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writer / musician / director - ASK THE SAND documentary https://teapawt.net/t.co/N9sx7mS5fb - il sabato, ogni tanto, su Il Foglio

italy, going west
Joined March 2010
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Giangiacomo si rivolta nella tomba. Grazie @GinevraLeganza #feltrinelli #maranza
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Sono d’accordo con @AndreaMinuz , andate al vedere #digger e date l’oscar a tom cruise
Io non voglio parlare del Nobel, io voglio parlare dell'Oscar a Tom Cruise - e andate a vedere *Digger*
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Listen to @afalkhatib voice! #gaza #naza #hamas
To all, especially those who consider themselves “pro-Palestine” and who liked the Israeli-made documentary film NAZA about the Israeli military’s use of novel AI and technological means for aggressive targeting during the war in Gaza: would you be equally enthusiastic about a Palestinian-made documentary showcasing how Hamas engaged in asymmetric warfare since October 7? Would you give a lengthy standing ovation to a documentary that detailed how the terror group abused civilian infrastructure to hide weaponry, fire projectiles, carry out ambushes, conduct hit-and-run attacks, divert aid, steal supplies, torture Gazans, hide inside schools and hospitals, and ignore Palestinian civilians’ pleas for it not to use their homes, properties, shelter areas, or humanitarian zones for militant activities? Given the danger to the lives of Palestinians who speak openly to cameras, would you be just as embracing, believing, and accepting of Palestinian voices in Gaza who would offer anonymous testimonies for this documentary, given that you’re clearly comfortable with members of the Israeli military offering anonymous testimonies and details about their army’s behavior? To be clear, this is not a 1-to-1 comparison between the subject of NAZA and this theoretical documentary about Hamas. The point is that I strongly believe there is a greater willingness to believe Israelis when they speak out against their military and government. Could it be that when and if Palestinians do the same about the fascist terrorist group that has ruled them with an iron fist for two decades and led them to mass devastation, they aren’t actually heard? Could it be that, in fact, Israeli voices serve the narrative in ways that are more palatable to "pro-Palestine" Western audiences than actual Palestinians opposed to or living under Hamas? If you genuinely want to understand how Hamas’s so‑called “resistance” guaranteed Gaza’s devastation after October 7, I will personally be leading an international effort to assemble the talent and resources needed to produce a documentary rooted in Palestinian self‑interest rather than Israeli state narratives and tell the hidden and untold truths regarding this terror “resistance” group.
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“La strage degli innocenti, il silenzio della Innocenzi” ~ geniale come sempre @LuigiMascheroni su #ranucci e #lavitola e il doppio moralismo
Dedicato a Giulia Innocenzi
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la grande #lovestory in stile harmony dell'estate: straordinaria @GinevraLeganza che indaga la (auto)fiction di #ranucci
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Meraviglioso @LuigiMascheroni sulle #donne di #omero
Ma perché Omero ha dato così poco spazio sullo schermo alle donne? Eh, perché?
