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Musica e Beatles

Yellow Submarine
Joined May 2009
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perché poi alla fine le cose più semplici, come l’amore che ti da un cane, sono anche le cose più belle
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💔 8 novembre 1968: John Lennon e Cynthia, la fine di un amore 💒 L’8 novembre 1968, in un tribunale di Londra, veniva emesso il provvedimento che apriva la strada al divorzio tra John Lennon e Cynthia Powell. Si concludeva così una storia d’amore nata ai tempi del Liverpool College of Art, quando John era ancora un ragazzo ribelle e sconosciuto, lontanissimo dalla fama mondiale che lo avrebbe travolto. 🥀 Cynthia lo aveva amato quando non era ancora una star, condividendo con lui difficoltà, speranze e i primi successi dei Beatles. Ma con la celebrità erano arrivati anche le lunghe assenze, i tradimenti e un matrimonio nel quale lei si era ritrovata sempre più sola, impegnata a crescere il piccolo Julian. 💔 La relazione di John con Yoko Ono diede il colpo definitivo a un’unione già profondamente compromessa. Lennon arrivò persino ad avviare la procedura di divorzio accusando Cynthia di infedeltà, un’accusa che lei respinse. Fu poi Cynthia a chiedere il divorzio per adulterio del marito. ⚖️ Dopo difficili trattative, Cynthia ottenne un accordo economico di 100.000 sterline, un assegno annuale e un fondo fiduciario destinato a Julian, che rimase affidato alla madre. Ma nessuna somma avrebbe potuto cancellare l’umiliazione e il dolore di essere stata lasciata dall’uomo al quale aveva dedicato tanti anni della propria vita. ❤️ C’è una contraddizione dolorosa in questa storia: mentre John Lennon si avviava a diventare, insieme a Yoko Ono, un simbolo mondiale della pace e dell’amore, lasciava dietro di sé una moglie profondamente ferita e un bambino destinato a soffrire per la distanza dal padre. 🥀 Cynthia non smise mai di riconoscere l’importanza di John nella propria vita: lo aveva amato prima che il mondo intero imparasse ad adorarlo. E forse è proprio questo a rendere la sua storia così commovente: mentre John voltava pagina, Cynthia doveva trovare da sola la forza di ricominciare. #JohnLennon #CynthiaLennon #JulianLennon #YokoOno #TheBeatles #Beatles #Yesterdaypills
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“Your Mother Should Know”: i Beatles rivivono nella versione dei Rikashai Un classico dei Beatles torna a farsi ascoltare in una veste diversa. I Rikashai propongono una loro interpretazione di Your Mother Should Know, il brano scritto da Paul McCartney e pubblicato nel 1967 in Magical Mystery Tour. Con la sua melodia elegante, il ritmo da music-hall e le atmosfere nostalgiche, Your Mother Should Know rappresenta uno degli esempi più caratteristici dell’amore di McCartney per la musica popolare britannica di un tempo. La versione dei Rikashai offre l’occasione per riscoprire una composizione che, pur non essendo tra le più celebrate del repertorio dei Beatles, conserva intatto il suo fascino a quasi sessant’anni dalla pubblicazione. #TheBeatles #YourMotherShouldKnow #PaulMcCartney #MagicalMysteryTour #coverbeatles #beatles #Yesterdaypills
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🎶 “Two of Us”: quando i Beatles ci insegnavano che perdersi insieme è il modo più bello per ritrovarsi 🚗 A volte non serve sapere dove si sta andando. Basta salire in macchina, scegliere una strada a caso, lasciarsi alle spalle la routine e avere accanto la persona giusta. È proprio questa la magia di “Two of Us”, una delle canzoni più intime, dolci e nostalgiche dei Beatles. Un brano che sembra fatto apposta per accompagnare un fine settimana senza programmi, tra ricordi, sorrisi e voglia di libertà. ❤️ Scritta da Paul McCartney nel 1969 e pubblicata nel 1970 nell’album Let It Be, la canzone nasce dalle sue avventure in automobile con Linda Eastman. I due amavano partire senza una destinazione precisa, imboccare strade sconosciute e lasciarsi sorprendere dal viaggio. Linda adorava perdersi, Paul un po’ meno, ma proprio da quelle piccole fughe nacque una canzone capace di raccontare qualcosa di universale: la felicità di stare insieme, anche quando non si sa dove si sta andando. 🎸 Eppure, quando partono le voci di Paul e John Lennon, così vicine e perfettamente intrecciate, “Two of Us” assume inevitabilmente anche un altro significato, perché è impossibile ascoltarla senza pensare anche alla loro amicizia, agli anni trascorsi fianco a fianco, alle canzoni scritte insieme e a quel legame straordinario che stava ormai attraversando i suoi ultimi giorni all’interno dei Beatles. 💭 C’è soprattutto un verso che, conoscendo la storia del gruppo, ci arriva dritto al cuore: “You and I have memories longer than the road that stretches out ahead”. Parole che sembrano racchiudere tutta la storia di John e Paul, dai pomeriggi di Liverpool alla conquista del mondo. Un passato immenso, condiviso, che nessuna separazione avrebbe potuto mai cancellare. 🌻 “Two of Us” ha il sapore delle cose semplici: un picnic improvvisato, una strada di campagna, una risata senza motivo, una giornata apparentemente qualunque che, molti anni dopo, scopriamo essere stata una delle più belle della nostra vita. 🚗 E allora, questo fine settimana, provate a fare come Paul e Linda: scegliete una strada senza preoccuparvi troppo della destinazione, mettete “Two of Us” in sottofondo e portate con voi qualcuno di speciale. 🎶 Perché, in fondo, non conta dove si arriva. Conta chi abbiamo accanto durante il viaggio. #TheBeatles #TwoOfUs #PaulMcCartney #JohnLennon #LindaMcCartney #LetItBe #Beatles #Yesterdaypills
