell'Ue, che nel 2027 arriverà a 1.000 miliardi di euro. Per cosa? Beh, il NGEU (cioè Recovery fund, cioè i PNRR), i prestiti all'Ucraina (che arriveranno a 170 mld al 2027) e il SAFE per gli armamenti (75 mld al 2027). Ciò detto, la Corte dice: "I costi di finanziamento attesi per il NGEU per l’attuale QFP rimangono il doppio delle stime iniziali". Ma sui media non si vede nessun ditino alzato.
La Corte dei conti europea è sempre fonte di interessanti analisi sull'allegra brigata di Bruxelles. Oggi su @LaVeritaWeb.
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Il surrettizio allargamento delle competenze della Commissione prosegue, a dispetto dei trattati. Questa, in particolare, è una stupidaggine come fu quella del gas nel 2023, visto che aggregare la domanda in una crisi di offerta non risolve assolutamente nulla, né sui prezzi né sui volumi fisici. Siamo sempre al medesimo punto: l’Unione cerca le crisi per sfruttarle onde allargare il proprio raggio d’azione, sottraendo de facto sovranità agli Stati. Naturalmente, sempre ben al riparo dal processo elettorale.
Crisi energetica, l’Europa tenta la carta del compratore unico, ma è un piano rischioso: chi farà da buyer? Ursula #vonderLeyen ha lanciato una task force per aggregare la domanda di energia e organizzare acquisti congiunti attraverso un unico operatore. Ma chi potrebbe fare concretamente da acquirente per l’Europa? È difficile pensare a un grande gruppo energetico, magari quotato, che si metta a fare acquisti anche a beneficio dei competitor. Se c’è qualcosa che nel mondo oil & gas è blindato ai massimi livelli da clausole di riservatezza sono proprio i contratti di acquisto delle forniture: tinyurl.com/2nnebs9r
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George Clooney criticherà invece la legge di bilancio
Richard Gere critica il modello Italia-Albania per la gestione dei migranti e avverte che potrebbe diventare un precedente per tutta l’Europa. Nel mirino anche i Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio, dove vengono trattenute persone straniere in attesa dell’esecuzione di un provvedimento di espulsione. Secondo il report 'Trattenuti' di ActionAid, però, il sistema mostra risultati limitati: nel 2025 nei Cpr sono entrate 6.835 persone, ma solo il 25,3 per cento è stato rimpatriato. È su questa distanza tra detenzione ed efficacia dei rimpatri che si concentra anche l’appello dell’attore: «I diritti umani non si fermano alle frontiere». Video ActionAid #gere #italia #albania #cpr
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Insomma, i giudici hanno facoltà di distruggere un settore strategico dell'economia a loro discrezione. Hanno fatto chiudere l'area a caldo di Cornigliano, ora quella di Taranto. Saranno contenti i cinesi.
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Forse non tutti sanno che... le nuove regole fiscali europee pongono un limite alla spesa pubblica netta in termini NOMINALI. Se c'è inflazione oltre le attese, lo Stato non può adeguare ai prezzi prestazioni, stipendi ecc. senza finire in procedura per deficit eccessivo.
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Facciamo andate l'EZ in iperinflazione per salvare la Francia creando le condizioni per la DExit o li facciamo andare in default garantendo quindi il collasso dell'Euro? Certo, si potrebbe sempre fare guerra alla Russia per buttare la palla in tribuna.
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Ancora una volta la Cina grande consumatore ma grande raffinatore ha in mano alcune leve importanti e le usa. L'Europa no, non ha niente e fa riunioni a Bruxelles.
L'importanza strategica di avere capacità produttiva in eccesso spiegata bene.
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Spendiamo 100 miliardi proprio nel momento in cui dall'altra parte stanno cercando di capire come fare a gestire lo scoppio della bolla. Vecchio, giallo e gonfio.
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La privatizzazione del settore energetico ce l'ha imposta la UE (anni 90). La liberalizzazione del mercato dei prezzi ce l'ha imposta la UE (1996). Il mercato ETS per le quote di CO2 ce lo ha imposto la UE (2005). Le sanzioni alla Russia ce le ha imposte la UE (2022). L'abolizione del mercato tutelato per l'energia elettrica e per il gas ce l'ha imposta la UE (2024). Dal 1996 a oggi la bolletta dell'elettricità è aumentata del 217% in valori nominali (+89% in valori reali), quella del gas del 156% (+60% in valori reali). Dalla UE non basta uscire. Va distrutta per poi cospargere di sale le sue rovine di modo che non rinasca mai più.
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La Famiglia nel bosco va perseguitata come i vandeani nel 1791 perché non si adegua alle norme laiche della religione di Stato. Se un africano va in seconda media e non sa l'italiano non bisogna discriminarlo perché poverino la sua diversità va rispettata.