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The giant Mel Brooks is 100 thanks to @chrissteinplays #melbrooks
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Cose che succedono in #Spagna grazie @lucianocapone
Javier Cercas, scrittore dichiaratamente socialista autore del celebre "Anatomia di un istante" sul fallito golpe del 1981, così su El País descrive la situazione politica in Spagna: "Non è affatto facile spiegare al di fuori della Spagna, a meno di non ricorrere a teorie del complotto, come possa restare al suo posto un presidente [Sánchez] mentre sono indagati dalla magistratura sua moglie, suo fratello, la sua ultima mano destra, la sua penultima mano destra, la mano destra della sua penultima mano destra e un gruppo del suo stesso partito il cui segretario di Organizzazione orchestrò, secondo il giudice, una "struttura criminale" per screditare gli avversari; e anche Zapatero che per il presidente era molto più importante di molti ministri". elpais.com/eps/2026-06-20/za…
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Una chicca che mi ero perso. Grazie @LuigiMascheroni #michelamurgia
A questo punto lo ripubblico… “Ma perché?”. Così… (è del luglio 2021, lei viva naturalmente)
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<<Un peperone è più di un peperone anche quando sembra solo un peperone. E’ un “peperone potenziato”>> come scriveva nel 1932 il grande fotografo americano #EdwardWeston #fotografia
Il fotografo delle passioni - Edward Weston e la ricerca maniacale delle forme pure. Una vita d’amore e d’ossessione. In mostra a Torino. L’articolo di Vittorio Bongiorno è sul Foglio del weekend edicoladigitale.ilfoglio.it/
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ottima risposta di @claudiocerasa alle lettere al @ilfoglio_it sul "virus #BenGvir "
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Scriviamo e leggiamo sempre peggio. Grazie @LuigiMascheroni #libri #lettura
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Eyal Waldman è un imprenditore israeliano, da sempre sostenitore della pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi. Ha donato risorse per ospedali a Gaza, ha creato posti di lavoro per i palestinesi in Cisgiordania. Sua figlia è stata uccisa il 7 ottobre mentre ballava al Nova Festival. Ieri è andato a stringere la mano ai dimostranti pro-pal di fronte alla Biennale a Venezia. Ecco come l’hanno accolto. Nella questione mediorientale - come in tutte le altre - vanno isolati i violenti e gli estremisti e occorre mettere insieme gli uomini e le donne di buona volontà.
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La #flotilla dance, il ballo dell’estate
Flotilla activists film themselves dancing sexually, calling for the release of 2 suspects arrested by Israeli security for ties to terror groups. I think we should let them into Gaza to perform their pro-Hamas dance. I’m sure it’ll end very well. 🤡
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Non vedrete nessuna Flottilla, per lei. Nessuna manifestazione di piazza. Nessun artista - largamente sussidiato con denaro pubblico - fare gesti simbolici sui tappeti rossi. Non leggerete - probabilmente - neanche nessuna dichiarazione della politica. Si chiama Narges Mohammadi, un’attivista per i diritti umani in Iran, insignita nel 2023 del Premio Nobel per la Pace. Il regime iraniano per tanti anni l’ha incarcerata e condannata a centinaia di frustate, solo perché chiede libertà, democrazia e il rispetto dei diritti umani. L’ultima volta è stata arrestata, e picchiata, nello scorso dicembre. Ora ha gravi problemi cardiaci, ma quei criminali del regime iraniano le stanno persino negando le cure. E sta rischiando la vita. Mobilitare l’opinione pubblica su queste cose non “rende” sul mercato politico, perché non è né un attacco agli Stati Uniti, né ad Israele né in generale alle società occidentali, quelle caratterizzate dal binomio tra economia di mercato e democrazia politica. Noi del @Partito_Libdem però non ci siamo mai accodati al mainstream: e continuiamo a dire a voce e testa alta di il cancro del mondo (e la minaccia alla pace) non sono le società occidentali, ma i regimi, le dittature e le teocrazie.
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Non vedrete nessuna Flottilla, per lei. Nessuna manifestazione di piazza. Nessun artista - largamente sussidiato con denaro pubblico - fare gesti simbolici sui tappeti rossi. Non leggerete - probabilmente - neanche nessuna dichiarazione della politica. Si chiama Narges Mohammadi, un’attivista per i diritti umani in Iran, insignita nel 2023 del Premio Nobel per la Pace. Il regime iraniano per tanti anni l’ha incarcerata e condannata a centinaia di frustate, solo perché chiede libertà, democrazia e il rispetto dei diritti umani. L’ultima volta è stata arrestata, e picchiata, nello scorso dicembre. Ora ha gravi problemi cardiaci, ma quei criminali del regime iraniano le stanno persino negando le cure. E sta rischiando la vita. Mobilitare l’opinione pubblica su queste cose non “rende” sul mercato politico, perché non è né un attacco agli Stati Uniti, né ad Israele né in generale alle società occidentali, quelle caratterizzate dal binomio tra economia di mercato e democrazia politica. Noi del @Partito_Libdem però non ci siamo mai accodati al mainstream: e continuiamo a dire a voce e testa alta di il cancro del mondo (e la minaccia alla pace) non sono le società occidentali, ma i regimi, le dittature e le teocrazie.
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