🎬︎ #BeatlesInSoundtrack: le canzoni dei Beatles nei film. ✍️ @sabrimasce Nello spazio con i Beatles. 🎶 Concludiamo questa prima parte della rubrica con il film più recente in cui si ascolta una canzone dei Beatles, e non solo. Parliamo di “Project Hail Mary”, diretto da Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling protagonista e uscito al cinema a marzo 2026. 🍿 🚀 La storia è nota: una missione spaziale, uno scienziato che si ritrova solo a bordo di un'astronave e l'incontro con un essere extraterrestre anch’egli impegnato a salvare il proprio pianeta dalla minaccia del graduale spegnimento del Sole. ☀️ 📖 Il film è tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore americano Andy Weir, già autore di “The Martian”, un'altra storia di solitudine, sopravvivenza e lotta per la vita nello spazio, anch'essa portata sul grande schermo. La curiosità, per noi, è che Andy Weir è un grande appassionato dei Beatles e ha voluto rendere omaggio alla band disseminando il romanzo di riferimenti e citazioni, ripresi anche nella versione cinematografica. A cominciare dalle quattro sonde esplorative, chiamate collettivamente “Beetles” (coleotteri), ma battezzate singolarmente John, Paul, George e Ringo. 🪐 🎵 L'omaggio più bello, però, arriva nella parte finale del film, in una delle scene più emozionanti, quando si ascolta “Two Of Us”. Il brano, pubblicato nell'album “Let It Be” del 1970 e firmato Lennon-McCartney, racconta di un'amicizia, complicità e ricordi, lungo una strada che si sceglie di percorrere insieme. 🛣️ 👨🏼‍🚀 Un significato che si sposa perfettamente con il rapporto tra Ryland e Rocky: due esseri profondamente diversi che, nel corso di un viaggio straordinario, imparano a conoscersi, a fidarsi l'uno dell'altro e a costruire un legame speciale. 👽 📽️ Lo stesso Andy Weir, parlando dell'adattamento cinematografico, ha indicato proprio “Two Of Us” come la canzone dei Beatles più adatta a rappresentare lo spirito della storia. 🎼 La musica unisce sempre, anche due mondi lontanissimi…Se poi è quella dei Beatles, l'armonia cosmica è perfetta! 🎆 🎞️ Il film è disponibile su Prime Video. 📺 #TheBeatles #ProjectHailMary #TwoOfUs #Yesterdaypills
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7 novembre 1963 – I Beatles arrivano a Dublino by @FabioLisci Il 7 novembre 1963 i Beatles arrivano a Dublino per quella che sarà la loro unica visita nella Repubblica d’Irlanda. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr atterrano all’aeroporto della capitale, dove vengono accolti da una folla di fan e intervistati dal giornalista Frank Hall per la televisione irlandese RTÉ. Alla domanda sulle loro origini irlandesi, i quattro scherzano dicendo: “Siamo tutti irlandesi”. La band è nel pieno della prima ondata di Beatlemania. Please Please Me, il loro album d’esordio, è uscito nel marzo di quell’anno e il successo del gruppo si sta ormai estendendo ben oltre la Gran Bretagna. Ad accompagnarli c’è anche lo sceneggiatore Alun Owen, incaricato dal produttore Walter Shenson di osservarli da vicino in vista della realizzazione del film che diventerà A Hard Day’s Night. Nel pomeriggio I Fab Four raggiungono il Gresham Hotel e poi l’Adelphi Cinema, in Middle Abbey Street, dove sono in programma due spettacoli. Entrambi registrano il tutto esaurito, con 2.304 spettatori ciascuno, la capienza della sala. Il programma prevede anche le esibizioni di altri artisti, tra cui le Vernons Girls, i Brook Brothers, Peter Jay and the Jaywalkers e i Kestrels. I Beatles salgono sul palco davanti a un pubblico che li accoglie con urla e applausi. Il repertorio comprende alcuni dei loro brani più conosciuti in quel momento, tra cui I Saw Her Standing There, From Me to You, All My Loving, She Loves You e Twist and Shout. Ma è soprattutto fuori dal cinema che la serata prende una piega inattesa. Il problema nasce al termine del primo spettacolo, quando il pubblico defluisce dall'Adelphi, mentre migliaia di altri ragazzi sono ancora in attesa all'esterno per assistere al secondo concerto. Le due folle si incontrano in Middle Abbey Street e la situazione degenera rapidamente. I gardaí, la polizia irlandese, cercano di separare i gruppi e di impedire che la gente invada la carreggiata. Gli scontri si estendono da Middle Abbey Street alla vicina O’Connell Street. Vengono rovesciate automobili, danneggiati negozi e infrante vetrine. Alcuni ragazzi lanciano fuochi d’artificio contro gli agenti e altri tentano di superare i cordoni di polizia. Un’automobile viene spinta contro un gruppo di gardaí. La cronaca pubblicata dall’Irish Times l’8 novembre riferisce di oltre cinquanta persone medicate per ferite lievi, tre ricoverate con fratture agli arti e un giovane portato in ospedale dopo essere stato colpito alla testa con un’arma da taglio. Più di una dozzina di persone vengono arrestate. Per riportare la calma intervengono oltre 200 agenti, venti automezzi della polizia e persino tre autopompe dei vigili del fuoco, le cui sirene contribuiscono a disperdere la folla. Nel frattempo, i Beatles sono rimasti all’interno dell’Adelphi e non si rendono pienamente conto di quanto sta accadendo nelle strade. Per evitare di attraversare la folla, vengono fatti uscire ingresso secondario su Prussia Street e accompagnati al Gresham Hotel, nascosti nel retro di un furgone delle consegne del quotidiano Evening Herald. La sera restano in albergo, mentre all’esterno continuano a radunarsi ammiratori. L’episodio finisce sulle prime pagine dei giornali del giorno successivo. L’Irish Times titola: “Many arrested as city crowds riot” (Molti arrestati mentre la folla mette a ferro e fuoco la città). Il giorno dopo, 8 novembre, i Beatles lasciano Dublino e raggiungono Belfast, dove sono attesi per altri due concerti al Ritz Cinema. Sarà la loro seconda e ultima tappa irlandese, dopo Belfast non torneranno più a esibirsi dal vivo nell’isola. La giornata di Dublino rimane una delle testimonianze più significative della prima Beatlemania: due concerti in un cinema, migliaia di ragazzi nelle strade e una città che non era preparata a un fenomeno di quelle dimensioni. #Beatles #Yesterdaypills