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La decisione di ENI di fissare un prezzo massimo di benzina e gasolio non piace alle altre compagnie e ai soliti noti. C'era da aspettarselo. Ma al di là di questo, la decisione segnala che la tanto bistrattata energia "fossile", che rappresenta in Italia ancora il 70% circa del fabbisogno di energia primaria, è preponderante e decisiva negli equilibri economici e industriali. Il "sogno europeo" di un mondo che si adegua ai wishful thinking verdi di Bruxelles si rivela un brutto incubo, nonostante gli avvertimenti che pure ci sono stati, da più parti, da anni. Inascoltati. Il prezzo si fa al margine, in tutti i settori economici, e l'energia elettrica da rinnovabili è ancora molto lontana dal sostituire i consumi di gas e petrolio. L'energia verde ha sinora integrato e non sostituito a livello mondiale l'energia primaria da fonti fossili, perché crescono i consumi di energia complessivi a un ritmo superiore alla crescita del green. Per questo, la politica industriale europea nota come Green Deal rappresenta la più chiara forma di suicidio economico della storia. Avere dismesso capacità di raffinazione, avere disincentivato gli investimenti in idrocarburi, avere penalizzato i consumi di gas con una tassa come l'ETS, avere prima favorito eccessivamente e poi rinnegato improvvisamente il legame Germania-Russia sul gas, avere favorito l'industria tedesca dell'auto obbligando tutti all'elettrico, tutto ciò rappresenta un disastro di cui nessuno si sta assumendo la responsabilità politica. Bruxelles resta al riparo dal processo elettorale, come disse qualcuno. L'ETS, ad esempio, è stato creato espressamente per far alzare il costo dell'energia prodotta con gas e carbone, ottenendo così l'effetto di 1) far alzare il costo di tutta l'energia, anche di quella green; 2) abbattere la competitività dei settori industriali energy-intensive, che sono al limite del collasso. Ci aspetta un autunno di chiusure, delocalizzazioni e licenziamenti se non si agisce subito. Finita la sbornia verde, ora appare chiaro che contano due cose soltanto: l'indipendenza e la sicurezza energetica, due obiettivi che i sistemi-paese noti come Cina e USA perseguono senza fronzoli e seguendo logiche di potenza. Mentre i paesi europei sono anestetizzati da Berlino, ehm, Bruxelles, cui hanno delegato in bianco la politica industriale, una delega che neutralizza qualunque possibilità di azione mentre il mondo richiede capacità di agire in modo efficace. La lezione di USA e Cina è chiara: nessuno sconto a chi non capisce i fondamentali degli equilibri internazionali, né a chi pur capendoli non agisce in modo conseguente. Servono azioni di governo in chiave di sicurezza energetica e prosperità economica, due elementi che Berlino, ehm, Bruxelles non può fornire. Non può perché l'Ue nasce espressamente come veicolo della potenza regionale tedesca, da sempre inadeguata culturalmente a leggere il presente e ad immaginare un futuro. Gasolio, gas, petrolio, carbone sono ancora la chiave della prosperità, piaccia o meno. La capacità di controllare le fonti energetiche è la chiave del futuro. Una chiave che Bruxelles non ha, non ha mai avuto e non avrà mai. (Grafico: ENEA, Analisi trimestrale del SISTEMA ENERGETICO ITALIANO Anno 2025 n. 1/2026)
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terzo giorno con gli stessi lanci vogliono provare ad aprire una narrazione
Irpef, chi paga davvero l'imposta sul reddito in Italia? Le dichiarazioni presentate nel 2025, relative ai redditi prodotti nel 2024, mostrano una forte concentrazione del prelievo: 42,8 milioni di persone hanno presentato una dichiarazione dei redditi, ma soltanto 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Considerando una popolazione complessiva di circa 58 milioni di residenti, l'analisi di Itinerari Previdenziali individua quindi circa 24,8 milioni di persone che non risultano versare Irpef. Complessivamente sono stati dichiarati 1.076 miliardi di euro di redditi, per un gettito complessivo di 216,24 miliardi di euro (193,316 per l’Irpef ordinaria; 16,17 per le addizionali regionali e 6,76 per quelle comunali). A pagare sono però i 'soliti noti': nonostante aumentino sia i dichiaranti, vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi, sia i versanti, vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di Irpef, il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l’anno - all’incirca 2mila euro netti al mese – e versano il 65% di tutta l’Imposta sui redditi delle persone fisiche. Sul versante opposto, sono circa 24,8 milioni gli italiani che non dichiarano redditi, corrispondendo poco o nulla delle imposte dirette necessarie, tra le altre cose, a sostenere i costi del nostro welfare.
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L'arresto del candidato "vincitore sbagliato" delle elezioni romene fa cadere l'ultimo mito. Chiunque osservi spassionatamente la realtà deve ammettere che l'UE è un'istituzione autoritaria, che non c'è reale democrazia perché non è consentito violare limiti non scritti.
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