keymor (@keymor_) profile picture

...

Joined September 2012
Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)Photo by keymor (@keymor_)
keymor retweeted
Inter perde contro il Beer Sheva in Europa League: "Inter ma non ti vergogni?" Milan perde contro il Ferencváros: trafiletto quasi invisibile sotto il titolone della Juve. "La gazzetta dell'Inter" 😂
29
57
6
504
28,658
"Complottista" nasce con Kennedy per zittire chi dubitava della Warren, ma valeva per l’incendio del Reichstag, per l’incidente del Golfo del Tonchino, per le finte fialette di Colin Powell all’ONU. I complotti esistono, ma il potere li ammette solo quando sono passati.
3
18
1
68
2,037
Donald Trump ha perso e la colpa è solo sua, ma uno dei dati più interessanti è la sconfitta di molti candidati sostenuti dalle lobby filo israeliane, che fino a poco tempo fa a spadroneggiavano nel Congresso statunitense . Questa è una svolta di cui si sono accorti in pochi. Ascolta l’analisi del voto che ho avuto il piacere di commentare con @MarcoCarnelos moderati dalla nostra Enrica Perucchietti per Venti alle 20 ovviamente su @LibertiMedia. ▶️ youtu.be/-7FWJXyoQf4?is=WvGn…
15
114
6
315
4,130
keymor retweeted
Replying to @keymor_
Oppure 13 sconfitte. Con 12 tanto non si viene esonerato
2
77
Eppure...nessuno "credeva in loro"- cioè noi, quando, a nostra volta, eravamo la generazione dei giovani. Basta sentirsi "Nel Ghetto" di Alberto Radius (1977), per capire lo spirito di quei tempi. Non dissimile dai prevalenti aspetti critici dell'oggi. Almeno loro potevano dire - oltre che "Io non ho un partito / Non mi basta il sindacato / Un lavoro non me l'hanno mai trovato" - anche: "La riconversione non mi sembra una ragione / Per confondere lo schiavo col padrone" (e basta sostituire "transizione", green, a "riconversione") ed emergerebbe una differenza non da poco... E la differenza stava nel fatto che quei giovani degli anni '70 erano italiani cresciuti, (in larga maggioranza generazionale), nelle condizioni di emarginazione da neo-urbanizzazione: cioè, erano la seconda generazione degli sradicati dalle campagne ("i ragazzi della via Gluck" erano la prima). Ed erano tanti. Perciò il voto a 18 anni li faceva pesare e poneva il problema di come neutralizzarli. Cosa avvenuta con successo. Ora sono comparativamente pochi, per macroscopiche ragioni di crisi demografica (indotta); ed è perfettamente prevedibile, anzi ancora più strutturale, che il capitalismo liberale oligarchico, col suo nichilismo, non creda in loro. E che nessuno si preoccupi, - tutt'altro -, di indicargli le vere forze a cui contrapporsi. Da cui una ancora più acuta mancanza di coscienza sugli strumenti per farlo... Ma questa assenza di coscienza dei termini del conflitto e degli strumenti politici per risolverlo - in realtà già ben scolpiti nella Costituzione, la cui mancata attuazione si manifestava anche allora - non riguarda perciò solo i giovani "in cui nessuno crede". Riguarda tutti gli italiani in cui, da 50 anni, a causa della dottrina del VINCOLO ESTERNO, NESSUNO ESPLICITAMENTE VOLEVA CREDERE orizzonte48.blogspot.com/201…
Un desiderio inascoltato di senso. Sono giornate di grandi mobilitazioni di ragazze e ragazzi, nelle città italiane, in tante città europee. In Serbia e in Brasile, attraverso il voto, hanno rigenerato speranza. Nonostante i martellanti tentativi del Governo Meloni e dei media al seguito di criminalizzarle, per inaccettabili vigenze di pochi, sono ondate di presa di coscienza e di sana rivolta contro la rassegnazione, il rattrappimento nella solitudine disperata. La Politica, per ritrovare la sua missione, deve ascoltare, dialogare e coinvolgerli per costruire risposte. Trascrivo qui sotto l’articolo della prima pagina di oggi dell’Osservatore romano. Merita lettura