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“7 novembre 1966: quando John incontrò Yoko” Era il 7 novembre del 1966, una sera apparentemente come tante a Londra. Ma per John Lennon sarebbe stata una data destinata a cambiare tutto: la sua musica, la sua visione del mondo e la sua vita privata. In quel periodo Lennon viveva un momento di transizione. I Beatles erano ormai all’apice della fama mondiale, ma lui cominciava a sentirsi intrappolato nella routine del successo. Cercava nuovi stimoli, nuove forme di espressione, qualcosa che andasse oltre la musica pop. Fu Paul McCartney, sempre curioso e attento alle novità culturali londinesi, a parlargli di una galleria d’avanguardia, l’Indica Gallery, fondata da alcuni suoi amici: John Dunbar, Peter Asher e Barry Miles. Era un luogo dove si respirava sperimentazione pura, dove il mondo della musica si intrecciava con l’arte, la poesia underground e la controcultura emergente. Proprio lì, in quei giorni, esponeva una giovane artista giapponese, Yoko Ono, con una mostra dal titolo enigmatico: “Unfinished Paintings and Objects”. Lennon, incuriosito, decise di visitarla la sera prima dell’apertura ufficiale. Entrando nella galleria, trovò un ambiente diverso da tutto ciò che aveva conosciuto: opere minimaliste da interpretare più con la mente che con gli occhi. Una di quelle opere lo colpì profondamente: davanti a lui c’era una scala bianca, che conduceva a una lente puntata verso il soffitto. John salì, guardò e lesse una sola parola scritta in piccolo: “YES”. Lennon lo raccontò anni dopo dicendo: “Se ci fosse stato scritto ‘NO’, sarei sceso e me ne sarei andato. Ma quel ‘YES’ mi ha fatto pensare che questa artista non era solo provocazione: c’era speranza, positività, luce.” Da quel semplice gesto nacque nel tempo una connessione profonda, destinata a trasformarsi in una delle relazioni più discusse e influenti della storia della musica. Nei mesi successivi, John e Yoko iniziarono a frequentarsi, a collaborare, e l’impatto fu enorme anche per i Beatles. Molti fan non accettarono mai quella unione, ma Lennon non ebbe dubbi: in Yoko aveva finalmente trovato la sua compagna spirituale e la sua musa. E tutto cominciò da una parola scritta in piccolo sul soffitto di una galleria di Londra: YES. #JohnLennon #YokoOno #PaulMcCartney #Beatles #YesterdayPills
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🎬︎ #BeatlesInSoundtrack: le canzoni dei Beatles nei film. ✍️ @sabrimasce Nello spazio con i Beatles. 🎶 Concludiamo questa prima parte della rubrica con il film più recente in cui si ascolta una canzone dei Beatles, e non solo. Parliamo di “Project Hail Mary”, diretto da Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling protagonista e uscito al cinema a marzo 2026. 🍿 🚀 La storia è nota: una missione spaziale, uno scienziato che si ritrova solo a bordo di un'astronave e l'incontro con un essere extraterrestre anch’egli impegnato a salvare il proprio pianeta dalla minaccia del graduale spegnimento del Sole. ☀️ 📖 Il film è tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore americano Andy Weir, già autore di “The Martian”, un'altra storia di solitudine, sopravvivenza e lotta per la vita nello spazio, anch'essa portata sul grande schermo. La curiosità, per noi, è che Andy Weir è un grande appassionato dei Beatles e ha voluto rendere omaggio alla band disseminando il romanzo di riferimenti e citazioni, ripresi anche nella versione cinematografica. A cominciare dalle quattro sonde esplorative, chiamate collettivamente “Beetles” (coleotteri), ma battezzate singolarmente John, Paul, George e Ringo. 🪐 🎵 L'omaggio più bello, però, arriva nella parte finale del film, in una delle scene più emozionanti, quando si ascolta “Two Of Us”. Il brano, pubblicato nell'album “Let It Be” del 1970 e firmato Lennon-McCartney, racconta di un'amicizia, complicità e ricordi, lungo una strada che si sceglie di percorrere insieme. 🛣️ 👨🏼‍🚀 Un significato che si sposa perfettamente con il rapporto tra Ryland e Rocky: due esseri profondamente diversi che, nel corso di un viaggio straordinario, imparano a conoscersi, a fidarsi l'uno dell'altro e a costruire un legame speciale. 👽 📽️ Lo stesso Andy Weir, parlando dell'adattamento cinematografico, ha indicato proprio “Two Of Us” come la canzone dei Beatles più adatta a rappresentare lo spirito della storia. 🎼 La musica unisce sempre, anche due mondi lontanissimi…Se poi è quella dei Beatles, l'armonia cosmica è perfetta! 🎆 🎞️ Il film è disponibile su Prime Video. 📺 #TheBeatles #ProjectHailMary #TwoOfUs #Yesterdaypills
🎬︎ #BeatlesInSoundtrack: le canzoni dei Beatles nei film. ✍️ @sabrimasce There are places... 🗽 “Five Corners”, uscito in Italia con il titolo “Dentro la grande mela”, è un film drammatico anni Ottanta diretto da Tony Bill e interpretato da un cast di grande livello: Jodie Foster, Tim Robbins e John Turturro. Ambientato nel Bronx del 1964, racconta una vicenda fatta di instabilità mentale, ossessione, vendetta e fuga. Pur non ottenendo un grande successo al botteghino, il film valse a Jodie Foster l’Independent Spirit Award come migliore attrice protagonista. 🏆 🎶 La colonna sonora originale è firmata da James Newton Howard, destinato a diventare uno dei più apprezzati compositori del cinema hollywoodiano. Tra le canzoni originali presenti nel film brilla “In My Life” dei Beatles, capolavoro del repertorio Lennon-McCartney, tratto dall’album “Rubber Soul” del 1965. Il brano accompagna perfettamente la narrazione, che condivide la stessa aura malinconica racchiusa nelle parole e nella melodia di una delle canzoni più amate dei Fab Four. ❤️ 👉 🎥 Il trailer del film: youtu.be/sNB4WD6I5Hk?is=ByYV… #TheBeatles #Yesterdaypills #FiveCorners #Inmylife
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🥁 Ringo Starr e il segreto del suo stile: “Essere mancino mi ha reso un batterista diverso da tutti gli altri” 🥁 C’è una particolarità che ha contribuito a rendere immediatamente riconoscibile il modo di suonare di Ringo Starr: il batterista dei Beatles è mancino, ma ha sempre utilizzato una batteria configurata normalmente per persone che usano la mano destra . Una caratteristica apparentemente secondaria che, in realtà, ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del suo stile. 🎤 In una divertente intervista, Ringo è tornato a parlare di questa sua particolarità, raccontando anche un curioso episodio familiare: “Sono mancino, sono nato mancino. E mia nonna decise che il diavolo si era impossessato di me!” 😄 Un ricordo raccontato con la consueta ironia, che richiama un’epoca in cui l’essere mancini veniva talvolta considerato qualcosa di anomalo, tanto da spingere alcune famiglie a cercare di correggere questa naturale predisposizione. 🥁 Ma il vero punto interessante riguarda il suo rapporto con la batteria. Suonando uno strumento disposto normalmente e non per mancini, Ringo ha dovuto sviluppare movimenti e soluzioni differenti rispetto a quelli abitualmente utilizzati da altri batteristi. 🎶 Nell’intervista lo spiega attraverso un esempio pratico: quando deve eseguire un passaggio sui tom e sul timpano, la sua mano dominante lo porta ad affrontare il movimento in maniera particolare. Non si tratta semplicemente di invertire la direzione dei colpi, ma di costruire un fraseggio personale, con accenti e passaggi che contribuiscono a caratterizzare il suo suono. 🎼 È proprio questa una delle ragioni per cui il drumming di Ringo è così riconoscibile nelle registrazioni dei Beatles. Il suo stile non si fonda su virtuosismi spettacolari o assoli interminabili, ma su una straordinaria capacità di accompagnare le canzoni, valorizzarne la melodia e inserire piccoli interventi ritmici che diventano parte integrante dell’arrangiamento. ❤️ E forse il passaggio più significativo dell’intervista arriva proprio alla fine, quando Ringo riconosce che quella particolarità, essere mancino, inizialmente percepibile come uno svantaggio, si è trasformata in una risorsa. 🥁 Perché, in fondo, una parte della magia dei Beatles nasceva proprio da questo: quattro musicisti con personalità differenti, capaci di trasformare le proprie caratteristiche individuali in qualcosa di irripetibile. E Ringo Starr, con la sua batteria apparentemente semplice ma assolutamente inconfondibile, ne è uno degli esempi migliori. #RingoStarr #TheBeatles #Beatles #Drums #Yesterdaypills
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🎸 “Ticket to Ride”: il giorno in cui i Beatles cambiarono per sempre le regole del rock! 🔥 🎶 Pubblicata nell’aprile del 1965, “Ticket to Ride” rappresenta uno dei momenti più innovativi e importanti nella carriera dei Beatles. Un brano che segnò una svolta nella loro evoluzione musicale, anticipando sonorità che avrebbero caratterizzato il rock degli anni successivi. 🎸 Scritta principalmente da John Lennon, con il contributo di Paul McCartney, la canzone si distingue per il suo ritmo insolito, l’inconfondibile introduzione di chitarra e una batteria potente, dal carattere quasi ipnotico. Un sound decisamente più maturo e sperimentale rispetto ai primi successi dei Fab Four. 🔥 Non a caso, Lennon arrivò a considerarla una delle prime vere canzoni heavy della storia, sottolineando quanto fosse rivoluzionaria per l’epoca. 🥁 Un ruolo fondamentale lo ebbe anche Ringo Starr, con un accompagnamento di batteria originale e sorprendente, lontano dagli schemi tradizionali del beat. Il risultato fu un brano dal suono più deciso, quasi anticipatore dell’hard rock e delle sperimentazioni psichedeliche che sarebbero arrivate negli anni successivi. 📀 Pubblicata come singolo il 9 aprile 1965 nel Regno Unito, “Ticket to Ride” conquistò il primo posto delle classifiche britanniche e americane, confermando lo straordinario successo internazionale del gruppo. Pochi mesi dopo venne inclusa nell’album Help!, colonna sonora dell’omonimo film, il secondo lungometraggio dei Beatles. ✨ Era soltanto il 1965, ma i Fab Four stavano già abbandonando le formule dei primi successi per esplorare territori musicali completamente nuovi. 🎧 A oltre sessant’anni dalla sua pubblicazione, “Ticket to Ride” conserva intatta tutta la sua energia e modernità. Una canzone che non fu soltanto un enorme successo commerciale, ma anche uno dei primi segnali della straordinaria rivoluzione musicale che i Beatles avrebbero realizzato negli anni successivi. 🔊 Alzate il volume e riascoltate “Ticket to Ride”: il futuro del rock cominciava già a farsi sentire! #Beatles #TicketToRide #Help #JohnLennon #PaulMcCartney #RingoStarr #RockHistory #Yesterdaypills
6 Novembre 2015 ristampa di 1 Il 6 novembre 2015 la compilation “1” dei #Beatles, il disco più famoso del precedente decennio con oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo, viene ristampata in diversi formati. I video delle canzoni vengono inoltre presentati per la prima volta nel formato 4K. #Beatles #Yesterdaypills
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🎸 George Harrison e la fine dei Beatles: “È stato un sollievo, era arrivato il momento di cambiare” 🎙️ Per milioni di appassionati, lo scioglimento dei Beatles rappresentò la fine di un’epoca irripetibile. Per George Harrison, invece, significò anche qualcosa di molto diverso: la possibilità di liberarsi da un ruolo che, con il passare degli anni, era diventato sempre più difficile da sostenere. 📺 In un’intervista televisiva, Harrison affrontò l’argomento con la consueta franchezza, spiegando che la fine del gruppo non era stata soltanto una separazione dolorosa, ma anche una liberazione personale. “In realtà, è stato un sollievo. Non avevamo più quell'obbligo che incombeva su di noi per il fatto di essere i Beatles… Non significa che dobbiamo continuare a farlo per sempre, cantando sempre le stesse canzoni… Non rimpiango davvero nulla. Era bello, ma era anche giusto andare avanti. Era davvero arrivato il momento di cambiare. Credo che tutti noi preferiremmo rinunciare a tutto questo e provare a camminare con le nostre gambe. Alcune persone non riescono a capirlo. Ma quando si cresce, si lascia casa.” 🎵 I Beatles avevano cambiato per sempre la storia della musica. Ma, come ricordava George, anche le esperienze più straordinarie possono arrivare naturalmente alla loro conclusione. E andare avanti è l’unico modo per continuare a crescere. fonte CloudBeatles #GeorgeHarrison #TheBeatles #JohnLennon #PaulMcCartney #RingoStarr #beatles #Yesterdaypills