e riflessione. “Le proteste studentesche, dall'Italia alla Francia come in tanti altri Paesi, rivelano anche un desiderio profondo di senso, appartenenza e futuro. Ma chi veramente si mette in ascolto? Si può essere favorevoli o contrari alle manifestazioni che come ogni autunno, tornano a riempire le piazze curopee. Ma una cosa va detta: se nell'epoca dell'intelligenza artificiale, delle macchine che volano, delle conquiste tecnologiche e delle infinite possibilità di comunicazione tanti giovani, dalla Francia all'Italia, dalla Serbia al Portogallo, senza peraltro considerare quelli che l'anno scorso sono scesi in piazza in Madagascar, Nepal, Indonesia, Filippine o Messico, continuano a, tanti esprimere un disagio, significa che qualcosa abbiamo sbagliato. E allora oggi ce lo chiediamo. Come mai la Chiesa non ha intercettato queste esigenze, individuali e collettive? Dove hanno mancato la famiglia, la scuola, la politica, la società? Chi ascolta questi ragazzi quando tornano a casa e spengono i telefoni? Hanno spazi comunitari in cui dialogare, incontrarsi? Cosa offriamo loro? Al fine di dare una nostra interpretazione, andando più in là della cronaca degli scontri, delle condanne e delle facili generalizzazioni, ci siamo impegnati in quella che Aldo Moro chiamava ‘l'intelligenza degli avvenimenti’, cercando e sentendo varie voci. Perché dietro il disagio, la rabbia e il disorientamento - sicuramente non dietro la violenza ingiustificata - può nascondersi un desiderio inascoltato di senso, appartenenza e futuro. E accanto a chi distrugge ci sono tanti giovani che, silenziosamente, costruiscono. Forse il primo passo è tornare a credere in loro”. @oss_romano
4
65
6
123
3,882
keymor retweeted
Posso far finta di star bene ma mi manchi
8
78
5
1,325
19,434
OpenAI CEO Sam Altman believes people owning RAM for their own PCs is a waste and instead should be saved for data centers "It’s quite terrible to have everyone have a bunch of the world’s limited supply of DRAM sitting in their own computer."
2,817
1,134
3,218
17,118
7,336,158
Matrix'in orijinal senaryosu neydi, biliyor musunuz? İnsan bedeninin enerji kaynağı olarak kullanılması değil; insan beyninin RAM olarak kullanılması. Çok daha mantıklı. İnsan beyninin işlem gücüne süper bilgisayarlar bile ulaşamıyor. Ama sinema kitlesinin anlaması zor olacağından senaryo değiştirilmiş. Şuanda dünyada RAM krizi var. Bilgisayarlar çok pahalandı. Firmalar sıkıntıda. Üretim planları değişti. Çünkü yapay zeka firmaları muazzam RAM tüketiyor. Tüm piyasayı tek başına ele geçirdiler. Tek tüketici olmak istiyorlar. Bunu konuşmuştuk. Bu iş nereye gider; parayla bile cep telefonu, bilgisayar bulamadığınız çağ değişimine. Kendi yönettiğiniz cihazlar olmayacak. Evde, çarşıda, metroda ekranlar olacak. Başkaları ne koyarsa onu izleyeceksiniz. Öyle şey olur mu demeyin, zaten 20 yıl öncesine kadar 100 yıldır öyleydi. Televizyon ve sinema öyle işler. Ama ben daha çok "1984" stili bir dönüşüm bekliyorum. İnsanlık tarihinde 40 yıllığına dijital kontrol sahibi olduk diyebiliriz. Birkaç yapay zeka devi birleşip tek bir güç oluşturup kalan tüm şirketleri yutacak. Sadece RAM tekelleşmsi bile neler yaptı. Stok firmaları çöküyor. Adobe neler yaşıyor. Google, Windows, Meta; hepsine sıra gelecek. Bilgisayarınızı bir açacaksınız; işletim sistemi yok, program yok. Sadece yapay zeka ekranı var. Promt istiyor. Bir süre sonra onu da istemeyecek. Sana konut verecek. Sonra o da geçecek. Beynine çip olacak. Senin beyninin işlemcisini kullanan yapay zeka firmaları. Başlangıçta geliri iyi olacak. Beyninizin işlem gücünü satan makine olmak iyi gibi gelecek. Sorun şu ki; bir süre sonra bunu bedavaya yapacaksınız, çünkü çip öyle söyleyecek ve bunun kendi düşünceniz olduğunu zanneceksiniz. Bildiğiniz Matrix.