Paul McCartney: “Fu John a lasciare i Beatles. Era innamorato di Yoko”. “Ci fu una riunione in cui John entrò e disse: ‘Ehi ragazzi, lascio il gruppo’. Aveva trovato Yoko, e John amava le donne forti”. Paul McCartney raccontò così la decisione di Lennon di abbandonare i Beatles, durante un’intervista a Howard Stern del 5 settembre 2018. Un ricordo che, nelle sue parole, si accompagna alla comprensione per la scelta dell’amico: “Ripensandoci, ti rendi conto che era completamente innamorato di lei e che dovevi rispettarlo. Così facemmo”. La separazione aprì una stagione di tensioni personali e contrasti economici. “Era già abbastanza doloroso che ci stessimo separando e che tutti quei soldi guadagnati e quella fama stessero andando a rotoli. E c’era quest’uomo che stava per portarsi via tutto: ci mancò davvero poco”. Il riferimento si inserisce nelle preoccupazioni di McCartney sulla gestione degli affari dei Beatles, al centro del suo scontro con Allen Klein. Anche la musica diventò terreno di scontro fra i due ex compagni: “Scrivevamo canzoni per attaccarci a vicenda, come se le trasformassimo in armi”. Con il tempo, però, Paul e John riuscirono a superare quella fase. Ed è proprio alla riconciliazione che McCartney riserva la riflessione più personale: “Mi sento molto fortunato che ci siamo lasciati tutto alle spalle. Se non ci fossimo riusciti dopo la morte di John fosse non so come avrei affrontato la situazione”. source @zazaxbtt #PaulMcCartney #JohnLennon #YokoOno #TheBeatles #Beatles #Yesterdaypills
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🎦 Beat Bugs, quando le canzoni dei Beatles diventano un cartone animato 🎶 Le canzoni dei Beatles continuano ad affascinarci anche attraverso il mondo dell’animazione. È quello che accade in Beat Bugs, una serie animata per bambini che ha una particolarità davvero speciale: le sue storie sono costruite attorno alle canzoni dei Fab Four, trasformando alcuni dei brani più celebri della storia della musica in avventure colorate, divertenti e ricche di significato. 🐞 Creata dall’australiano Josh Wakely e arrivata su Netflix nel 2016, Beat Bugs racconta le avventure di cinque piccoli insetti, Jay, Kumi, Crick, Buzz e Walter, che vivono in un giardino apparentemente ordinario, ma che ai loro occhi rappresenta un universo tutto da esplorare. 🎸 La vera protagonista della serie, però, è la musica dei Beatles. 📺 Ogni episodio prende il titolo e lo spunto da una loro canzone, utilizzandone il testo, le immagini e i temi per sviluppare una storia che parla di amicizia, collaborazione, scoperta, fantasia e crescita personale. 🌈 Brani come All You Need Is Love, Help!, Yellow Submarine, Lucy in the Sky with Diamonds, Come Together, Blackbird, Here Comes the Sun, Honey Pie e Rain diventano così parte integrante della narrazione, permettendo anche ai bambini più piccoli di avvicinarsi al repertorio di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. 🎤 Un aspetto particolarmente interessante riguarda le interpretazioni musicali. Per la serie non sono state utilizzate semplicemente le registrazioni originali dei Beatles, ma sono state realizzate nuove versioni delle loro canzoni, affidate a numerosi artisti internazionali. ⭐ Tra le interpretazioni più importanti troviamo P!nk con Lucy in the Sky with Diamonds, Sia con Blackbird, Eddie Vedder con Magical Mystery Tour, Chris Cornell con Drive My Car, Rod Stewart con Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Robbie Williams con Good Day Sunshine e Jennifer Hudson con I’ll Follow the Sun. 📀 Ottenere i diritti per utilizzare un repertorio così prestigioso non fu semplice. Josh Wakely impiegò circa tre anni per raggiungere un accordo con Sony/ATV Music Publishing, riuscendo così a trasformare un’idea ambiziosa in una produzione televisiva internazionale. 💛 Il risultato è un cartone animato che rappresenta anche un originale omaggio ai Beatles. 🌍 Beat Bugs dimostra così quanto il repertorio dei Fab Four sia capace di superare le barriere del tempo, adattandosi a linguaggi e pubblici completamente diversi. ✨ E forse è proprio questo uno degli aspetti più straordinari della musica dei Beatles: una canzone scritta negli anni Sessanta può ancora diventare, oggi, la colonna sonora delle prime scoperte musicali di un bambino. #Beatles #BeatBugs #JohnLennon #PaulMcCartney #GeorgeHarrison #RingoStarr #Netflix #Yesterdaypills
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Paul McCartney: quel passaggio di Bach diventato “Blackbird” Prima di diventare lo spunto per “Blackbird”, era solo un piccolo esercizio alla chitarra con cui Paul McCartney e George Harrison cercavano di fare colpo. Un brano di Bach imparato solo in parte, con qualche passaggio modificato per compensare ciò che i due giovani musicisti non sapevano ancora suonare. Nel filmato McCartney ripercorre questa storia con una chitarra acustica tra le mani, alternando il racconto alla dimostrazione musicale. “Io e George passavamo il tempo a imparare gli accordi fondamentali del rock and roll”, ricorda. Accanto a quel repertorio, però, c’era anche un pezzo “semiclassico”da esibire per mostrare la propria abilità. La definizione gli offre l’occasione per una battuta: “in realtà era classico: eravamo noi a renderlo ‘semi’ perché non lo conoscevamo proprio bene!”. Il riferimento è alla Bourrée in mi minore di Johann Sebastian Bach, indicata anche dal sito ufficiale di McCartney come fonte d’ispirazione per “Blackbird”. Nel video Paul ne esegue un passaggio, accenna la prosecuzione corretta e mostra poi la variante che lui e Harrison suonavano quando non riuscivano ad andare avanti nell’originale. “Era lì che sbagliavamo”, spiega. Quella soluzione, però, gli rimase impressa: “Quel piccolo passaggio mi era sempre piaciuto. Così, anni dopo, l’ho adattato nella canzone ‘Blackbird’”. La dimostrazione alla chitarra rende immediato il collegamento: McCartney riprende la figura musicale appena illustrata e passa all’accompagnamento di “Blackbird”. #PaulMcCartney #GeorgeHarrison #Beatles #Blackbird #Bach #Yesterdaypills
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I Should Have Known Better: quando John Lennon trasformò l’amore in una delle melodie più irresistibili dei Beatles 🎸 Ci sono canzoni dei Beatles che, fin dalle prime note, riescono a riportarci immediatamente nell’atmosfera travolgente della Beatlemania. Una di queste è senza dubbio “I Should Have Known Better”, un brano fresco, trascinante e irresistibilmente romantico che racchiude tutta l’energia dei Fab Four nel 1964, l’anno in cui conquistarono definitivamente il mondo. 🎶 Scritta principalmente da John Lennon e accreditata alla coppia Lennon/McCartney, la canzone venne pubblicata il 10 luglio 1964 nell’album A Hard Day’s Night, la colonna sonora dell’omonimo film diretto da Richard Lester. Negli Stati Uniti era già apparsa il 6 luglio sul lato B del singolo “A Hard Day’s Night”. ❤️ Il testo racconta la sorpresa di un ragazzo che scopre quanto possa essere travolgente innamorarsi. Il titolo esprime proprio lo stupore di chi si rende conto che un semplice bacio può cambiare completamente il proprio mondo. Una storia d’amore raccontata con parole semplici, ma sostenuta da una melodia straordinariamente efficace, e basta ascoltare le prime note dell'armonica di John Lennon per ritrovarsi magicamente, ancora una volta, nel leggendario 1964 dei Fab Four. #TheBeatles #IShouldHaveKnownBetter #JohnLennon #PaulMcCartney #GeorgeHarrison #RingoStarr #AHardDaysNight #Beatlemania #Beatles1964 #Yesterdaypills
Il 4 novembre 1964 i Beatles pubblicarono un EP contenente quattro brani tratti dal film “A Hard Day’s Night”: “I Should Have Known Better”, “If I Fell”, “And I Love Her” e “Tell Me Why”. #TheBeatles #Yesterdaypills
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“The people in the cheaper seats,clap your hands...And the rest of you, if you’d just rattle your jewellery” #beatles #johnlennon #yesterdaypills
Il 4 novembre ‘63 i Beatles suonarono al Royal Variety Show con la Regina Madre presente tra il pubblico. Quella fu la notte in cui JohnLennon pronunciò la famosa frase: "Quelli nei posti più economici battano le mani, gli altri scuotano i gioielli” #JohnLennon #Beatles
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Alice Cooper svela il segreto dei Beatles: “Erano alieni, nessuno avrebbe potuto scrivere così tanti capolavori”. Alice Cooper ha raccontato che cosa, a suo giudizio, rendeva i Beatles diversi dalle altre grandi band della storia del rock: non soltanto la straordinaria capacità di scrivere canzoni, ma anche il senso dell’umorismo, l’assenza di atteggiamenti da superstar e una particolare intesa musicale che contribuiva a rendere immediatamente riconoscibile il loro suono. Nel corso di una conversazione con Adam Friedland, il cantante americano ha ricordato soprattutto la personalità dei quattro musicisti di Liverpool, sottolineando quanto fosse piacevole frequentarli nonostante l’enorme popolarità raggiunta. “La cosa fantastica dei Beatles? Avevano tutti un grandissimo senso dell’umorismo. E con quei ragazzi non percepivi mai alcun ego”, ha spiegato Cooper. Un atteggiamento che, secondo il rocker, caratterizzava in particolare Paul McCartney: “Paul entrava in una stanza e diventava subito il tuo migliore amico, come se ti conoscesse da sempre”. Durante l’intervista, Friedland ha introdotto anche una curiosa teoria sulle differenti vicende dei Beatles e dei Rolling Stones: secondo un suo amico, gli Stones sarebbero riusciti a rimanere insieme grazie alle loro origini borghesi, mentre la provenienza operaia dei Beatles avrebbe contribuito alla loro separazione. Cooper non si è soffermato sull’interpretazione sociologica, preferendo rispondere con una battuta che riassume la sua ammirazione per il talento compositivo del gruppo. “Sono abbastanza sicuro che i Beatles fossero alieni. Perché nessuno riesce a scrivere così tante belle canzoni una dopo l’altra”. Cooper ha poi condiviso un aneddoto particolarmente interessante sulle armonie vocali del gruppo, riportando una spiegazione che gli avrebbe fornito personalmente McCartney. “Mi disse: ‘John e io abbiamo un orecchio assoluto. George, invece, cantava leggermente crescente. Ed era proprio questo a dare alle nostre armonie quella particolare brillantezza’”. #Yesterdaypills #AliceCooper #TheBeatles #PaulMcCartney #JohnLennon #GeorgeHarrison #RingoStarr #RollingStones #beatles #yesterdaypills
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Blue Jay Way: la notte di nebbia che ispirò una delle canzoni più misteriose dei Beatles Una strada sulle colline di Hollywood, una notte avvolta dalla nebbia e un amico che tarda ad arrivare. È da una situazione apparentemente banale che George Harrison trovò l’ispirazione per “Blue Jay Way”, uno dei brani più enigmatici e psichedelici dell’intero repertorio dei Beatles. La storia risale al 1° agosto 1967, quando Harrison si trovava a Los Angeles insieme alla moglie Pattie Boyd. La coppia alloggiava in una casa presa in affitto sulle Hollywood Hills, al numero 1567 di Blue Jay Way. Quella sera George aspettava l’arrivo di Derek Taylor, storico collaboratore e addetto stampa dei Beatles, e di sua moglie Joan. I due, però, si erano persi lungo le strade delle colline, rese ancora più difficili da percorrere da una fitta nebbia. Stanco per il viaggio dall’Inghilterra e sempre più assonnato, Harrison si sedette davanti a un organo Hammond presente nella casa e cominciò a improvvisare una melodia. Le parole nacquero quasi spontaneamente, descrivendo esattamente ciò che stava accadendo: gli amici erano in ritardo, la nebbia impediva loro di trovare la strada e George cercava disperatamente di non addormentarsi. Da quella lunga attesa nacque una delle composizioni più insolite dei Beatles. Registrata agli Abbey Road Studios di Londra nel settembre e ottobre del 1967, “Blue Jay Way” si distingue per un’atmosfera ipnotica, quasi inquietante. L’organo Hammond di Harrison domina il brano, mentre gli effetti sonori, le voci trattate elettronicamente e le particolari tecniche di registrazione contribuiscono a creare un paesaggio musicale sospeso tra sogno e realtà. “Blue Jay Way” venne pubblicata il 27 novembre 1967 negli Stati Uniti e l’8 dicembre nel Regno Unito, all’interno di Magical Mystery Tour, rispettivamente come album e doppio EP. Il brano compare anche nell’omonimo film dei Beatles, accompagnato da una sequenza decisamente surreale: Harrison appare seduto sul pavimento, mentre