OpenAI CEO Sam Altman believes people owning RAM for their own PCs is a waste and instead should be saved for data centers "It’s quite terrible to have everyone have a bunch of the world’s limited supply of DRAM sitting in their own computer."
177
1,205
79
8,550
533,469
La migliore analisi letta fin qui. Maxi speculazione edilizia in beneficio esclusivo dei fondi, non dei club né tantomeno dei tifosi o dei cittadini. Del resto operazione coerente con ciò che è stato fatto a Milano e di Milano negli ultimi 10-15 anni.
Il nuovo stadio di San Siro permetterà ad Inter e Milan di ridurre significativamente il gap con le big europee e ai tifosi di sognare di vedere in nerazzurro e rossonero i nuovi Ronaldo e Van Basten? La considerazione che nessun giornalista presente al Castello Sforzesco e nessun content creator dalla sua cameretta si è preoccupato di fare è l’unica che dovrebbe interessare davvero ad addetti ai lavori ed appassionati. Forse perché la risposta è negativa, visto che le ultime stime disponibili, in attesa del Piano di Fattibilità Economica, indicano ricavi incrementali aggregati per circa 120 milioni di euro l’anno, 60m per ogni club. A regime, ossia, se tutto va bene, non prima del 2035, se si venderanno sempre tutti i 13 mila biglietti premium alle aziende e quando saranno terminati anche i lavori di riqualificazione dell’intera area, con hotel, centro commerciale, uffici, store ufficiali e probabilmente anche appartamenti. Cifra da cui, per almeno 20-25 anni, si dovranno dedurre una cinquantina di milioni per ripagare i finanziamenti per completare l’intera operazione che i club hanno per una parte già richiesto e ottenuto da un pool di istituti finanziari solo per comprare l’area. Cosa resterà ai futuri Marotta e Cardinale da spendere ad ogni sessione estiva di mercato? Un Jones o un mezzo Ramos in più, dando per scontato che i prezzi dei cartellini restino questi. Anche il tanto strombazzato accordo per il naming rights del nuovo impianto con #Generali non è poi così conveniente: se i 13 milioni l’anno che incassano i club ogni stagione sono una cifra in linea con i parametri europei attuali, essersi vincolati per un quarto di secolo con la compagnia di assicurazione impedirà di sfruttare il trend crescente delle sponsorizzazioni sportive. L’affare lo faranno sicuramente le due proprietà di Inter e Milan che possedendo una intera zona di Milano ulteriormente riqualificata, sicuramente non degradata e ben servita dalla metro, potranno raggiungere l’obiettivo minimo di una valutazione dei club di almeno due miliardi di euro quando, Oaktree prima di Cardinale, li metteranno in vendita. I tifosi invece potranno assistere alle partite in uno stadio nuovo, più tecnologico, più green e più comodo, con spazi più ampi, con più ristoranti e bar e bagni migliori, ma con meno di 60mila posti a disposizione e con prezzi aumentati, visto che circa 13mila saranno dedicati a sky box ed hospitality. Dovendo anche digerire l’abbattimento del Giuseppe Meazza che per molti, se non per tutti, è una icona della città tanto quanto Duomo e Scala. Ne vale la pena? Evidentemente sì, visto che le poche voci dissonanti e critiche sono spesso isolate se non apertamente ostracizzate o esposte al pubblico ludibrio social. Ma Inter e Milan non saranno più competitive in Champions, saranno solamente più ricche le loro attuali proprietà con una speculazione edilizia mascherata da investimento sportivo .