immagini sovrapposte, effetti visivi e giochi di luce accentuano l’atmosfera psichedelica della composizione. Nel corso degli anni “Blue Jay Way” è rimasta una delle canzoni meno convenzionali del gruppo, ma rappresenta un momento significativo nell’evoluzione artistica di Harrison: una composizione capace di trasformare un episodio quotidiano in un’esperienza musicale sperimentale. La curiosità più affascinante è che Blue Jay Way esiste davvero. Ancora oggi quella strada di Los Angeles continua ad attirare gli appassionati dei Beatles, desiderosi di vedere il luogo in cui, quasi sessant’anni fa, George Harrison attese inutilmente che i suoi amici trovassero la strada nella nebbia. Una semplice notte californiana diventata, grazie alla fantasia di un Beatle, un piccolo classico della psichedelia britannica. #TheBeatles #GeorgeHarrison #BlueJayWay #MagicalMysteryTour #BeatlesHistory #PsychedelicRock #1967 #Yesterdaypills
3 novembre 1967 - I Beatles terminano le riprese di Magical Mystery Tour by @FabioLisci A Sunny Heights, la casa di campagna di Ringo Starr a Weybridge, nel Surrey, i Beatles tornano davanti alle telecamere per completare alcune sequenze di Magical Mystery Tour. È il 3 novembre 1967 e il lavoro riguarda soprattutto «Blue Jay Way», il brano psichedelico scritto da George Harrison, ispirato al nome della strada di Los Angeles nella quale aveva soggiornato durante una visita in California. Nel giardino di Ringo, i quattro musicisti si alternano fingendo di suonare un violoncello bianco. Non mancano una partita a pallone, alcune riprese di Harrison mentre scende i gradini del giardino e una trovata decisamente singolare: il violoncello viene ripreso con alcuni fuochi d’artificio accesi sullo sfondo. All’interno della casa, invece, alcune immagini girate in precedenza vengono proiettate sul petto nudo di Mal Evans, storico collaboratore e assistente della band. È un modo piuttosto originale di trasformare una canzone in una sequenza visiva, perfettamente in sintonia con l’atmosfera straniante del brano. Con queste riprese si conclude la lavorazione di Magical Mystery Tour, un progetto nato dalla volontà dei Beatles di realizzare qualcosa di diverso dai tradizionali film musicali. L’idea era quella di seguire un gruppo di persone a bordo di un autobus, attraverso un viaggio senza una vera trama, popolato da incontri improbabili, situazioni surreali e momenti musicali. Paul McCartney aveva avuto un ruolo importante nell’ideazione del progetto, coinvolgendo anche gli altri componenti della band nella realizzazione. #TheBeatles #Yesterdaypills #MagicalMysteryTour
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3 novembre 1967 - I Beatles terminano le riprese di Magical Mystery Tour by @FabioLisci A Sunny Heights, la casa di campagna di Ringo Starr a Weybridge, nel Surrey, i Beatles tornano davanti alle telecamere per completare alcune sequenze di Magical Mystery Tour. È il 3 novembre 1967 e il lavoro riguarda soprattutto «Blue Jay Way», il brano psichedelico scritto da George Harrison, ispirato al nome della strada di Los Angeles nella quale aveva soggiornato durante una visita in California. Nel giardino di Ringo, i quattro musicisti si alternano fingendo di suonare un violoncello bianco. Non mancano una partita a pallone, alcune riprese di Harrison mentre scende i gradini del giardino e una trovata decisamente singolare: il violoncello viene ripreso con alcuni fuochi d’artificio accesi sullo sfondo. All’interno della casa, invece, alcune immagini girate in precedenza vengono proiettate sul petto nudo di Mal Evans, storico collaboratore e assistente della band. È un modo piuttosto originale di trasformare una canzone in una sequenza visiva, perfettamente in sintonia con l’atmosfera straniante del brano. Con queste riprese si conclude la lavorazione di Magical Mystery Tour, un progetto nato dalla volontà dei Beatles di realizzare qualcosa di diverso dai tradizionali film musicali. L’idea era quella di seguire un gruppo di persone a bordo di un autobus, attraverso un viaggio senza una vera trama, popolato da incontri improbabili, situazioni surreali e momenti musicali. Paul McCartney aveva avuto un ruolo importante nell’ideazione del progetto, coinvolgendo anche gli altri componenti della band nella realizzazione. #TheBeatles #Yesterdaypills #MagicalMysteryTour
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Julian Lennon torna in Italia: a Siena la sua mostra fotografica “Whispers” 🇮🇹📸 Julian Lennon torna in Italia, questa volta non per la musica, ma per raccontare il mondo attraverso i suoi scatti fotografici. Dal 4 dicembre 2026 al 4 luglio 2027 il prestigioso complesso museale di Santa Maria della Scala, a Siena, ospiterà Whispers, la retrospettiva fotografica del figlio di John Lennon, inserita nel programma di Siena Incanta – Natale 2026. La mostra ripercorre il lavoro di Julian come fotografo, una passione che negli anni è diventata una parte fondamentale della sua attività artistica, affiancandosi alla carriera musicale. Whispers prosegue il percorso espositivo avviato a Venezia nel 2024, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire uno sguardo personale e sensibile, fatto di immagini, incontri, luoghi e suggestioni. Julian Lennon si è recato personalmente a Siena alla fine di ottobre 2026, per seguire i preparativi dell’allestimento e conoscere da vicino gli spazi che ospiteranno le sue opere. Un appuntamento particolarmente interessante anche per gli appassionati dei Beatles, che potranno conoscere un’altra dimensione artistica di Julian Lennon. Grazie a @michelangeloios #JulianLennon #JohnLennon #Whispers #Siena #SantaMariaDellaScala #Fotografia #TheBeatles #Yesterdaypills