10
12
214
32,241
keymor retweeted
"Il nuovo stadio? Siamo davvero soddisfatti, ora sono curioso di vedere quello dell'Inter"
14
67
1
1,864
24,951
È triste e preoccupante l’esito delle elezioni in Israele. Conferma un largo consenso, sebbene non maggioritario, al Governo Netanyhau, responsabile, insieme ai suoi Ministri, di genocidio a Gaza e pulizia etnica in Cisgiordania, crimini ancora in corso indisturbati. Va ricordato. Come va ricordato che Eisenkot, Bennet e Lieberman, i leader dei principali partiti del blocco dell’ ‘opposizione’ al Primo Ministro in carica, si oppongono al principio “due popoli, due Stati” e coprono tutto l’arco delle posizioni sull’annessione della Cisgiordania (dal No di Eisenkot per timore di perdere l’identità sionista della nazione, al Si di Bennet). Poi, indubbiamente, come scrive oggi Gad Lerner su Il Manifesto, vi sono raggi di luce: innanzitutto, la straordinaria affermazione delle due liste dei palestinesi israeliani. Si apre un varco di speranza. È riassunto da una domanda fatale: Il blocco di opposizione, guidato dall’ex Capo di Stato Maggiore dell’Esercito israeliano, si allea con rappresentanti dei palestinesi? Questi ultimi hanno dichiarato disponibilità, anche, senza entrare nell’esecutivo, con il sostegno ‘esterno’. Scrive Gad: “Se Gadi Eisenkot confermasse quanto sostenuto in campagna elettorale —ovvero un no di principio a qualsivoglia collaborazione con le ‘liste arabe’, cioè palestinesi— il mito residuo della democrazia israeliana non ne uscirebbe incolume. Che senso ha riconoscere (a stento, come si è visto) il diritto di voto a una minoranza del 20% della popolazione salvo poi applicare nei confronti dei suoi eletti una discriminazione di natura etnica, non politica? Chi rifiuta l'equiparazione automatica tra sionismo e razzismo (non a caso chi in Israele e negli Stati uniti si adopera per la formazione di un governo di unità nazionale col redivivo Netanyahu, lo chiama «blocco sionista») si troverebbe in forte imbarazzo. È stato per primo Yair Golan, il leader che ha restituito una presenza dignitosa seppure marginale alla sinistra israeliana nella Knesset, a denunciarlo: attribuire un valore diverso a voti ebraici e voti arabi sarebbe, parole sue, una «distinzione razzista». Dettaglio non irrilevante: i Democratici, con Golan, hanno ottenuto più voti dei partiti di estrema destra di Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich”. Le scelte a Tel Aviv investono il futuro di Israele, dei palestinesi e di tutti noi. I governi europei, il nostro per primo, continuano a girarsi dall’altra parte, vili e conniventi cn i carnefici. Invece, potrebbero giocare un ruolo significativo per la pace, la sicurezza di Israele e il diritto del popolo palestinese a una patria e uno Stato. #Israele #Gaza #cisgiordania #Europa @gadlernertweet @ilmanifesto
14
7
1
29
1,365
Sarebbe carino farne uno anche noi.