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“Now and Then”: l’ultimo miracolo dei Beatles, la voce di John Lennon torna a unirsi a Paul, George e Ringo dopo mezzo secolo. Il 2 novembre 2023 i Beatles tornarono a far parlare il mondo con “Now and Then”, l’ultima canzone ufficiale della loro straordinaria carriera. Tutto cominciò alla fine degli anni Settanta, quando John Lennon registrò nella sua casa di New York una semplice demo, accompagnandosi al pianoforte. Nel febbraio 1995, durante il progetto The Beatles Anthology, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr tentarono di completare il brano. Ma la scarsa qualità della registrazione e l’impossibilità di separare adeguatamente la voce di Lennon dal pianoforte impedirono di portare a termine il lavoro. Per quasi trent’anni, Now and Then rimase incompiuta, apparentemente destinata a restare soltanto un progetto irrealizzato. La svolta arrivò nel 2022 grazie alla tecnologia sviluppata dal team di Peter Jackson, già utilizzata per il documentario Get Back. Un innovativo sistema di separazione audio permise finalmente di isolare e recuperare con straordinaria nitidezza la voce originale di John Lennon, senza ricrearla artificialmente. Paul McCartney e Ringo Starr poterono così completare la registrazione, recuperando anche le parti di chitarra incise da George Harrison nel 1995 e aggiungendo nuovi contributi musicali. Il risultato fu qualcosa di unico: una canzone nella quale John, Paul, George e Ringo tornavano a suonare insieme, nonostante Lennon fosse scomparso nel 1980 e Harrison nel 2001. Ad accompagnare l’uscita arrivò anche uno straordinario videoclip diretto da Peter Jackson, capace di riunire attraverso immagini d’archivio e nuove riprese i quattro Beatles di epoche diverse. Un ultimo incontro musicale tra quattro amici di Liverpool, oltre mezzo secolo dopo l’inizio di una leggenda che continua a emozionare milioni di fan in tutto il mondo #TheBeatles #NowAndThen #JohnLennon #PaulMcCartney #GeorgeHarrison #RingoStarr #PeterJackson #Beatles #Yesterdaypills
2 Novembre 2023 Esce “Now and Then” Il 2 novembre 2023, i Beatles hanno pubblicato il singolo “Now and Then”. Il disco ha riportato i Fab Four, dopo ben cinquantaquattro anni, in testa alle classifiche dei 45 giri. Il brano era stato scritto da John Lennon intorno al 1977 ed era stato parzialmente registrato in una demo casalinga rimasta però incompiuta. Dopo la morte di Lennon Harrison, McCartney e Starr avevano parzialmente elaborato il pezzo ma il progetto non era stato completato fino a quando non viene ripreso da McCartney e Starr che lo registrano utilizzando anche delle parti di chitarra incide da Harrison nel 1995. McCartney ha completato il testo mentre la voce di Lennon è stata estrapolata dalla demo casalinga con l’utilizzo di una tecnologia di recupero audio #TheBeatles #Yesterdaypills
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“When We Was Fab”: quando George Harrison tornò ai tempi dei Beatles in un video pieno di sorprese Nel 1988 George Harrison decise di fare un viaggio nel passato, tornando idealmente agli anni in cui lui, John Lennon, Paul McCartney e Ringo Starr erano i quattro ragazzi di Liverpool che avevano rivoluzionato la musica. Lo fece con “When We Was Fab”, brano scritto insieme a Jeff Lynne e incluso nell’album Cloud Nine del 1987. La canzone richiamava volutamente le atmosfere psichedeliche dei Beatles, con arrangiamenti orchestrali, effetti sonori e riferimenti musicali al periodo di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Ma a rendere il brano ancora più speciale fu il videoclip, diretto da Godley & Creme, una piccola opera ricca di citazioni, ironia e apparizioni sorprendenti. La scena si svolge su un marciapiede dove Harrison, con la sua chitarra, incontra una serie di personaggi mentre intorno a lui accadono cose sempre più bizzarre. Tra gli ospiti compaiono Ringo Starr ed Elton John, mentre illusioni ottiche, strumenti musicali e strani personaggi trasformano la strada in un universo fantastico. Particolarmente curioso è il riferimento a I Am the Walrus, con la comparsa di un tricheco che ha alimentato per anni le ipotesi sulla possibile presenza di Paul McCartney nel video, mai confermata ufficialmente. Il videoclip contiene anche numerosi richiami all’immaginario dei Beatles degli anni Sessanta, trasformandosi in una sorta di caccia al tesoro per gli appassionati dei Fab Four. Pubblicato come singolo nel gennaio 1988, When We Was Fab raggiunse il 25º posto nelle classifiche britanniche e il 23º negli Stati Uniti, ottenendo anche diverse candidature agli MTV Video Music Awards. Il fascino del video sta soprattutto nell’atteggiamento di George Harrison: dopo aver trascorso gran parte della carriera solista cercando di affrancarsi dal passato beatlesiano, il musicista sembrava finalmente pronto a ricordarlo con leggerezza, affetto e una buona dose di autoironia. #GeorgeHarrison #WhenWeWasFab #TheBeatles #RingoStarr #PaulMcCartney #JohnLennon #JeffLynne #CloudNine #Beatles #Yesterdaypills
2 Novembre 1987 George Harrison pubblica “Cloud Nine” Il 2 novembre 1987, George Harrison pubblica “Cloud Nine”, il suo undicesimo album in studio, segnando un importante ritorno dopo una pausa di cinque anni dalla sua carriera da solista. Il disco viene co-prodotto da Jeff Lynne (Electric Light Orchestra) e viene registrato presso lo studio personale di Harrison con la partecipazione di musicisti quali Jim Keltner e Ringo Starr alla batteria, Eric Clapton alla chitarra, e Gary Wright ed Elton John al pianoforte #GeorgeHarrison #Beatles #Yesterdaypills
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2 Novembre 2023 Esce “Now and Then” Il 2 novembre 2023, i Beatles hanno pubblicato il singolo “Now and Then”. Il disco ha riportato i Fab Four, dopo ben cinquantaquattro anni, in testa alle classifiche dei 45 giri. Il brano era stato scritto da John Lennon intorno al 1977 ed era stato parzialmente registrato in una demo casalinga rimasta però incompiuta. Dopo la morte di Lennon Harrison, McCartney e Starr avevano parzialmente elaborato il pezzo ma il progetto non era stato completato fino a quando non viene ripreso da McCartney e Starr che lo registrano utilizzando anche delle parti di chitarra incide da Harrison nel 1995. McCartney ha completato il testo mentre la voce di Lennon è stata estrapolata dalla demo casalinga con l’utilizzo di una tecnologia di recupero audio #TheBeatles #Yesterdaypills
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