1
2
9
393
Italia: Repubblica acostituzionale corporativista. È l’esito, determinato anche dalla Legge di Bilancio in arrivo, della politica economica del Governo Meloni-Giorgetti: dal “contributo di solidarietà” dalle banche, al price cap da big oil, alla miriade di flat tax, il presupposto dell tassazione non è più la capacità contributiva della persona (fisica o giuridica), valgono soltanto i rapporti di forza e la disponibilità al voto di scambio economico-elettorale di ciascuna corporazione. Ripropongo una dual income tax. Ne scrivo @DomaniGiornale #leggedibilancio @MEF_GOV @Quirinale
3
10
1
21
1,341
Chi ha paura nel 2026 del cognome #Mussolini? Sicuramente non Lotito che, fregandosene quasi sempre giustamente dell’opinione dei media e dei suoi tifosi, ha affidato a Gattuso il compito di puntare, più per necessità che per convinzione, sul 23enne Romano Benito Floriani Mussolini per puntellare la fascia destra. Venendone ripagato con prestazioni spesso oltre la sufficienza e ieri sera con il suo primo gol in serie A nell’orgia di reti concessa dal Sassuolo del forse già ex predestinato Aquilani. Il pronipote del Duce, figlio dell’agitatrice televisiva ed ex parlamentare Alessandra, non è un fenomeno, è un esterno destro di gamba e intensità che sta sfruttando nel migliore dei modi il momento d’oro della Lazio. In questa serie A dove i debuttanti Lulli e Cinquegrano si impongono facilmente e in questo calcio dove Palestra vale più di 50 milioni dopo una stagione da un gol con il Cagliari c’è spazio e speranza per tanti. Il punto è che, almeno fino a ieri, il rendimento di Floriani è passato quasi sotto silenzio, per la paura di troppi di essere bollati come fascisti se si usa o peggio si esalta chi possiede quella parte del doppio cognome che è una possibilità prevista dalla legge italiana. A nessun editore o giornalista piace subire critiche sui social o avere problemi sul lavoro se si diventa facili bersagli da parte di chi ha fatto dell’antifascismo una lucrosa professione come un Berizzi o uno Scanzi qualsiasi o di chi sventola la bandiera di un (impossibile) ritorno del fascismo per sfasciare tutto e dare un senso alla propria vita da fancazzisti come i giovani ribelli anarchici e dei centri sociali. Meglio quindi “punire” un ragazzo che convive senza lamentarsi mai con un cognome di cui non deve vergognarsi e che è pure molto più pesante da portare rispetto ai vari Maldini, Stankovic e compagnia. Oggi la Gazzetta nella sua edizione cartacea ha già sollevato come potenziale ostacolo per la sua carriera l’urlo Mussolini ripetuto 5 volte dai tifosi laziali per celebrare allo stadio il suo gol. Una cretinata colossale, una perfida strumentalizzazione o semplicemente un avviso per chi potrebbe convocarlo in Nazionale o essere interessato tra le big a investire su quel ragazzo? In ogni caso un pregiudizio contro cui Floriani è abituato a convivere ma che non deve trasformarlo in feticcio o vittima a seconda delle proprie idee politiche. Lui intanto corre e non molla. Mai.
43
13
6
183
31,300
keymor retweeted
Pazzesca la heatmap di Zielinski oggi
22
216
7
2,846
35,172
keymor retweeted
Replying to @marifcinter
Ci difende marelli pensa te quanto è sporca
1
14
574
Draghi (2011): "C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende.."
Draghi: "I giovani protestano perché percepiscono le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima. Nessuno li ascolta". Lo afferma l'ex premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi in un'intervista a Bloomberg. #ANSA ansa.it/sito/notizie/mondo/2…
22
96
8
261
9,745
Quando capirete che le nostre fonti sono molto vicine ai protagonisti del giuoco del pallone sarà troppo tardi. Vi diciamo da mesi che Conte non prende squadre in corsa e oggi ve lo ha dovuto scrivere lui su carta bollata. Siamo esausti. 👀👑
3
1
39
1,899
"Sugli scontri di Milano del fine settimana non ci sono evidenze di interferenze da parte della Russia. Gli elementi in mano all’intelligence, infatti, a sette giorni dai fatti, sembrano escludere qualsiasi coinvolgimento da parte di Paesi stranieri nella regia delle manifestazioni di piazza che hanno portato alle violenze da parte di molti giovani nel centro di Milano. Il concetto è nelle relazioni dei Servizi e ieri lo ha confermato, durante un’audizione di tre ore di fronte al Copasir (il Comitato parlamentare che esercita il controllo sui servizi segreti) anche il direttore dell’Aisi, Bruno Valensise: quest’ultimo ha parlato di spontaneismo che nasce da un tam tam sui social e dietro al quale non ci sarebbero regie di Stati esteri". (Fatto quotidiano)
17
32
16
98
11,249